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Gioco da tavolo
In municipio la prima riunione del Tavolo sul dimensionamento scolastico a Bassano. Il sindaco Finco: “Necessaria una razionalizzazione per garantire istituti di qualità. Bassano città sovradimensionata per quanto riguarda l’edilizia scolastica”
Pubblicato il 22 feb 2025
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Si chiama Tavolo sul dimensionamento scolastico, è stato promosso dall’amministrazione comunale di Bassano del Grappa e il suo scopo è quello di fornire a sindaco e giunta un indirizzo chiaro e soprattutto condiviso sulla gestione dei plessi scolastici, sulla distribuzione delle risorse e sugli investimenti futuri nel settore dell’istruzione.
A modo suo è un gioco da tavolo e la posta in gioco è la riorganizzazione delle scuole primarie della città, strette tra l’incudine del calo delle nascite e il martello delle condizioni problematiche (vedasi scuola Pascoli) di alcuni edifici scolastici del territorio comunale, la cui costruzione risale a diverse decine di anni fa.
Il Tavolo in questione è quello ovale della sala Ferracina del municipio, attorno al quale siedono i portatori di interesse in materia di scuola, convocati ieri pomeriggio per la prima riunione che ha dato di fatto l’avvio al processo di confronto e quindi decisionale che porterà alla fine agli annunciati “tagli” nell’organizzazione scolastica di Bassano.
Foto Alessandro Tich
Oltre al sindaco Nicola Finco, hanno partecipato all’incontro gli assessori comunali all’Istruzione e ai Lavori Pubblici Marina Bizzotto e Andrea Viero, i dirigenti scolastici dei tre istituti comprensivi cittadini, i rappresentanti dei genitori, il presidente dell’Intercomitato dei Quartieri Mauro Torresan, i tre consiglieri comunali indicati dall’ufficio di presidenza Paolo Retinò, Patrizia Fietta e Arianna Lunardon e l’ex dirigente scolastico oggi in quiescenza nonché già provveditore agli studi per la provincia di Vicenza Carlo Alberto Formaggio che ha coordinato i lavori.
“Abbiamo analizzato la situazione in generale dell’edilizia scolastica in città, ma soprattutto i numeri statistici - ha spiegato in un breve incontro con la stampa il sindaco Finco -. Bassano è una città sempre più vecchia, con pochissimi bambini, quindi con poche classi che partono all’interno dei plessi scolastici. E questo significa che dobbiamo fare una razionalizzazione per garantire istituti di qualità, visto che gran parte degli istituti cittadini sono nati tra gli anni ’60 e ’70, hanno determinate problematiche e hanno bisogno di investimenti continui.”
“Quindi l’impegno dell’amministrazione è, al momento, tamponare le emergenze ma poi ovviamente ragionare sul realizzare dei plessi scolastici all’avanguardia - ha aggiunto -. In primo grande intervento sarà nella zona sud di Bassano, con la realizzazione della nuova scuola Canova, ma poi noi dobbiamo fare anche una proiezione per i prossimi cinque-dieci anni sia nell’ala di destra Brenta che di sinistra Brenta per ragionare di creare dei poli scolastici che possano raggruppare le tante scuole che oggi abbiamo all’interno del territorio cittadino.”
“Un ragionamento particolare lo si sta facendo per le frazioni - ha ancora dichiarato Finco -. Sappiamo quanto è fondamentale la presenza delle scuole nelle frazioni, quindi cercheremo di mantenere queste realtà in periferia.”
“Però - ha rimarcato il sindaco - oggi è il momento dell’analisi della situazione e poi, con tutti gli attori che rappresentano i portatori di interesse della scuola, faremo delle valutazioni non politiche ma tecniche in modo da dare un futuro di qualità non solamente dal punto di vista della formazione ma anche di qualità dell’edilizia scolastica del nostro territorio per le future generazioni.”
Dunque, al centrotavola del Tavolo convocato in municipio vi è la programmazione del futuro.
“È fondamentale affrontare il tema del dimensionamento scolastico con una visione di lungo periodo - ha affermato l’assessore Marina Bizzotto - per garantire un sistema educativo efficiente, capace di rispondere alle esigenze delle famiglie e del territorio. Il confronto avviato oggi sarà determinante per prendere decisioni ponderate e condivise.”
Nell’occasione, è stato fatto anche un raffronto con le città del Veneto il cui dato numerico della popolazione residente si avvicina in difetto o in eccesso a quello di Bassano del Grappa, come Schio (quasi 39mila abitanti), Conegliano Veneto (oltre 34mila) oppure Chioggia (47mila).
A Schio, ad esempio, le scuole primarie sono in tutto nove, contro le attuali sedici di Bassano, di cui tredici scuole pubbliche e tre scuole paritarie.
“Abbiamo fatto questo raffronto - ha confermato il sindaco Finco - e diciamo che Bassano, rispetto a molte altre realtà simili alla nostra, è una città sovradimensionata per quello che riguarda l’edilizia scolastica. E quindi dobbiamo fare quello che hanno già fatto già altre realtà in passato. Oggi tocca a Bassano fare determinate scelte e ovviamente le faremo nel modo più condiviso possibile.”
Tutto è proiettato al futuro, dunque, ma c’è anche un presente da gestire per “tamponare le emergenze”, come da dichiarazione del primo cittadino.
La madre di tutti i problemi contingenti è attualmente la scuola primaria Pascoli, la cui chiusura per cedimento degli intonaci dai soffitti ha costretto gli alunni a trasferirsi fino a giugno nel nuovo Tribunale. E poi?
Il sindaco ha rimarcato che per sistemare la Pascoli di viale Diaz serve un investimento minimo di 600mila euro e che la scuola non riaprirebbe comunque i battenti prima di novembre-dicembre.
Da qui un ulteriore “ragionamento” sul fatto se valga la pena compiere tale investimento su un edificio degli anni ’60, per poi doverlo magari ripetere anche negli anni a venire.
“Per gli scolari della Pascoli - ha aggiunto - siamo alla ricerca di un nuovo spazio per il prossimo anno scolastico e di una soluzione comunque alternativa.”
Ma intanto, emergenze del momento a parte, l’imperativo categorico è quello di “razionalizzare” il sistema della scuola del domani.
Il percorso di analisi e confronto del Tavolo sul dimensionamento scolastico proseguirà nelle prossime settimane, con l’obiettivo di giungere “a una proposta concreta e attuabile”.
Parola di Nicola Finco:
“Entro l’estate vogliamo avere un quadro definitivo della situazione in modo da poter decidere a partire dal prossimo anno scolastico.”
E così ogni decisione, come può accadere anche a scuola, è rimandata a settembre.
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