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C’è chi fa la discesa in campo e chi fa invece la discesa in camper.
Si tratta del gruppo di nomadi, o perlomeno di un nucleo familiare che lo compone, che è tornato nell’area camper del parcheggio Gerosa dove si era stanziato da più di un anno e da dove, a seguito delle lamentele di altri camperisti, lo scorso 18 luglio è stato gentilmente allontanato dall’amministrazione comunale per essere trasferito nello “spazio precedentemente loro riservato”, e non attrezzato, di quartiere Pré.
In questa vicenda è difficile fornire numeri e dati precisi, che sono nomadi come i soggetti di cui all’oggetto.
Foto Alessandro Tich
Intervistato dalla sua emittente televisiva di riferimento, l’assessore comunale alla Sicurezza Alessandro Campagnolo ha assicurato che “questa famiglia di nomadi è ritornata provvisoriamente al parcheggio Gerosa e noi ne eravamo informati”.
“Sappiamo anche - ha ancora dichiarato l’assessore - che torneranno al loro posto nel quartiere Prè anche se siamo consapevoli che non è una soluzione adeguata per le loro esigenze.”
Per i nomadi in questione, residenti a Bassano del Grappa e con due minori a carico, l’area camper del parcheggio Gerosa rappresenterebbe una sorta di stazione di rifornimento di energia elettrica per il loro mezzo o mezzi, non disponendo di tale servizio, neppure di allacci e anzi non disponendo di nulla, nell’area di quartiere Prè.
Si tratterebbe dunque di una sosta “provvisoria e concordata” con l’amministrazione per un pit stop, anche se più stop che pit, di ricarica delle batterie del loro camper e di scorta d’acqua.
Ma ecco che la loro riapparizione nell’area attrezzata di viale De Gasperi ha acceso la miccia della polemica politica, per voce dell’ex sindaco ed attuale consigliere di minoranza Elena Pavan, tramite un post su Facebook che ieri ha fatto velocemente il giro dei telefonini di Bassano ed è ormai conosciuto urbi et orbi.
“Ricordate - ha scritto la Pavan - l’azione muscolare, con grande risonanza mediatica, del sindaco Finco, che in 24 ore ha spostato i camper dei nomadi dal parcheggio Gerosa in una piazzola del quartiere Pré senza aver neanche avvisato il quartiere stesso (che giustamente si è infuriato), destinandoli in un’area carente di servizi ed allacci?”.
“Beh, questi nomadi sono tornati tranquillamente nel parcheggio Gerosa - conclude il post -. Nulla di fatto. L’ansia da prestazione è un boomerang… Cambio di passo...in retromarcia.”
Il messaggio social dell’ex primo cittadino ha inevitabilmente scatenato una battaglia di commenti contrastanti tra Pavaniani e Finchiani, degni eredi degli Orazi e Curiazi, con una presenza per la verità più numerosa dei primi rispetto ai secondi trattandosi della pagina Fb della già sindaca.
A corredo del post, Elena Pavan ha pubblicato anche delle foto scattate da una cittadina che abita nelle vicinanze del parcheggio Gerosa.
In più, stoccatina sulla torta, ha anche aggiunto un “reel” delle stesse fotografie in sequenza, con la colonna sonora della canzone de Il Volo “Capolavoro”.
Apriti Finco. L’attuale sindaco ha già risposto per le rime ieri sera in tv e oggi dichiara sul GdV che “la situazione è sempre sotto controllo e si è risolta in poche ore” e che “il passaggio è stato concordato e i nomadi se ne sono già andati”.
“La signora Pavan - ha proseguito causticamente Finco sul quotidiano locale -, ritenendosi evidentemente una brava amministratrice, ha nascosto per oltre un anno la polvere sotto il tappeto e ora non si sta documentando a sufficienza.”
Per la serie: arsenico e vecchi merletti.
Lo scorso 17 luglio, alla vigilia della operazione di sgombero dell’area camper del parcheggio Gerosa da quelli che allora risultavano essere degli ospiti indesiderati, lo stesso sindaco Finco aveva annunciato tramite comunicato stampa la “tolleranza zero” nei loro confronti.
“Non è ammissibile - sono state le sue testuali parole - che uno spazio riservato ai turisti sia contaminato dalla presenza di nomadi che agirebbero con comportamenti incivili e minacciosi nei confronti di chi visita la nostra città, come riportato dalla stampa locale.”
Ricordando anche “le denunce sullo stato di degrado e insicurezza dell’area riservata ai camper”, in quella data ha quindi aggiunto:
“Non possiamo accettare che l’immagine della nostra città e la percezione della sicurezza nei nostri quartieri venga associata a queste situazioni.”
Evidentemente, dopo due mesi, Finco si è accorto che la questione va gestita in un modo diverso e adesso siamo risaliti al livello di tolleranza uno, se non persino uno virgola cinque.
Tuttavia anche in questo caso, come sta capitando per le ecopiazzole, la questione si dibatte tra narrazioni diverse.
“Ho ricevuto numerose segnalazioni di cittadini che mi dicono che i nomadi sono lì stabilmente - ha riferito questa mattina a Bassanonet Elena Pavan -. L’amministrazione sta raccontando delle mezze verità.”
Questa mattina, come da mia prassi di umile cronista, ho parcheggiato quindi l’auto al Gerosa per constatare di persona la situazione.
In quel momento nell’area attrezzata c’erano otto camper, che sembra quasi il nome di un escursionista tedesco.
E in effetti, neanche a farlo apposta, quattro camper erano proprio con targa tedesca.
Degli altri quattro, italiani, tre erano allacciati alle colonnine di ricarica elettrica.
Sempre in quel momento all’interno dell’area camper non c’era anima viva ed è stato pertanto impossibile distinguere chi è chi e chi, tra questi chi, non è un turista camperista ma eventualmente un nomade.
Ma, come ci insegnavano in aritmetica, cambiando l’ordine dei fattori il prodotto non cambia.
Quello della “sistemazione” definitiva di questo gruppo o nucleo familiare di nomadi rimane ancora un problema aperto, fintantoché l’amministrazione comunale non lo destinerà in un’area attrezzata degna di tale nome, con tutti i crismi e gli allacci del caso.
Fino ad allora i diretti interessati saranno costretti a tornare periodicamente a fare il pit stop prolungato per il rifornimento di acqua ed energia elettrica nell’area camper di parcheggio Gerosa, quando sarà loro necessario.
Con la consapevolezza di una situazione che in questo momento non ha alternative e con buona pace dell’escursionista tedesco in visita a Bassano, Herr Otto Camper.
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