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Odore di rivolta
Emissioni odorigene in contrada Rea a Pove del Grappa: strutturato formalmente il Gruppo “Cittadini determinati contro l’odore”. “Siamo stanchi di promesse e parole. Pretendiamo una soluzione urgente, necessaria e definitiva”
Pubblicato il 22 ago 2025
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Il problema persiste, irrisolto, da anni.
Anzi, addirittura “da decenni” come lamentano i residenti della zona di contrada Rea a Pove del Grappa, costretti a convivere con “un odore intenso e imprevedibile che compromette la qualità della vita” e che “impedisce di aprire le finestre, di ricevere ospiti, di vivere serenamente la propria casa”.
È quanto afferma il comunicato stampa trasmesso oggi in redazione dal Gruppo di Pove del Grappa “Cittadini determinati contro l’odore” che l’altro ieri, mercoledì 20 agosto, si è riunito presso la Casa del Quartiere di via Rea e che nel corso della riunione ha deciso di strutturarsi formalmente per portare avanti, una volta per tutte, la battaglia contro le emissioni odorigene che incombono costantemente sull’area residenziale.
Uno degli striscioni appesi sulle case in contrada Rea a Pove del Grappa
Il problema riguarda lo scomodo “vicino di casa” degli abitanti delle vie Torino, Rea e Boschi: un’azienda la cui attività consiste nella raccolta, stoccaggio, trasporto e commercio di pelli grezze, ossa e sottoprodotti della macellazione, carcasse di animali, residui e scarti di lavorazione di animali e prodotti di origine animale in genere.
Per la cronaca, si tratta della stessa azienda che nella mattinata dello scorso 4 luglio stava effettuando il trasporto di un container con diverse tonnellate di carcasse e frattaglie di animali, rovesciatosi sul rettilineo di Pove della Statale 47 Valsugana, fortunatamente senza feriti e senza danni ad altri autoveicoli, ma col traffico rimasto in tilt per ore e un odore nauseabondo diffusosi nella zona del sinistro.
“La situazione non è più tollerabile - denunciano i cittadini riguardo agli odori avvertiti nelle loro case -. Non si tratta di un disagio sporadico, ma di folate improvvise e persistenti, di giorno e di notte, sette giorni su sette, anche durante festività e ferie. L’impatto è non solo fisico ma anche psicologico: logorio costante, calo dell’umore, perdita di entusiasmo, fino a conseguenze depressive.”
Da settimane ormai sono comparsi sulle abitazioni di via Rea e vie limitrofe degli striscioni di protesta con le scritte “Vendesi”, “Stop odore tra le case”, “La puzza non è decorosa”, eccetera.
Ma la sola protesta “in loco” non basta.
Il Gruppo “Cittadini determinati contro l’odore” ha nominato come portavoce Laura Moretto e ha incaricato Giancarlo Bizzotto, Lorella Scaldaferro e alcuni altri rappresentanti del direttivo di portare avanti le istanze degli 80 residenti firmatari, abitanti nelle vie più colpite dalla vicinanza con l’azienda.
“Negli ultimi anni - sottolinea il comunicato - la situazione è peggiorata: i camion in ingresso all’azienda sono sempre più numerosi, con un aumento proporzionale dell’intensità degli odori. Per questo motivo il Gruppo, nato nel 2023, ha deciso ora di strutturarsi con un piano di azione determinato e condiviso.”
Il Gruppo precisa che parteciperà con entusiasmo, come sempre ha fatto, alle imminenti Feste Quinquennali di Pove, momento centrale per tutta la comunità. Terminata la ricorrenza, però, “inizierà una stagione di iniziative pubbliche: manifestazioni, sit-in, convegni e campagne di sensibilizzazione rivolte non solo ai cittadini di Pove, ma anche a quelli del Bassanese e della Valbrenta”.
“Siamo stanchi di promesse e parole. Pretendiamo una soluzione urgente, necessaria e definitiva.”
È il messaggio che certifica nero su bianco i reali intendimenti dei residenti.
Il Gruppo riconosce che il sindaco Francesco Dalmonte “negli anni, si è impegnato per affrontare alcuni aspetti del problema, ma tali sforzi non hanno portato a soluzioni definitive, perché l’odore è ancora presente”.
“È quindi necessario - prosegue la nota - individuare e attuare altre soluzioni più efficaci, chiamando in causa non solo il Comune, ma anche Ulss, Arpav, Provincia e Regione, affinché vengano garantite finalmente risposte concrete per la salute e la vivibilità dei residenti.”
Alla riunione del 20 agosto ha partecipato anche il consigliere regionale Renzo Masolo, di AVS, che ha manifestato il proprio sostegno al Gruppo e l’impegno a supportarne le richieste anche a livello istituzionale.
“Ho saputo che il sindaco di Pove in questi anni ha cercato diverse soluzioni per affrontare il problema, pur trovandosi spesso con le mani legate per la mancanza di strumenti normativi e amministrativi adeguati - afferma Renzo Masolo in un comunicato stampa a sua volta trasmesso in redazione -. A questo punto ritengo che sia necessario trovare una soluzione condivisa e definitiva tenendo conto che il problema al momento non è ancora risolto definitivamente.”
“Come consigliere regionale - continua -, mi impegno a portare questa battaglia in sede istituzionale a Venezia, facendo la mia parte con accesso agli atti per verificare la situazione e le autorizzazioni ambientali; un confronto con l’Ulss, competente per la tutela della salute; un approfondimento con Arpav sui parametri dell’inquinamento odorigeno e sulle possibili prescrizioni tecniche.”
E ancora con “mozioni, interrogazioni e, se necessario, proposte di legge, per colmare il vuoto normativo e garantire ai Comuni e ai sindaci strumenti concreti di intervento”.
“La salute delle persone viene prima di tutto - rimarca Renzo Masolo -. È giusto riconoscere il diritto delle aziende a lavorare e creare occupazione, ma questo non può prevalere sul diritto dei cittadini a vivere in un ambiente sano. Le soluzioni tecniche esistono e devono essere attuate: le attività imprenditoriali possono e devono convivere con la tutela del benessere dei residenti.”
Conclude il consigliere regionale:
“Per questo chiedo la collaborazione di tutte le istituzioni - Comune, Ulss, Arpav, Provincia e Regione - affinché si arrivi a una risposta concreta e definitiva. Non possiamo più permetterci che i cittadini vivano questo problema in modo continuativo da troppi anni.”
Anche perché - aggiungo io - c’è qualcosa di nuovo nell’aria: l’odore di rivolta dei residenti.
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