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Anna dei miracoli
È morta Anna Cadore, volto storico del commercio bassanese. Oggi il suo bellissimo commiato, in forma privata
Pubblicato il 18 apr 2025
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“Caro Alessandro, Ti comunichiamo che Anna Cadore ci ha lasciati, dopo una malattia che ha affrontato con coraggio.”
Inizia così un messaggio che ho ricevuto sul telefono mercoledì scorso, a firma delle tre figlie Angela, Sara e Claudia e dell’ex marito Dario Bernardi, che è stato a fianco di Anna e l’ha accompagnata lungo il percorso della malattia, sino alla fine.
La cosa molto insolita - ma avendola conosciuta e apprezzata per il suo stile informale e controcorrente, in realtà non c’è da sorprendersi - è che il messaggio mi è arrivato dal profilo WhatsApp di Anna. Le parole sono state scritte dalla famiglia, ma è come se parlasse lei. Perché è stata lei, abituata a gestire i commerci e le altre cose della vita, a organizzare nei minimi particolari anche il suo ultimo saluto.
Anna Cadore nel suo negozio in una foto del 2013 (foto Alessandro Tich - archivio Bassanonet)
Il messaggio ricevuto era un invito (“Tu sei da lei invitato”) a partecipare al suo “commiato semplice e non pubblico” che si è tenuto nel tardo pomeriggio di oggi nella sala conferenze della Fondazione Pirani Cremona in via Museo, trasformata in un teatro delle emozioni.
Non scrivo a caso la parola “teatro” perché qualche anno fa Anna, assieme alla figlia Sara, aveva partecipato a un corso di recitazione teatrale tenuto da mio figlio Andrea al centro parrocchiale di San Vito.
Era sempre pronta a reinventarsi, anche sopra un palcoscenico.
Non avevo scritto fino ad ora della scomparsa di Anna Cadore perché nel messaggio la famiglia mi aveva chiesto “di rispettare la volontà di Anna circa la riservatezza della notizia”.
Riservatezza e silenzio sono state peraltro le credenziali di dignità con cui ha affrontato il male e le cure, la prova suprema di coraggio e forza d’animo per una tosta come lei.
Ma poi oggi Dario mi ha rivelato che inserendomi nella lista degli invitati al suo commiato, Anna ha stabilito che ero anche “autorizzato a scrivere” di lei.
Lo ritengo uno dei più bei complimenti, nonché una delle più gradite attestazioni di stima che qualcuno mi abbia mai rivolto.
Anna Cadore se ne è andata martedì scorso, “in tranquillità”, circondata dall’affetto della famiglia.
Con lei, continuatrice dell’attività dei genitori Vigilio e Delfina come le sorelle Teresa e Stefania, scompare uno dei volti storici del commercio bassanese.
Aveva iniziato a lavorare in negozio nel 1980, quando aveva 19 anni, tra i veli ed i tight dell’Atelier Sposi e i vestiti della boutique dell’uomo di Cadore, assieme all’altra sorella Paola.
Poi dal 2000 si era spostata nel negozio per la casa che i genitori avevano aperto in via Jacopo Da Ponte, il terzo negozio dei Cadore in centro, dopo quelli di via Museo e di Via Roma, attivi dagli anni ’50.
Qui ho avuto modo di intervistarla per due volte nel 2013 per Bassanonet, rendendomi conto di che pasta era fatta.
La prima volta è stata dopo la Pasqua di quell’anno: a Pasquetta Bassano era stata invasa dai turisti e il suo negozio era stato tra i pochissimi aperti.
“La mia categoria non si accorge che il mondo sta cambiando - aveva dichiarato -. Non è possibile continuare a dire che Bassano è una città di richiamo turistico, e poi tenere chiusi i negozi quando la gente arriva.”
Dello stesso tenore l’appello che aveva lanciato ai suoi colleghi commercianti nel successivo mese di agosto:
“Non chiudete a Ferragosto. La vocazione turistica di Bassano sta crescendo e una città turistica deve presentarsi aperta.”
Sono parole di dodici anni fa, ma sono ancora attualissime.
In quegli articoli l’avevo definita una autentica pasionaria del lavoro, tanta era la forza con cui presentava la sua attività come una vera e propria missione.
Ma Anna, evidentemente, era fatta apposta per prenderti in contropiede: solo due anni dopo, il 31 dicembre 2015, avrebbe poi deciso di chiudere bottega e di ritirarsi dall’attività, dopo 35 anni di lavoro indefesso.
Era insomma una donna energica e risoluta, ma in lei coglievo anche una grande sensibilità. Una capacità di parlare al cuore che si è palesata oggi nel suo commiato da questo mondo terreno.
“Familiare”. È il primo ed unico aggettivo che mi viene in mente per descrivere il clima di questo ultimo saluto alla Fondazione Pirani Cremona.
Le persone sedute ai quattro lati della sala, altre rimaste in piedi all’ingresso, una chitarra e una voce per eseguire “Beautiful that way”, il tema del film “La vita è bella”, all’inizio e “Ti lascio una parola (Goodbye)” dei Nomadi alla fine.
Le parole della figlia Claudia, per ringraziare i presenti, e della figlia Angela per ricordare la mamma hanno preceduto la lettura dell’ultimo messaggio di Anna Cadore, letto da Paola Tessarolo, carico di umanità e di consolazione per chi è rimasto ma anche di allegria.
In questa semplice ma intensa celebrazione laica, Don Andrea Guglielmi ha quindi espresso le sue riflessioni sul senso della morte “gravida di vita”.
Dario Bernardi ha infine raccontato gli ultimi giorni di Anna, rivelando che aveva pensato di scrivere un biglietto personalizzato per ciascuno di noi, da consegnarci al suo commiato.
Non ce l’ha fatta ma, ha assicurato, “il biglietto arriverà”.
Dario ha svelato anche dei simpatici aneddoti sull’ultima visita dello scorso marzo di Anna Cadore allo IOV di Padova, suscitando persino degli affettuosi sorrisi tra i presenti per l’energia travolgente di questa donna che ha saputo sprigionarsi fino all’ultimo.
Mentre ascoltavo i discorsi mi veniva in mente “Anna dei miracoli”, che è il titolo di un famoso film e sceneggiato televisivo dei tempi che furono.
Perché Anna ha compiuto il miracolo di rendere il suo ultimo saluto un qualcosa di leggero, positivo, vitale.
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