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I viaggi di Gulliver
Dall’episodio di un autoarticolato finito temporaneamente “spiaggiato” come una balena in via Velo, alcune considerazioni sul problema del traffico pesante in quartiere San Marco
Pubblicato il 31 gen 2024
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Ore 15.30 circa di oggi. Ho appena parcheggiato la mia auto in via Velo a Bassano, uno dei miei parcheggi di “cintura esterna” quando devo recarmi in centro storico.
Mi incammino verso il centro e all’angolo con viale Venezia vedo un Gulliver tra i lillipuziani.
È un grande Tir, con targa lituana, proveniente dal Termine, che sta segnalando per girare a sinistra proprio in via Velo.
Foto Alessandro Tich
Per consentirgli la manovra, una fila di auto provenienti da Bassano centro si è già fermata.
Il camionista però non gira ancora: fa segno con la mano a tutti gli automobilisti che sbucano da via Velo di uscire subito su viale Venezia, nonostante lo stop, per liberargli la strada.
E quando finalmente la carreggiata è libera, il gigante della strada svolta lentamente a sinistra in via Velo con tutto il suo lungo e imponente semirimorchio.
Riesco a scattargli una foto proprio davanti al segnale stradale di divieto di transito ai veicoli adibiti al trasporto di cose con massa a pieno carico superiore alle 3,5 tonnellate (non è che me lo ricordo dall’autoscuola, ho controllato su internet).
Chissà come quell’autoarticolato sarà finito lì. Sono cose che accadono, nel rutilante mondo dei navigatori satellitari e di Google Maps.
Ovviamente non so dove stia andando quell’autotrasportatore lituano.
Ma trovandoci in quartiere San Marco, la logica impone di pensare che la sua destinazione non possa essere che la Baxi e dintorni (eventualmente Pengo).
La Baxi rimane tuttavia la mèta più plausibile, dal momento che tra i partner europei dell’azienda di via Trozzetti, produttrice di caldaie murali a gas e di pompe di calore, c’è anche una società della Lituania.
Ma visto che sul Tir c’è scritto “The Art of Logistics”, può anche darsi che la destinazione sia il centro logistico di Pengo. Si accettano scommesse.
Colto dall’impulso naturale dell'“e adesso come va a finire?”, seguo con lo sguardo il prosieguo del transito del Gulliver baltico sulla via appena imboccata.
Un transito che dura poco: giunto alla rotatorina di incrocio di via Velo con via Marinoni, dove tutte le strade si restringono, il mezzo pesante si ferma e lì rimane.
Per un paio di minuti abbondanti, osservo da lontano quell’autoarticolato rimasto spiaggiato come una balena. Poi me ne vado, lasciandolo al suo destino.
In primis perché ho un appuntamento in centro e poi anche per non correre il rischio di diventare un umarell delle manovre stradali.
Un ora e mezza più tardi, quando torno in via Velo per riprendere la macchina, fortunatamente il Tir sperduto non c’è più. Il bravo camionista lituano ha trovato in qualche modo la soluzione per divincolarsi da quell’imbuto.
Quella che vi ho riportato non è una notizia vera e propria ma la descrizione di una situazione, di cui sono stato casualmente testimone oculare.
Tuttavia, l’episodio è stato significativo per riproporre alla pubblica attenzione il problema del traffico pesante in quartiere San Marco.
Facciamo adesso un salto all’indietro e precisamente al 3 agosto 2023.
Conferenza stampa della lista civica Bassano per tutti, convocata nel parcheggio antistante la scuola primaria Campesano e di fronte al complesso delle ex Smalterie che comprende gli stabilimenti adiacenti di Baxi Spa e di Pengo Spa (ex Iar Siltal).
Sono i giorni seguenti alla famosa bocciatura in consiglio comunale, con il pareggio del secolo di 12 a 12, dell’atto di indirizzo dell’amministrazione Pavan, preliminare all’accordo con Baxi e con Pengo.
Ed è anche il giorno precedente al corteo sindacale dei lavoratori di Baxi, preoccupati per i loro posti di lavoro, e alla “comunicazione interna” ai lavoratori da parte dei vertici di Baxi Spa che avrebbe improvvisamente rovesciato, in positivo per i dipendenti, tutti i termini della questione.
Anche Bassano per tutti, con la consigliera Erica Fontana, ha votato contro l’atto di indirizzo per l’accordo Baxi/Pengo.
Ma la civica di minoranza incontra i giornalisti per comunicare la propria vicinanza alle maestranze Baxi: “Bassano deve tutelare i lavoratori e le lavoratrici della Baxi, cosa che la proposta viziata e ricattatoria in consiglio comunale non ha consentito.”
Ne torno a parlare perché proprio in quell’occasione mi accorgo di un aspetto di cui avevo già sentito parlare ma di cui, non frequentando la zona se non occasionalmente, non avevo avuto riscontro diretto.
E cioè l’incessante viavai di autotreni, in entrata soprattutto alla Baxi ma anche alla Pengo e in uscita dalle stesse due aziende.
I bisonti della strada ci transitano davanti per tutta la durata della conferenza stampa, al punto che ogni tanto si fa persino fatica a sentire quello che ci stanno dicendo i relatori della lista civica. Riesco anche a fotografarne qualcuno e le foto le vedete pubblicate nella photogallery in calce a questo articolo.
Siamo in piena estate, ai primi di agosto, e quindi senza particolari disagi per il traffico ordinario, in verità molto scarso per la concomitanza vacanziera.
Ma non posso non pensare al continuo passaggio di questi bestioni durante i mesi dell’anno scolastico, vicino alla scuola primaria e vicino alle case.
Un problema di convivenza quotidiana con queste “presenze” sovradimensionate rispetto alla rete stradale urbana che riguarda non solo quartiere San Marco, ma anche il confinante quartiere di Ca’ Baroncello.
Sto in realtà riscoprendo l’acqua calda perché è una situazione che si trascina da anni, frutto di uno sviluppo urbanistico alla rovescia nel quale si è partiti da una grande area produttiva, quella della Smalteria e Metallurgica Veneta, per poi costruirvi attorno un quartiere residenziale.
Recenti stime hanno calcolato l’incidenza in loco del traffico pesante in una media di almeno due Tir ogni mezz’ora, o se preferite di un bilico ogni quarto d’ora, quindi almeno una trentina di camion e autotreni al giorno, tutti i giorni lavorativi dell’anno, limitatamente al solo traffico commerciale di Pengo Spa.
Chi, come il consigliere di maggioranza Antonio Guglielmini, in consiglio comunale sosteneva l’opportunità di concedere a Pengo il trasferimento del suo stabilimento nell’area di sua proprietà in zona Rambolina a San Lazzaro, poneva tra i punti a favore di tale soluzione proprio l’eliminazione di cotanto traffico di Tir dalla vita quotidiana dei rioni prospicienti o contigui a via Trozzetti.
Secondo Guglielmini, come dal suo intervento allo “storico” consiglio comunale del 27 luglio 2023, i mezzi pesanti “insieme al loro carico di merce portano con sé tutte le difficoltà che riversano nel normale traffico cittadino e nel vivere quotidiano, tutto il loro carico di CO2 immessa nell’ambiente, oltre un chilogrammo per ogni chilometro percorso da ciascun mezzo”.
“Nell’area dove l’azienda Pengo chiede di potersi trasferire, concedendo così i propri spazi di via Trozzetti alla Baxi - affermava l’esponente di #PavanSindaco in sala consiliare -, c’è a poche centinaia di metri un casello autostradale della nuova SPV, costruita anche per ridurre i trasferimenti cittadini dei mezzi pesanti e le emissioni di CO2 nell’ambiente.”
Considerazioni che non sono bastate a far passare in consiglio comunale l’atto di indirizzo per l’accordo Baxi/Pengo.
Ma qualora e quand’anche il documento fosse passato, dando il via libera politico al trasferimento di Pengo a San Lazzaro, in via Trozzetti e dintorni sarebbe comunque rimasto il traffico pesante di Baxi, presumibilmente anche in aumento a seguito dell’ampliamento della fabbrica, per riconversione produttiva, nel confinante stabilimento di Pengo.
E allora? E allora non se ne esce, come non ne usciva - ma solo temporaneamente - l’autoarticolato lituano di questo pomeriggio in via Velo.
Finché il complesso delle ex Smalterie continuerà ad essere un’area produttiva e logistica, e per il bene dell’economia cittadina e territoriale non possiamo che augurarcelo, continuerà anche ad ospitare i viaggi di Gulliver dei giganti della strada, nel cuore della città e su una viabilità ferma ai decenni passati.
Da Lilliput per il momento è tutto, a voi la linea.
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