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Tar Wash
Piano Mar: l’amministrazione comunale di Bassano vince l’epocale ricorso al Tar con oltre 2,5 milioni di euro di richiesta per risarcimento danni presentato nel 2010 dalla proprietà Numeria. Ma la clamorosa notizia viene data dalle minoranze
Pubblicato il 29 feb 2024
Visto 12.315 volte
La notizia, clamorosa, è quella di una fondamentale vittoria dell’amministrazione comunale di Bassano nel campo della giustizia amministrativa. Ma la vera notizia è che la notizia viene data dalle minoranze.
Conferenza stampa convocata nell’antro della Sibilla della Sala Tolio da Riccardo Poletto, ex sindaco ed attuale consigliere di opposizione: colui il quale, tramite un accesso agli atti sulla nuova proposta di accordo relativa all’infinita questione urbanistica del P.P.E. n. 4 Parolini - che da adesso per comodità chiamerò Piano Mar -, ha scoperto per caso ciò che nessuno, al di fuori dell’amministrazione in carica, sapeva.
Poletto si è infatti imbattuto su una sentenza del Tar del Veneto, emessa il 28 novembre 2023 e protocollata il 7 dicembre 2023, che dà ragione al Comune di Bassano del Grappa su una gravosa questione aperta che si stava trascinando dal 2010 e che contrapponeva il Comune medesimo alla società Numeria SGR Spa, proprietaria privata dell’area urbanistica compresa tra largo Parolini e via Ca’ Baroncello.
I consiglieri di minoranza in conferenza stampa (foto Alessandro Tich)
“Il Comune ha vinto una delle cause più importanti degli ultimi 15 anni - esordisce Poletto -. La causa è stata vinta tre mesi fa ma l’amministrazione non lo ha detto.”
La sentenza del Tar del Veneto (Sezione Seconda, presidente Alessandro Cacciari, estensore Paolo Amovilli) è un malloppo di dieci pagine la cui lettura integrale, per le tortuosità del linguaggio giuridico, richiede una buona dose di concentrazione spirituale.
Ma cercherò di semplificare la vicenda, come è riuscito a semplificarla anche Poletto a beneficio dei cronisti presenti.
Tutto inizia nientemeno che nel 2008-2009, sotto l’amministrazione Bizzotto-bis, e riguarda il famoso progetto delle Torri di Portoghesi che dovevano svettare nell’area del Piano Mar dopo la deroga in altezza concessa dal consiglio comunale fino a 60 metri.
All’epoca Numeria prevedeva una destinazione prevalentemente residenziale dell’area, con sviluppo in verticale.
Il tutto poggiava su due delibere approvate dal consiglio comunale: la n. 94 del 28 ottobre 2008 e la n. 32 del 16 aprile 2009 aventi rispettivamente ad oggetto l’adozione e l’approvazione della Variante al PRG/Piano degli interventi per i comparti del P.P.E. “Area Parolini”.
Poi però, dopo una campagna elettorale incentrata proprio sulle Torri di Portoghesi, nel 2009 è cambiata l’amministrazione e il 28 gennaio 2010 il nuovo consiglio comunale, con sindaco Stefano Cimatti, ha annullato in autotutela le due delibere sopra citate per “vizi di
illegittimità”, azzerando così l’edificazione dei due grattacieli e predisponendo un nuovo accordo con i privati per una diversa e meno impattante distribuzione delle cubature edilizie.
Alla delibera di consiglio comunale del 2010 si è però opposta la proprietà Numeria, che sempre in quell’anno ha presentato il ricorso al Tar del Veneto per l’annullamento dell’atto consiliare e “per la condanna del Comune di Bassano del Grappa al risarcimento di ogni danno causato dal ritardo con cui verrà avviata l’iniziativa immobiliare a seguito dell’illegittimo provvedimento di autotutela”.
La richiesta risarcitoria di Numeria ammontava ad oltre 2 milioni e mezzo di euro, ovvero a 2.597.593 euro oltre agli interessi e alla rivalutazione monetaria, “in seguito al recesso/revoca dell’accordo intervenuto”.
Indennizzo in solido che andrebbe a carico dei consiglieri comunali che hanno votato a favore della delibera di consiglio comunale del 28 gennaio 2010, tra i quali c’era anche lo stesso Riccardo Poletto.
Da allora, appunto, sono passati quattordici anni e il ricorso era sempre in vigore, non avendo mai avuto Numeria SGR l’intenzione di ritirarlo.
Ma la giustizia, a volte, può sorprenderci. All’improvviso, con lo scopo - dichiarato anche nel dispositivo della sentenza - di “smaltimento dell’arretrato”, il Tribunale Amministrativo Regionale ha preso il ricorso per le corna e il 28 novembre si è riunito in udienza straordinaria per risolvere la annosa pendenza una volta per tutte.
Ma prima di venire al dunque, ricordiamo velocemente anche gli ulteriori step di questa infinita PianoMarnovela.
Nel 2013 l’amministrazione Cimatti e Numeria sottoscrivono un nuovo accordo che prevede la realizzazione di dieci edifici più piccoli e un parco lineare nella cosiddetta ex area Italgas, con la promessa dei privati che quando il tutto sarebbe stato eseguito avrebbero ritirato il ricorso al Tar.
Nel 2014 il Comune adotta un Piano Particolareggiato che include anche la famosa strada del Piano Mar a carico dei privati, considerata di pubblica utilità.
Si passa poi al 2017, con l’amministrazione Poletto, quando il Comune predispone le nuove convenzioni coi privati prevedendo inoltre in bilancio 1 milione e 200mila euro per gli indennizzi degli espropri, somma che poi sarebbe stata recuperata con gli oneri di urbanizzazione a carico di Numeria.
Ma Numeria quelle convenzioni non le firma e, essendo nel frattempo totalmente cambiato il mercato immobiliare, passa alla controproposta della realizzazione nell’area di due medie strutture commerciali di 2500 mq di superficie ciascuna.
Risale infine al 2020 un nuovo ricorso al Tar, presentato questa volta dall’amministrazione Pavan contro Numeria, nel quale si sollecita la proprietà privata a sottoscrivere l’accordo con il Comune.
Le ultime notizie riguardano la nuova proposta di accordo da parte dei privati, la cui bozza è stata recentemente vista in commissione consiliare.
In tutta questa situazione a dir poco in divenire, è entrata per così dire a gamba tesa la sentenza del Tar del Veneto sul ricorso di Numeria SGR del 2010.
In sostanza, il Tribunale Amministrativo Regionale ricorda che “è intervenuto nuovo accordo di pianificazione urbanistica” (e cioè il già citato accordo del 2013) nel quale, tra le altre cose, “è espressamente prevista la rinuncia di Numeria Spa al ricorso all’odierno esame del Collegio oltre che alle correlate pretese risarcitorie”.
Il ricorso del 2010 viene pertanto dichiarato “improcedibile”, e quindi bocciato e rispedito al mittente, per “sopravvenuto difetto di interesse”.
In altre parole, l’accordo del 2013 cancella gli effetti dell’impugnazione dei privati del 2010. The End.
“Questa sentenza cambia in modo notevole i rapporti di forza tra Comune e Numeria - commenta Riccardo Poletto -. Noi non vogliamo lo stallo sul Piano Mar, vogliamo arrivare a una soluzione ma con la schiena dritta e il viso aperto di chi ha vinto la fase più importante di questa partita. È stupefacente che l’amministrazione comunale non ne abbia dato notizia ai consiglieri comunali.”
“Stiamo affrontando una nuova revisione dell’accordo - continua -. È sorprendente e per me incomprensibile che la notizia non sia stata data in commissione consiliare, in consiglio comunale e ai cittadini tramite i professionisti dell’informazione.”
“A seguito di questa sentenza - aggiunge Poletto -, possiamo cominciare noi ad avanzare delle pretese nei confronti dei privati, più vantaggiose per il Comune. È stata formalizzata una nuova proposta di accordo e i privati sono disposti a un ipotetico trasferimento di volumetrie da altre parti. Sediamoci e parliamone.”
“Una pubblica amministrazione dovrebbe sempre ispirare le proprie azioni all’interesse pubblico - dichiara Roberto Campagnolo -. Qui parliamo di qualcosa che tutela in modo importante l’interesse pubblico.”
“Una costante di questa amministrazione, come ha insegnato anche il caso di San Lazzaro - prosegue -, è che alcuni suoi elementi, quando si interfacciano con figure potenti, tendono ad essere abbastanza accondiscendenti.”
“Le scelte politiche e amministrative, se fatte correttamente, possono portare a rendere possibili i cambiamenti che le comunità chiedono - concorda Angelo Vernillo -. C’è amarezza per la poca trasparenza in questi cinque anni e lo dico da cittadino prima ancora che da consigliere comunale.”
“Il ricorso del 2020 presentato dall’amministrazione Pavan pende ancora - osserva Campagnolo -. Se anche questo si risolvesse a favore del Comune, potrebbe ulteriormente cambiare i rapporti di forza.”
“È stato rimosso in macigno pesantissimo”, commenta ancora il candidato sindaco di Bassano Passione Comune e Partito Democratico in merito al ricorso del 2010.
Ed è un’ottima notizia anche e soprattutto per Stefano Cimatti e Rosanna Filippin, all’epoca rispettivamente sindaco e assessore comunale all’Urbanistica, i più esposti al rischio di un oneroso esborso economico per indennizzo danni nel caso in cui il ricorso fosse stato accolto.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto ci ha messo su un bel po’ di detersivo e ha dato il definitivo colpo di spugna alle pretese risarcitorie di Numeria.
Tar Wash.
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