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Alessandro Tich
Direttore Responsabile
Bassanonet.it
Pieve del 5Grappa
Animato incontro pubblico a Crespano sull’installazione di un’antenna 5G in zona residenziale. Protesta il Comitato dei cittadini: “Venuti a conoscenza solo a lavori già avviati, senza alcuna comunicazione da parte dell’amministrazione comunale”
Pubblicato il 08-08-2025
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Palazzo Reale a Crespano del Grappa, Comune di Pieve del Grappa.
Sala all’ultimo piano gremita di cittadini, la gente che non ha trovato posto a sedere sta in piedi ai lati della sala stessa, diverse altre persone stanno sedute fuori sulle scale, la tensione si taglia con le onde elettromagnetiche.
Era da un po’ che non respiravo un clima da “fossa dei leoni”, dai tempi della mitica assemblea straordinaria di quartiere XXV Aprile a Bassano svoltasi nel settembre dell’anno scorso sul tema ecopiazzola, quella della “Piazzola de Toros”, come avevo intitolato il resoconto di quella serata. Ma qui a Crespano l’atmosfera di attesa e scintille non è da meno: si svolge infatti un incontro pubblico, indetto dall’amministrazione comunale a seguito delle pressioni dei residenti diffusesi sui social, sull’installazione di un’antenna 5G nella zona residenziale di via Montenero.
Foto Alessandro Tich
Si tratta di una questione che, al di là del problema locale che interessa gli abitanti di Crespano, è anche utile in senso più generale per capire un po’ come funzionano queste cose, che non escludono nessuno dal rischio di vedersi un giorno spuntare un palo della telefonia mobile davanti o vicino a casa.
La sindaca di Pieve del Grappa Annalisa Rampin, in assetto di guerra difensiva nonostante i sorrisi di ordinanza, cerca di gestire la situazione.
Vista l’affollata partecipazione, Rampin esordisce invitando “chi non è di Pieve del Grappa” ad uscire dalla sala e a lasciare il posto ai residenti, suscitando le prime disapprovazioni dei presenti. “È un incontro pubblico!”, grida qualcuno, e alla fine la gremita platea non subisce variazioni di sorta, escluso un cittadino che dopo aver espresso il suo dissenso alza i tacchi e se ne va dopo pochi minuti perché, evidentemente, insoddisfatto dall’inizio delle danze.
L’oggetto effettivo del pubblico confronto è la presentazione del “Piano antenne e monitoraggio campi elettromagnetici” approvato dal consiglio comunale di Pieve del Grappa nell’aprile 2024 e ai sensi della cui normativa l’installazione dell’antenna 5G in via Montenero è stata affrontata dal Comune.
Ma l’ing. Luca Zanini, responsabile dei Servizi Digitali per i Comuni della società Contarina, il tecnico incaricato di illustrare i contenuti del Piano antenne, avrà il suo gran daffare a svolgere la relazione, continuamente interrotto dalle domande, dai commenti ad alta voce e dalle reazioni dei cittadini, comprensibilmente preoccupati e dichiaratamente interessati ad un unico e fondamentale chiarimento: non sugli aspetti normativi-regolamentari-amministrativi eccetera, ma sull’impatto dell’antenna sulla salute dei residenti e sulla possibilità di spostarla in un luogo meno abitato e più adeguato.
“È in corso l’installazione di una nuova antenna 5G su suolo privato, nel cuore di una zona densamente abitata e sottoposta a vincolo paesaggistico, a pochi metri da abitazioni familiari. Un progetto di cui i cittadini sono venuti a conoscenza solo a lavori già avviati, senza alcuna comunicazione ufficiale da parte dell’amministrazione comunale.”
È quanto afferma, in un comunicato stampa ed insieme anche invito agli organi di informazione a partecipare all’assemblea, la referente del Comitato dei cittadini di Via Montenero e dintorni, Silvia Chiarello.
“La notizia ha generato un’ondata di indignazione e preoccupazione tra i residenti, che ora si mobilitano per chiedere chiarezza, tutela del territorio e rispetto del diritto all’informazione”, prosegue la nota che invita quindi a partecipare all’assemblea a Palazzo Reale “durante la quale verranno richieste spiegazioni e soluzioni concrete, inclusa la ri-localizzazione dell’impianto”.
L’appello ai media locali e ai giornalisti affinché partecipino all’incontro “per documentare questo momento cruciale di confronto civico” viene ritenuto fondamentale “per dare voce a una comunità che chiede con forza trasparenza, sicurezza e ascolto, in un contesto che merita attenzione, rispetto e tutela”, in relazione a quelli che il Comitato presenta come i temi chiave della questione: “trasparenza istituzionale e diritto all’informazione, tutela della salute pubblica e dell’ambiente, legittimità delle procedure amministrative, impatto paesaggistico e urbanistico”.
È con questi presupposti che l’incontro pubblico preannuncia lampi e scintille.
Ed è per questi motivi che Bassanonet supera nuovamente lo Stargate dei confini della Provincia di Bassano del Grappa, pardon di Vicenza, per fare una sortita giornalistica in quel di Crespano.
Per dare subito la notizia, sintetizzando l’iter della procedura illustrato in assemblea, riporto qui e adesso come funzionano queste storie e come sono andate le cose.
I gestori di telefonia, che sono società a scopo di lucro e in quanto tali hanno l’interesse ad accaparrarsi il maggior numero di contratti possibile, intervengono con le richieste di installazione delle stazioni radio base (SRB) laddove viene riscontrata una scopertura del servizio.
Nel caso specifico del centro di Crespano del Grappa, la scopertura non riguardava la telefonia mobile ma la velocità delle connessioni e quindi della trasmissione dei dati.
Il potenziamento della rete di connessioni, come spiega l’ing. Zanini, viene effettuato “con la tecnologia 5G che le usa in modo intelligente e indirizza l’onda sullo smartphone”.
La società in questione fa richiesta al Comune interessato di poter installare l’antenna su un luogo pubblico e cioè di proprietà comunale, secondo i parametri consentiti dalla legge.
Nel caso in cui il Comune rilevi la non disponibilità di edifici o spazi comunali rispondenti allo scopo, la società si rivolge quindi direttamente ai privati con la richiesta di installare l’impianto nella loro proprietà, senza che il Comune possa opporre alcunché.
Ed è quello che è regolarmente successo anche a Pieve del Grappa.
“Ci sono state trattative coi privati - riferisce la sindaca Rampin -. Qualcuno ha detto di no. Nel sito di via Montenero, invece, qualcuno ha accettato.”
“Ha vinto il Totocalcio”, sbotta un cittadino tra il pubblico riferendosi al canone d’affitto che il gestore dovrà pagare al locatore privato dell’antenna in questione.
Morale della favola: lo scorso 29 gennaio l’operatore di infrastrutture per le telecomunicazioni Cellnex ha presentato la richiesta al Comune, per le operazioni autorizzative di competenza dell’ente pubblico, relativa all’installazione dell’impianto in via Montenero.
Il Comune di Pieve del Grappa ha attivato la Conferenza dei Servizi per ottenere i pareri della autorità competenti: Arpav, Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio (essendo la zona interessata sottoposta a vincolo paesaggistico) e Contarina, la società tipo Etra - tanto per capirci - che però monitora anche l’osservanza ai Piani antenne di 52 Comuni del territorio di riferimento.
Tutti e tre gli enti della Conferenza dei Servizi hanno espresso parere positivo.
E così, lo scorso 9 maggio 2025, “accertato il rispetto di tutte le regole”, il SUAP del Comune di Pieve del Grappa ha concesso l’autorizzazione alla realizzazione dell’impianto, con le prescrizioni del caso.
Da allora a Cellnex è stato concesso il tempo di un anno per avviare il cantiere ma la società non ha perso tempo: la data comunicata di inizio lavori dell’antenna di via Montenero è quella dello scorso 1° agosto.
Ma tutto questo, come lamentano i cittadini, è avvenuto senza alcuna comunicazione ufficiale alla popolazione da parte del Comune.
“Perché il Comune, a conoscenza di questo, non ha informato i cittadini due mesi fa?”, interviene ad alta voce un residente.
Imbarazzo della sindaca e applausometro della platea alle stelle.
Non posso ovviamente riportare in questo articolo tutti gli argomenti presentati e dibattuti all’incontro pubblico, ne uscirebbe un trattato giornalistico di telefonia mobile.
E siccome vi voglio bene, evito di farlo.
Ma sottolineo il dato di fondo ribadito più volte da Annalisa Rampin e dall’ing. Luca Zanini, e più volte contestato dai cittadini nonostante l’evidenza dei fatti: l’impotenza di un Comune ad opporsi ad installazioni di questo genere, nel momento in cui le stesse rispettano i parametri di legge.
“I Comuni hanno la proprietà di stare a guardare”, afferma la sindaca già all’inizio dell’assemblea, facendo capire dove l’incontro andrà a parare.
Le amministrazioni comunali, cioè, hanno le mani legate dalle normative nazionali in continua evoluzione sulle Tlc, ulteriormente implementate “dal PNRR che ha chiesto ai Comuni di adeguare i servizi dal punto di vista tecnologico” e anche “dalle richieste del mercato”.
Il Comune, una volta ricevuta la richiesta del gestore, può solo avviare l’iter dei pareri autorizzativi di sua competenza da acquisire entro il termine di 30 o 60 giorni, pena l’autorizzazione d’ufficio dell’impianto per “silenzio assenso”.
Una curiosità: riguardo alle prescrizioni imposte a Cellnex per la realizzazione dell’antenna SRB, la Soprintendenza ha prescritto che deve essere una struttura a traliccio e deve essere fatta in legno.
“Oh, che beo”, commenta ironicamente una signora seduta nella fila davanti a me.
E anche nei confronti dell’ufficio periferico del Ministero della Cultura per le Belle Arti e il Paesaggio, che ha espresso parere favorevole alla richiesta, non mancano le frecciate dei cittadini.
“Incredibile, in via Montenero non se pol piantare un ciodo perché la Soprintendenza ti dice di no”, commenta un altro residente.
Nuovi applausi fragorosi da parte della affollata platea.
In merito invece al tema sensibile del rapporto fra l’antenna 5G e la salute dei cittadini, l’ing. Luca Zanini lo illustra in modalità molto “tranqui”, cercando di rassicurare le persone sulla innocuità delle emissioni elettromagnetiche.
Spiega che si tratta di “radiazioni non ionizzanti” e che i valori massimi di potenza dell’emissione sono pari a 9,3 volt/metro, ovvero “il valori di campo elettromagnetico più bassi per quell’area”, tenendo conto anche del fatto, che in teoria dovrebbe placare le preoccupazioni dei residenti, che “se sono vicino, emetto meno”.
Ma le preoccupazioni dei residenti, a giudicare dalle reazioni in diretta, non vengono placate.
Tutto è pronto, quindi, per l’installazione dell’antenna 5G in via Montenero dell’operatore Cellnex, che a sua volta ospiterà le celle dei gestori di telefonia e di Wireless Internet Service Fastweb Air, OpNet e Zefiro Net.
La summa definitiva della vicenda è racchiusa nella seguente dichiarazione della sindaca Annalisa Rampin:
“Tutta l’area è densamente abitata, ma l’antenna non l’ho messa io.”
Terminata l’avventurosa relazione dell’ing. Zanini, che si è dipanata tra un’interruzione e l’altra, si passa al momento vero e proprio degli interventi e delle domande del pubblico.
La platea passa al contrattacco e i toni diventano inevitabilmente ancora più accesi. Ed è a questo punto che io lascio l’assemblea, avendo annotato nel mio bloc notes tutte le informazioni necessarie e sufficienti ad inquadrare la questione.
In definitiva, per l’antenna 5G a Crespano del Grappa, nella sua ubicazione prescelta e autorizzata, i giochi sono fatti.
Tuttavia, per quanto i margini di trattativa appaiano ridotti al lumicino, il Comitato di via Montenero e dintorni ha fatto capire di non voler mollare la presa.
È una battaglia civica che ha la sua motivata ragione di esistere ma che deve anche tener conto della concreta eventualità, viste e sentite le cose presentate all’incontro pubblico, che si trasformi in una battaglia contro le antenne a vento.
Ma, come dice il saggio, mai dire mai.
Dal Comune di Pieve del 5Grappa per il momento è tutto, a voi la linea.
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