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Elena e i suoi Fratelli
Due o tre cose sull’ingresso in maggioranza di Elena Pavan che intanto, “per opportunità” a fronte della sua adesione a Fratelli d’Italia, ritira la sottoscrizione alla mozione sulla Polizia Locale per il consiglio dell’Unione Montana di domani
Pubblicato il 21 ott 2024
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Dice il noto proverbio: a caval donato non si guarda in bocca.
A patto che non sia il Cavallo di Troia, come spiegherò nella conclusione di questo editoriale.
Come ha dichiarato a Bassanonet il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia on. Silvio Giovine, l’ingresso di Elena Pavan in FdI e quindi in maggioranza è stato “un regalo al sindaco Finco”, visto che “gli portiamo una persona e la togliamo dall’opposizione mettendola in maggioranza”. Peccato che il regalo sia ancora fermo lì, non ancora accettato dal destinatario e ancora in attesa di essere scartato.
La conferenza stampa di Elena Pavan con Fratelli d’Italia
Come infatti spesso accade, i casi sono due.
O sindaco e maggioranza accettano di scartare il dono ricevuto nel senso di togliere la carta e aprire la scatola, oppure potrebbero decidere di scartarlo nel senso di rifiutarlo.
Al netto del contenuto puramente politico della questione, ciò che colpisce è stata la velocità con cui è avvenuto il passaggio dell’ex sindaca leghista tra le file del partito della fiamma tricolore che fa parte della coalizione di Finco, che ha avuto l’aria di un vero e proprio blitz.
Fonti degli ambienti di FdI Bassano riferiscono che il sindaco Finco è stato informato della novità venerdì sera. E cioè solo poche ore prima della conferenza stampa di sabato mattina nella quale l’adesione della Pavan al partito della Meloni è stata comunicata urbi et orbi.
L’assessore Andrea Zonta e i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Stefano Monegato, Gianluca Pietrosante e Deniz Caron hanno appreso la notizia alle 17 di venerdì e l’intero circolo di Fratelli d’Italia di Bassano del Grappa nella mattinata di sabato, praticamente in tempo reale.
Sembra inoltre - e questo è un elemento politicamente significativo della vicenda - che l’operazione non sia stata precedentemente concordata a livello di tavolo provinciale e regionale del centrodestra e che l’ingresso della Pavan tra i meloniani bassanesi sia fortemente targato Elena Donazzan, la più entusiasta tra gli entusiasti della conferenza stampa di sabato.
L’improvvisa proiezione del film ispirato a Luchino Visconti “Elena e i suoi Fratelli” nella programmazione dei Municipios Cinemas crea intanto un precedente carico di incognite.
E questo perché l’intera campagna elettorale di Nicola Finco, compresa soprattutto la campagna per il ballottaggio, è stata impostata sull’esclusione di Elena Pavan da qualsiasi possibile forma di coinvolgimento in amministrazione.
Come si ricorderà, in vista del secondo e decisivo turno di voto l’allora aspirante sindaco Finco aveva allargato la propria compagine elettorale di centrodestra apparentandosi proprio con Fratelli d’Italia, fino al giorno prima alleati della Pavan, e con Impegno per Bassano.
“Vade retro” invece per la civica di centrodestra Elena Pavan Sindaco con cui Finco non ha voluto stringere alcun accordo al secondo turno, in coerenza con la guerra dichiarata alla sua ex pupilla.
È per questo che le due consigliere elette di Pavan Sindaco, ovvero la stessa Elena Pavan e Paola Teosini, sono finite tra i banchi di minoranza.
Ora l’ingresso dalla finestra dell’ex sindaca leghista in quella maggioranza che le aveva sbarrato la porta principale scompagina totalmente le carte.
Finco ha teledichiarato che sarà la maggioranza a decidere se accogliere al suo interno la Pavan oppure se la medesima, pur con la tessera di Fratelli d’Italia in tasca e pur sedendo tra i banchi della maggioranza stessa, rimarrà un consigliere di opposizione.
Voci bene informate riferiscono inoltre di ampie frange della maggioranza nettamente contrarie, compreso anche qualche cane sciolto del gruppo FdI, alla presenza della ex capogruppo di Pavan Sindaco nell’alleanza di governo cittadina.
Ma Finco e i suoi fratelli (non d’Italia) dovranno cuocere la patata bollente che gli è capitata tra le mani con estrema cautela.
L’adesione di Elena Pavan a FdI è stata comunque benedetta dai vertici provinciali del partito e l’attuale amministrazione comunale deve durare per cinque anni.
Cominciare già adesso a imporre dei paletti a quello che con l’ingresso della ex sindaca è diventato il gruppo consiliare di maggioranza relativa, a lungo andare potrebbe rivelarsi deleterio.
Comunque sia, l’inatteso arrivo di Elena Pavan nell’anticamera della stanza dei bottoni comincia a stravolgere già da adesso la “narrazione” (parola che odio così tanto da usarla molto spesso) di alcune questioni di pregnante attualità politica.
Prima fra tutte la querelle istituzionale in corso sul tema Polizia Locale e Unione Montana del Bassanese.
Come è noto, il suo punto di vista nettamente favorevole al mantenimento del servizio di Polizia Locale all’interno dell’ente sovracomunale cozza con la visione del sindaco e anche di Gianluca Pietrosante, componente di quel gruppo FdI di cui la Pavan è il freschissimo acquisto.
Cito loro due perché Finco è anche il presidente dell’Unione Montana con l’incarico di assessore alla Sicurezza e Pietrosante è uno dei consiglieri dell’Unione Montana espressi dalla maggioranza politica del Comune di Bassano.
E già domani la nuova versione “ubi maior minor cessat” della neopromossa consigliera bassanese di maggioranza Pavan avrà modo di evidenziarsi.
Alle ore 18.30 in municipio a Bassano è infatti convocato il consiglio dell’Unione Montana, chiamato a discutere l’unico punto all’ordine del giorno e cioè la mozione urgente “Analisi dell’esercizio associato della Polizia Locale e degli altri servizi ed attività svolti dall’Unione Montana, prospettive di sviluppo e futuro dell’ente.”
La mozione è stata presentata e sottoscritta dalla stessa Elena Pavan (prima firmataria) assieme a quelli che al momento del protocollo dell’atto erano ancora i suoi colleghi di minoranza Manuel Remonato e Paolo Retinò.
Ma ecco che nella tarda mattinata di oggi è giunto in redazione un breve comunicato della Pavan medesima.
“Con riferimento alla mozione protocollata in Unione Montana del Bassanese in data 06.10.24 a firma dei consiglieri Elena Pavan, Manuel Remonato e Paolo Retinò (…) - dichiara l’ex sindaca nella nota -, comunico che, per opportunità a fronte del mio ingresso in Fratelli d’Italia, partito della coalizione di maggioranza dell’amministrazione di Bassano del Grappa, ho revocato la sottoscrizione della mozione stessa. Procederò comunque alla sua discussione e votazione.”
“Ovviamente - precisa - la mia posizione rispetto all’Unione resta invariata.”
Si tratta di una mossa accorta: così facendo, Elena Pavan evita di esporsi immediatamente alle critiche dei suoi nuovi compagni (si può dire “compagni” per il centrodestra?) di maggioranza, dimostrando una capacità tattica con la quale Finco e i suoi fratelli non d’Italia, volenti o nolenti, saranno costretti a confrontarsi.
Ed ecco qui l’aggancio, per chiudere il cerchio, con l’incipit di questo editoriale.
Perché l’astuto ingresso tra i banchi di maggioranza della Pavan ricorda per l’appunto il celebre stratagemma del Cavallo di Troia.
Superate le Porte Scee della barricata della Lega, dalla pancia del Cavallo di Fratelli d’Italia è scesa l’ex sindaca leghista per mettere piede su quello che fino a quel momento era stato il territorio nemico.
Ma è una guerra di Troia all’incontrario.
Coma narra il mito, il lungo e sanguinoso conflitto fra gli Achei e i Troiani nasce a seguito del rapimento di Elena, sposa del re di Sparta Menelao, da parte del figlio del re Priamo e principe troiano Paride, che la porta con sé a Troia.
Solo a guerra conclusa, con la caduta di Troia e la vittoria degli Achei grazie al trucco del Cavallo, Elena ritornerà in patria.
Questa volta è invece Elena che si consegna spontaneamente all’esercito del nemico elettorale Nicola Finco e non ha nessuna intenzione di farsi liberare.
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