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Vitamina P
Primo consiglio comunale dell’amministrazione Finco all’insegna delle sviolinate e del buonismo reciproco ad oltranza. L’unica spruzzata di pepe è una frecciata di Elena Pavan
Pubblicato il 11 lug 2024
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Luglio col bene che ti voglio, cantava Riccardo Del Turco qualche secolo fa.
E in un clima di spumeggiante “volemose bene”, addì mercoledì 10 luglio 2024, inizia il primo consiglio comunale di Bassano del Grappa dopo le elezioni amministrative.
Baci, abbracci e selfie prima dell’inizio delle ostilità (si fa per dire) in una classica atmosfera a mezza altezza tra la rimpatriata e il primo giorno di scuola.
Il giuramento del sindaco Nicola Finco (foto Alessandro Tich)
Spalti gremiti di pubblico, al punto che bisogna aggiungere delle file di sedie.
Si tratta in gran parte di mogli (e mariti) dei neo consiglieri, con figli anche piccoli al seguito, ma anche di candidati e aficionados delle due coalizioni arrivate al ballottaggio.
La folta presenza di spettatori darà lo spunto a più di un intervento dai banchi consiliari con affermazioni di speranza che il consiglio comunale sia sempre seguito da così tanta gente, nell’auspicio bipartisan di riavvicinare i cittadini alla politica.
Tanti auguri.
Ci sono anche alcuni ex consiglieri comunali non rieletti che rimettono piede nell’aula frequentata negli ultimi cinque anni: sul mio bloc notes sono segnati i nomi di Stefano Facchin, Ilaria Brunelli e Paola Bertoncello.
Quest’ultima, non trovando più posto tra le file del pubblico, segue l’intera seduta consiliare seduta in uno dei posti liberi dei banchi di minoranza.
Per la serie: il primo banco non si scorda mai.
Il primo consiglio comunale della legislatura è sempre incentrato su una serie di incombenze burocratiche che servono a partire con tutti i crismi istituzionali.
Vale a dire la convalida degli eletti alle elezioni amministrative, il giuramento del sindaco, la comunicazione del sindaco in ordine alla composizione della giunta comunale e alle deleghe assegnate, l’elezione della commissione elettorale comunale.
Avviene anche la surroga di Roberto Marin, dimessosi da consigliere comunale: al suo posto, in quota Impegno per Bassano, subentra Giulia Bindella.
All’ordine del giorno, agli ultimi due punti, c’è anche l’elezione del presidente e del vicepresidente del consiglio comunale.
L’elezione del presidente del consiglio era stata preceduta il giorno prima dalla conferenza stampa gentilmente bellicosa delle minoranze, di cui al mio articolo “Via col Momento”, nella quale le opposizioni avevano rivendicato l’opportunità di ottenere la presidenza, appellandosi alla coerenza del sindaco Finco nella sua annunciata veste di “sindaco di tutti”.
Propositi di presunto braccio di ferro con la maggioranza per la conquista della poltrona più autorevole del consesso consiliare che, complici anche le calde temperature di questi giorni, si scioglieranno come neve al sole.
Tocca intanto al consigliere della lista civica di minoranza è il Momento Manuel Remonato presiedere la seduta consiliare, nel suo inedito ruolo di più giovane “consigliere anziano”, e cioè candidato più votato in assoluto al primo turno, della recente storia bassanese.
Supererà la prova a pieni voti.
Dopo il giuramento, il sindaco Nicola Finco tiene il suo primo discorso in consiglio comunale, con parole ecumeniche. Dà così il via a una seduta che ben presto si trasforma in un concerto di violini da entrambe le parti o, se preferite, in un antipasto di legislatura condito anche fin troppo di miele.
Il primo cittadino ringrazia “tutti i cittadini che hanno partecipato al processo democratico, indipendentemente dalle loro preferenze” e ancora “il consiglio comunale uscente per il lavoro svolto”.
Parla quindi della sua esperienza in consiglio regionale e della sua scelta “dettata dall’amore profondo per Bassano del Grappa”.
“Bassano del Grappa è una città ricca di storia, di cultura e tradizioni ma è anche una città che guarda al futuro e che vuole essere protagonista del cambiamento - continua -. Il mio programma di governo sarà orientato a valorizzare queste nostre peculiarità, promuovendo lo sviluppo sostenibile ed inclusivo che tenga conto delle esigenze di tutti.”
“Vi invito ad unirmi a me in questo cammino, a condividere idee, a proporre soluzioni e a lavorare fianco a fianco per il bene del nostro Comune - prosegue -. Solo insieme possiamo costruire una città di cui essere orgogliosi e che sappia guardare con fiducia al domani.”
“Viva Bassano!”, conclude Finco suscitando l’applauso e ricordando inconsciamente lo slogan elettorale di Elena Pavan.
I lavori consiliari proseguono quindi in modalità Edmondo De Amicis, l’autore del libro “Cuore”.
Per Riccardo Poletto, che ringrazia “la sindaca Pavan” per “i cinque anni in cui ha dovuto affrontare anche la pandemia, e non è poca cosa”, le parole di Finco “lasciano presagire un lavoro di fattiva collaborazione”.
Poletto si augura che “vengano ridotte al minimo le beghe politiche” e ricordando “il sostanziale pareggio” dell’esito delle urne “con la legittima elezione del sindaco Finco” afferma che “la collaborazione e condivisione sui principali fascicoli della città tra chi ha vinto e chi ha diversamente vinto, è doverosa”.
“Diversamente vinto”: in tanti anni da cronista, questa non l’avevo ancora sentita.
In linea di massima, gli interventi degli altri capigruppo consiliari (Roberto Campagnolo, Giulia Moro, Giulia Bindella, Giovanni Baggio, Paolo Retinò, Arianna Lunardon, Chiara Tessarollo) si dipanano sulla falsariga del concerto per violino e orchestra.
C’è chi, come Retinò, lancia messaggi di pace politica e sociale (“Noi vogliamo portare a Bassano concordia”) e chi, come Bindella, invoca che “non venga mai meno la gentilezza, il rispetto e l’educazione”.
Fa eccezione Elena Pavan, che sottolinea la sua posizione “politicamente anomala” di “consigliere di centrodestra in opposizione a un’amministrazione di centrodestra”, in conseguenza del fatto che agli apparentamenti per il ballottaggio la sua lista Elena Pavan Sindaco “che aveva ottenuto oltre il 10% delle preferenze” non è stata presa in considerazione.
“La mia - annuncia - sarà un’opposizione libera, nel merito, caso per caso, coerente con le idee e i principi che hanno sempre ispirato la mia azione.”
Alla fine del suo intervento, Elena Pavan esce dal coro generale delle espressioni di armonia tra maggioranza e opposizione e lancia la stilettata, rivolta agli attuali assessori che già facevano parte della sua giunta comunale e prendendo spunto dallo slogan elettorale del sindaco Finco:
“Ai miei ex assessori suggerisco di prendere delle vitamine. Dopo aver corso così tanto negli ultimi cinque anni, se adesso devono fare un “cambio di passo” ne avranno bisogno.”
Alla frecciata della Pavan non replica il sindaco ma Stefano Giunta, capogruppo di Fratelli d’Italia, il partito che la sostenne al primo turno:
“Non ci servono vitamine, abbiamo degli ottimi massaggiatori e preparatori atletici.”
Non ci resta che consigliare alla FIGC di inserire Giunta nello staff di Luciano Spalletti.
Si arriva dunque e finalmente al punto più atteso all’ordine del giorno: l’elezione del presidente del consiglio comunale.
Macché minoranze sul piede di guerra, macché braccio di ferro.
Lo stesso capogruppo di FdI Stefano Giunta informa la platea che si è arrivati all’intesa tra maggioranza e opposizione:
“Abbiamo trovato l’accordo sui nomi di Stefano Monegato presidente del consiglio comunale e di Manuel Remonato vicepresidente. A seguito del “gentlemen’s agreement”, la maggioranza concederà alla minoranza una presidenza di commissione consiliare.”
Compromesso raggiunto, careghe assegnate e tutti vissero felici e contenti.
Segue la doppia votazione, che a questo punto diventa una doppia formalità, dell’elezione dei due candidati nominati.
Stefano Monegato, di Fratelli d’Italia, amministratore comunale di lungo corso, viene eletto all’unanimità (24 voti su 24 votanti) alla presidenza del consiglio comunale.
Il presidente eletto prende quindi posto sullo scranno più alto di fianco al sindaco e al segretario comunale.
“Sarà mio compito salvaguardare ogni singolo componente dell’assemblea, con il buon senso del buon padre di famiglia, dove la famiglia è tutta la comunità bassanese”, sono le sue prime parole.
Monegato prende il testimone dal presidente pro tempore dell’assemblea Manuel Remonato, per dirigere le danze dell’elezione dello stesso Remonato alla vicepresidenza del consiglio.
Cosa che ovviamente avviene secondo le scritture, con 23 voti favorevoli e la sola astensione di Remonato.
Ore 21 in punto: con sincronizzazione perfetta, si conclude il primo consiglio comunale dell’amministrazione Finco e fuori dal Palazzo incomincia la prima notte bianca dei Mercoledì Sotto le Stelle.
Termina così una seduta consiliare contraddistinta dalle sviolinate e dal buonismo reciproco ad oltranza, in cui l’unica spruzzata di pepe è stata una pillola di Vitamina P.
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