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Un bassanese a Los Angeles

Nemo propheta in patria: Davide Gasparotto, storico dell'arte di chiara fama e direttore della Galleria Estense di Modena, nominato nuovo capo curatore dei dipinti del prestigioso J. Paul Getty Museum

Pubblicato il 25 ago 2014
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Bassano del Grappa gli ha dato i natali, e in città - come si legge nel suo corposo curriculum vitae - ha tenuto in passato alcune conferenze, al Museo Civico e alla Libera Università della Terza Età.
Ma Davide Gasparotto, 48 anni, studioso e storico dell'arte di chiara fama, laureato all'Università di Pisa e perfezionatosi in Storia della critica dell'arte alla Scuola Normale Superiore di Pisa, appartiene alla vasta categoria dei nemo propheta in patria: la sua carriera di ricercatore, di docente, di curatore di mostre e di dirigente museale si è infatti interamente sviluppata lontano da casa.
Già collaboratore di alcune tra le più importanti istituzioni italiane e d'oltreoceano - dove ha ottenuto negli anni scorsi, tra le altre cose, due borse di ricerca Paul Mellon Visiting Senior Fellow alla National Gallery di Washington e Andrew Mellon Visiting Senior Fellow al Metropolitan Museum of Art di New York - Gasparotto è uno studioso dell'arte di livello internazionale, con decine di pubblicazioni all'attivo.

Davide Gasparotto, da Bassano al Museo Getty di Los Angeles (fonte immagine: gazzettadimodena.gelocal.it)

Un nome sicuramente meno noto al grande pubblico rispetto ad altri suoi colleghi più abituati a comparire sui giornali, ma con una storia professionale di assoluto rispetto: già “storico dell'arte direttore” per dodici anni alla Galleria Nazionale di Parma, dal 2012 è stato il direttore della Galleria Estense di Modena.
Usiamo il verbo al passato, perché ora Davide Gasparotto da Bassano si appresta a fare il grande balzo nuovamente negli Stati Uniti: è stato infatti nominato - la notizia è di questi giorni - nuovo Senior Curator of Paintings del J. Paul Getty Museum di Los Angeles, una delle più prestigiose, e facoltose, istituzioni museali del mondo.
Una nomina avvenuta, come accade da quelle parti, su base meritocratica: “Sono lieto di annunciare la nomina del dr. Gasparotto quale nuovo capo curatore dei dipinti - ha dichiarato il direttore del Museo Getty Timothy Potts -. E' una figura di rilievo nel campo della pittura e della scultura italiana dal Rinascimento al XVII secolo, con una conoscenza straordinariamente ampia anche dell'arte europea di altri periodi.”
Gasparotto - la cui nomina è anche il risultato dei suoi costanti e proficui contatti americani - prende quindi l'aereo e lascia l'Italia per un incarico di grande responsabilità, dichiarando alla stampa: “Lì potrò lavorare come non posso fare qui”. Egregio dottor Gasparotto: non ne avevamo dubbi.

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