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E.R. - Emergenza Rosà
Il sindaco di Rosà Elena Mezzalira lancia l’allarme sul futuro dei servizi socio-sanitari erogati presso il Centro Polifunzionale di via dei Dogi. Replica la civica Riparte Rosà: “Tre anni di silenzio e richiesta di chiarezza immediata”
Pubblicato il 01 apr 2025
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Altro che E.R. - Medici in prima linea.
Qui E.R. sta per Emergenza Rosà, anche se proprio di medici si parla.
A Rosà, infatti, si starebbero avvistando delle nuvole plumbee sul futuro dei servizi di Medicina di Gruppo Integrata e degli altri servizi socio-sanitari attualmente erogati presso il Centro Polifunzionale di via dei Dogi. È l’allarme che è stato lanciato dal sindaco Elena Mezzalira tramite un comunicato stampa trasmesso venerdì scorso 28 marzo alle redazioni.
Il Centro Polifunzionale di via dei Dogi a Rosà (foto Alessandro Tich)
“Le novità introdotte a livello regionale nell’ambito dell’assistenza primaria stanno infatti portando a una generale riorganizzazione dei servizi territoriali - afferma il comunicato -. Tuttavia, questa riorganizzazione rischia di compromettere seriamente la prossimità delle cure, da sempre garantita alla comunità rosatese, in un momento storico in cui l’invecchiamento demografico e le fragilità sociali rendono sempre più necessario favorire la cura della persona presso il proprio domicilio, principio peraltro promosso anche dalla stessa Regione Veneto per alleggerire la pressione sui presidi ospedalieri.”
“L’amministrazione comunale - prosegue il testo - ha come priorità la tutela e la salvaguardia dei cittadini, operando una costante attività di ascolto e dialogo al fine di rappresentare nelle sedi opportune le necessità della comunità, difendendone i diritti e promuovendo le migliori condizioni di vita per tutti i rosatesi.”
Il sindaco Elena Mezzalira ha pertanto “espresso agli organi di competenza regionale, così come ai vertici dell’azienda Ulss7 Pedemontana e alla Presidenze della Conferenza dei Sindaci, tutte le perplessità inerenti all’attuale e poco chiara situazione relativa al futuro dei Servizi di Medicina di Gruppo Integrata e degli altri servizi socio-sanitari attualmente erogati a Rosà”.
Contestualmente il sindaco ha chiesto “immediati chiarimenti in merito, ribadendo l’importanza del mantenimento dei servizi del Centro Polifunzionale di via dei Dogi”.
“Comprendiamo le difficoltà legate a un contesto normativo ancora in fase di definizione e alla scarsità di risorse - dichiara Elena Mezzalira - ma proprio per questo è fondamentale che vi sia una comunicazione chiara, tempestiva e trasparente.
“I cittadini - aggiunge - hanno il diritto di essere informati correttamente, senza creare inutili allarmismi, ma anche senza ambiguità. Il diritto alla salute deve essere rispettato e garantito con servizi adeguati, accessibili e distribuiti in maniera equa sul territorio.”
“Come amministrazione - prosegue il sindaco - ci facciamo portavoce delle esigenze e dei bisogni dei nostri cittadini, e chiediamo con forza alla Regione Veneto e all’Azienda ULSS 7 di fornire risposte concrete in merito alle scelte in corso e alle tempistiche previste. In particolare, chiediamo il riconoscimento del Centro
Polifunzionale di Via dei Dogi quale presidio con caratteristiche di tipo Spoke, in grado di mantenere e sviluppare le funzioni socio-sanitarie finora svolte, garantendo un servizio efficiente, capillare e accessibile a tutta la cittadinanza.”
“L’amministrazione comunale di Rosà - conclude il comunicato - continuerà a vigilare con attenzione sull’evoluzione del processo di riorganizzazione e a difendere con determinazione il diritto alla salute dei propri cittadini, nella convinzione che lo sviluppo di servizi di prossimità sia una scelta strategica, non rinviabile, per la qualità della vita delle persone e la sostenibilità dell’intero sistema sanitario regionale.”
Ma ecco che, il 29 marzo, è giunto in redazione anche un comunicato stampa della lista civica di minoranza Riparte Rosà, intitolato “Riorganizzazione sanitaria a Rosà: Tre anni di silenzio e richiesta di chiarezza immediata” e firmato dai consiglieri Giulia Vanin, Paolo Baggio, Angelo Zen, Emanuele Guidolin e Matteo Bizzotto.
In merito alle dichiarazioni di Elena Mezzalira, l’opposizione “desidera esprimere profonda preoccupazione e sollecitare un'azione immediata e concreta da parte del sindaco”.
“Comprendiamo le preoccupazioni espresse dal sindaco - prosegue la nota - ma troviamo sorprendente che questa richiesta di chiarimenti e rassicurazioni giunga solo ora, a tre anni dall'approvazione della delibera di giunta regionale del 2022 che definiva il "Piano regionale di individuazione delle Case di Comunità". Tale piano
escludeva chiaramente Rosà dalle quattro sedi designate per il Distretto 1 dell'ULSS 7 Pedemontana (Asiago, Marostica, Bassano del Grappa e Romano d’Ezzelino).”
“Questa riorganizzazione - sostiene Riparte Rosà - rischia concretamente di allontanare servizi essenziali per i cittadini di Rosà, compromettendo la qualità e l'accessibilità dell'assistenza socio-sanitaria, soprattutto per le fasce più fragili della popolazione.”
“Ci interroghiamo sulle azioni intraprese dall'amministrazione comunale, e in particolare dal sindaco e dal vicesindaco, in questi tre anni per assicurare la continuità e la qualità dell'assistenza per i nostri concittadini - incalza la minoranza -. Chiediamo trasparenza e un resoconto pubblico delle iniziative eventualmente intraprese. È inaccettabile che il Consiglio comunale e la cittadinanza non siano mai stati coinvolti o informati su un tema di tale importanza.”
“È incomprensibile il silenzio dell'amministrazione in questi anni”, dichiara la consigliera o se preferite la consigliere, come è scritto nel comunicato, Giulia Vanin.
“Già nel 2022 avevamo evidenziato il potenziale rischio di penalizzazione per Rosà con la realizzazione dell'ospedale di comunità a Romano d’Ezzelino - prosegue Vanin -. Oggi, ci troviamo a dover affrontare le conseguenze di questa mancata attenzione.”
La civica di opposizione, pertanto, “sollecita con forza il sindaco e l’amministrazione” a fare tre cose.
La prima è “rendere pubbliche le azioni intraprese finora per tutelare i servizi socio-sanitari di Rosà”.
La seconda è “convocare urgentemente un consiglio comunale aperto alla cittadinanza per discutere in modo trasparente la riorganizzazione e le sue implicazioni”.
La terza, infine, è “farsi portavoce delle esigenze della comunità di Rosà presso l'Ulss 7 e la Regione Veneto, chiedendo garanzie concrete per il mantenimento di servizi adeguati sul territorio”.
“La nostra lista civica si impegna a monitorare attentamente la situazione e a farsi portavoce delle preoccupazioni dei cittadini di Rosà - conclude il testo -. Invitiamo i cittadini a partecipare attivamente al dibattito e a far sentire la propria voce per difendere il futuro dei servizi socio-sanitari nella nostra comunità.”
Questo, per il momento, è quanto.
Sia nel caso dell’intervento del sindaco, ma nei confronti di Regione Veneto e Ulss 7, che in quello della replica di Riparte Rosà, ma nei confronti del sindaco, E.R. sta anche per Esigiamo Risposte.
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