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Attualità

Raduno degli Alpini: evento sottovalutato?

Il grande appuntamento di settembre è ormai alle porte. Ma l'informazione, soprattutto da parte del Comune, è latitante

Pubblicato il 25-08-2010
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Il Raduno degli Alpini del 3° Raggruppamento Triveneto è ormai alle porte: mancano poco più di tre settimane all'appuntamento che il 18 e 19 settembre prossimi vedrà confluire a Bassano - secondo le previsioni, quanto mai indefinite - decine di migliaia di penne nere: tra iscritti all'ANA, simpatizzanti e famigliari al seguito.
Una manifestazione ben lontana dalle dimensioni bibliche dell'Adunata Nazionale 2008. Tuttavia, per una piccola città come la nostra, sarà comunque un' “invasione” in piena regola con tutti gli annessi e connessi delle adunate alpine: viabilità, sicurezza, divieti, accessi, logistica, parcheggi, accampamenti, servizi e quant'altro.
Quanto basta per rivoluzionare la vita dei bassanesi nei tre giorni - venerdì 17 compreso - della kermesse scarpona.

Foto Dario Vanin

Eppure, girando per la città e soprattutto parlando coi cittadini, emerge la stessa impressione che avevamo percepito alla vigilia della Mostra su Jacopo Bassano: l'evento c'è, ma non si vede. O, per meglio dire, non si “sente”. Nessun manifesto in evidenza, scarsa informazione, opinione pubblica in letargo.
Questione di feeling? Non solo. Alcuni giorni fa, In un bar del centro, abbiamo sentito con le nostre orecchie una discussione tra alcuni avventori che si stavano ancora chiedendo - ad un mese dal Raduno - quale fosse il percorso della sfilata e se la sfilata partiva dalla Caserma Montegrappa, oppure la Caserma era il punto di arrivo.
Come dire: la “Triveneta”di settembre è un fatto importante e si rivolge alla “città alpina per eccellenza”. Ma è il messaggio che non è ancora arrivato al destinatario.
La sezione ANA Montegrappa, con la solita e riconosciuta efficienza alpina, ha organizzato da tempo l'evento in tutti i suoi dettagli. “Noi, per quanto ci riguarda, siamo a posto” - ci aveva detto a suo tempo l'artigliere di montagna Tarcisio Mellini, grande factotum della sezione alpina bassanese.
Le penne nere della “Montegrappa”, tuttavia, eccellono in molte cose, ma non nella comunicazione esterna. Non basta infatti parlare dell'evento nel giornale sezionale “Sul Ponte di Bassano” per coinvolgere la città nel “conto alla rovescia” in attesa del Raduno.
Neppure internet aiuta più di tanto. Provate a digitare su Google le parole chiave “raduno triveneto alpini bassano” e vedrete che cosa apparirà: qualche notizia riportata sui portali di informazione, Bassanonet compreso, ma nulla, o ben poco, di istituzionale.
Il problema, in realtà, è un altro: perché, come accaduto per l'Adunata Nazionale 2008 - fatte le debite proporzioni - l'incarico di informare e di coinvolgere i cittadini, almeno per le voci di sua competenza, spetterebbe al Comune.
E invece, con agosto ormai agli sgoccioli, siamo ancora in attesa di conoscere quali decisioni sono state o saranno prese dall'Amministrazione Cimatti sul piano della viabilità straordinaria, indispensabile per la tre-giorni degli alpini.
Per non parlare del piano per la sicurezza da concordare con la Prefettura: è già stato predisposto o sarà anche questo un provvedimento last-minute?
Traffico pedonale: che misure saranno prese per la “zona rossa” attorno al Ponte degli Alpini che quest'anno sarà anche interessato dal passaggio della sfilata?
Pensiamo anche ai servizi sanitari: è stato concordato con l'Ulss un piano strategico per l'assistenza medica e le possibili emergenze durante la manifestazione?
Servizi igienici: che soluzione è stata pensata per non intasare i bar del centro?
Accoglienza: sono previsti bonus - prezzi al consumo agevolati, promozioni turistiche - per i partecipanti all'incontro di massa?
L'elenco potrebbe proseguire, ma ci fermiamo qui. Anche in questo caso chiediamo conforto ad internet: ma sul sito istituzionale del Comune di Bassano troviamo solo la delibera e il comunicato stampa sull'ordinanza, emessa ad agosto, che limita l'occupazione del suolo pubblico, durante il Raduno, da parte dei commercianti ed esercenti del centro.
Troppo poco per creare quel “clima tricolore” che ogni attesa di un'Adunata alpina - sia essa nazionale o regionale - meriterebbe, a maggior ragione in una città sulla cui “alpinità” molti ancora si gonfiano il petto.
Il rischio è che il grande evento venga sottovalutato e che molte cose da fare vengano fatte in extremis. Sarebbe un triste biglietto da visita per una città che appena due anni fa entusiasmò l'Italia con una delle più riuscite Adunate nazionali della storia.

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