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Alessandro TichAlessandro Tich
Direttore Responsabile
Bassanonet.it

Politica

Rito allungato

Nell’intervento a San Bassiano del sindaco Pavan, parole di ottimismo sull’istituzione del Tribunale della Pedemontana, Ma i problemi aperti permangono e la questione si sta prolungando ben oltre i tempi annunciati ed auspicati

Pubblicato il 30-01-2024
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Il rito abbreviato è una delle forme di processo previste dal nostro sistema giudiziario.
Ma, parlando di giustizia, esiste anche il rito allungato.
E si tratta, nella fattispecie, del procedimento per l’istituzione del Tribunale della Pedemontana Veneta, che rispetto ai tempi annunciati sta cominciando a procrastinare un po’ troppo le scadenze auspicate.

Il sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari, il sindaco Elena Pavan e l’europarlamentare Sergio Berlato (foto Alessandro Tich - archivio Bassanonet)

Alla cerimonia di San Bassiano dello scorso 19 gennaio il sindaco Elena Pavan aveva affrontato nel suo intervento anche il tema del Tribunale. Una cosa prevedibile e direi inevitabile, trattandosi di uno dei suoi cavalli di battaglia.
E lo ha fatto con parole di pavaniano ottimismo.
“Abbiamo impresso un nuovo, deciso impulso al percorso di realizzazione del Tribunale della Pedemontana Veneta - ha dichiarato la sindaca davanti alla platea della Sala Da Ponte -, con un ciclo di audizioni in città nella scorsa primavera, alla presenza del sottosegretario di Stato alla Giustizia, senatore Andrea Ostellari, per ribadire il pieno appoggio di 70 sindaci, assessori e consiglieri regionali, europarlamentari, senatori, deputati, presidenti delle Province, rappresentanti delle categorie economiche e degli ordini professionali dei territori interessati al nuovo presidio di giustizia.”
“Proprio su questo tema - ha aggiunto la prima cittadina - alcuni senatori veneti, con prima firmataria la senatrice Mara Bizzotto, hanno presentato un disegno di legge al Senato e il consiglio regionale del Veneto, con relatore il vicepresidente Nicola Finco, ha votato una proposta di legge statale impegnando la Regione a sostenere le spese di gestione della struttura.”
Elena Pavan ha quindi rimarcato che “nonostante alcune posizioni contrarie, si procede con grande decisione perché non si tratta di campanilismo, concetto che fa sorridere se si pensa a quanti e quali soggetti si stanno impegnando da anni, ma di cogliere con una visione ampia la realtà e le esigenze non solo di Bassano, ma di un’intera Regione (…) in attuazione anche del principio di prossimità della giustizia”.
Presentata così, sembra quasi che la rinascita a Bassano del Grappa dell’ottavo Tribunale del Veneto - con un Circondario giudiziario allargato ai territori contermini dell’Alto Vicentino thienese, dell’Altopiano dei Sette Comuni, dell’Alta Padovana, della Castellana e della Pedemontana trevigiana del Grappa e dell’Asolano - sia quasi una formalità.
Ma i fatti ci dicono che non è così.

La questione del Tribunale della Pedemontana, con tutto ciò che è accaduto fino ad oggi, può essere infatti suddivisa in due fasi.
La prima fase ha coinciso con il periodo di quelle che ho ribattezzato Guerre Ostellari.
La seconda, che stiamo vivendo in questo momento, è invece una fase di “sospensione del giudizio”.
La prima fase si è svolta tra i mesi di febbraio e maggio 2023, l’intenso quadrimestre delle ben quattro visite a Bassano del sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari.
La prima (6 febbraio) per un sopralluogo ai locali della nuova e ancora vuota Cittadella della Giustizia e le altre tre (24 marzo, 5 maggio e 30 maggio) per gli incontri nella sala Chilesotti del Museo Civico rispettivamente con gli amministratori pubblici, con le categorie economiche e con gli ordini professionali.
Ecco quello che aveva testualmente dichiarato il sottosegretario Ostellari in occasione della sua prima visita in città del 6 febbraio dell’anno scorso:
“Ci siamo dati un tempo di sei mesi per raccogliere questa volontà da parte dei sindaci, del territorio, delle associazioni di categoria, di avvocati e magistrati. Noi faremo un riepilogo delle richieste e poi lavoriamo su un impianto che deve vedere la giustizia non più come una voce di spesa, ma come una voce di investimento.”
Il tempo annunciato di sei mesi, che è scaduto ad agosto, è stato dunque pienamente rispettato.
Ciò che attualmente non sta ancora comparendo sui radar è invece il “poi”, quel “lavoro sull’impianto” della giustizia conseguente alla volontà, dichiarata sempre dal Governo, di provvedere alla revisione della riforma della geografia giudiziaria del 2012 che aveva soppresso i Tribunali nelle città non capoluogo di Provincia, vale a dire Bassano del Grappa & Friends.
Ovvero, passando dal mondo dei media a quello dei medium: Ministero della Giustizia, se ci sei batti un colpo.

Il nodo centrale della questione è costituito dal fatto che la principale opposizione all’istituzione del Tribunale della Pedemontana arriva per voce degli stessi addetti ai lavori della giustizia: magistrati ed avvocati.
La posizione fortemente critica degli Ordini degli Avvocati di Vicenza, di Padova e di Treviso - presenza minoritaria nella “fossa dei leoni” all’incontro del sottosegretario Ostellari con gli ordini professionali a Bassano - era già nota.
Ma non si tratta di una vox clamantis in deserto.
In questi mesi si sono aggiunte in Veneto le espressioni di contrarietà al progetto bassanese, tra gli altri, del presidente della Corte d’Appello di Venezia, del procuratore generale della Corte d’Appello di Venezia, del presidente e del procuratore capo del Tribunale di Vicenza.
Lo scorso 28 novembre il consiglio comunale di Vicenza ha approvato con 22 voti favorevoli e 2 astenuti la mozione bipartisan a tutela del Tribunale di Vicenza e contro l’istituzione di un presidio di giustizia a Bassano, con l’appoggio pieno e totale del Comitato per una Giustizia di qualità a Vicenza, composto da professionisti legali del Circondario berico.
Ed è di questi giorni un intervento dell’Unione delle Camere Penali del Veneto, guidata dall’avvocato di Rovigo Marco Petternella.
L’organizzazione regionale di rappresentanza degli avvocati penalisti, riferendosi al progetto Pedemontana, sostiene che “una piccola struttura non funzionerebbe” perché “gli uffici giudiziari di piccole dimensioni possono manifestare criticità come la difficoltà ad acquisire specializzazione da parte dei magistrati, sia giudicanti che inquirenti”, non essendo peraltro ancora chiare “le dotazioni in organico” dal momento che “un numero ridotto di magistrati potrebbe costringere i giudicanti a trattare sia cause civili che processi penali”.
Davvero una bella gatta da pelare per il ministro della Giustizia Carlo Nordio, che deve in primis tenere conto delle esigenze di quel sistema giudiziario che il suo Ministero amministra.
Quello stesso ministro Nordio che fino ad oggi è stato atteso inutilmente a Bassano.
Così annunciava il 5 maggio 2023, in occasione dell’incontro bassanese di Ostellari con le associazioni di categoria, l’onnipresente europarlamentare Sergio Berlato, di Fratelli d’Italia e quindi dello stesso partito del ministro:
“È arrivato il momento di agire e prossimamente porterò a Bassano il ministro della Giustizia Carlo Nordio.”
Poi è stato il turno del sindaco Elena Pavan, che il 28 agosto 2023, con una lettera formale, ha invitato ufficialmente il ministro Nordio in città “per approfondire il tema dell’istituzione del nuovo Tribunale della Pedemontana Veneta e visitare la Cittadella della Giustizia”.
“Siamo convinti - dichiarava il sindaco in un comunicato stampa trasmesso per l’occasione - che il proficuo percorso intrapreso non possa prescindere da un incontro ufficiale con il ministro, che speriamo di poter accogliere presto in città.”
“Prossimamente” (Berlato) e “presto” (Pavan): sono due avverbi che non hanno trovato riscontro nella realtà.
Il ministro Nordio, se mai avrà la volontà di andare in visita a Bassano, continua a farsi attendere e questo è il sintomo di un grado di entusiasmo inversamente proporzionale a quello del suo sottosegretario, il leghista Ostellari.

Sul Tribunale della Pedemontana si registra intanto un nuovo intervento dell’europarlamentare uscente del gruppo ECR-FDI Sergio Berlato, i cui comunicati stampa, con l’avvicinarsi della campagna elettorale per il voto europeo di giugno, stanno aumentando in progressione geometrica.
Oggetto del suo nuovo comunicato: “Il Parlamento italiano proceda celermente con l’istituzione del Tribunale della Pedemontana Veneta”.
Particolare curioso: nel testo della nota, Berlato plaude a un’iniziativa in tema di Tribunale del suo nuovo addetto stampa (leggasi al riguardo il mio precedente articolo “Berlatomico”) Gianluca Pietrosante, nella sua veste di consigliere comunale a Bassano del Grappa.
Un modo per parlare di determinate questioni sottolineando il contributo di chi le porta avanti a Bassano a nome di Fratelli d’Italia, come faceva fino a poco tempo fa il consigliere regionale di FdI Joe Formaggio, precedente mentore politico e datore di lavoro del Pietrosante medesimo.
Per la serie, e come ci insegnano le care, vecchie moltiplicazioni: cambiando l’ordine dei fattori, il prodotto non cambia.
Ma entriamo nel merito delle dichiarazioni dell’eurodeputato, riferite in particolare al già citato disegno di legge proposto da alcuni senatori veneti, giacente al Senato.
“Già diversi mesi fa - afferma Sergio Berlato - ho avuto modo di sollevare la questione relativa alla necessità di istituire il nuovo Tribunale della Pedemontana Veneta, necessità che è stata palesemente condivisa da tutti i rappresentanti delle categorie economiche e sociali e da una parte consistente delle forze politiche nazionali e locali.”
“Dobbiamo constatare però - continua - che dopo iniziali entusiasmi e condivisioni generalizzate, l’argomento dell’istituzione del nuovo Tribunale della Pedemontana Veneta corre il rischio di essere messo in disparte dal Parlamento nazionale chiamato ad affrontare alcune altre emergenze ritenute di maggiore importanza.”
“Le esigenze della Pedemontana Veneta - prosegue l’eurodeputato - necessitano di immediate risposte da parte delle istituzioni e non possono attendere oltre con il pericolo di venire accantonate o di finire nell’oblio.”
Ed ecco quindi la conferma, per voce politica, del rito allungato.

Dichiara Sergio Berlato, nel punto della nota dedicato al suo addetto stampa che ha trasmesso in redazione la nota medesima:
“Ricordo che anche il Comune di Bassano, su iniziativa del nostro consigliere Gianluca Pietrosante, ha approvato all’unanimità un atto di indirizzo che sottolinea la necessità di istituire celermente il Tribunale della Pedemontana Veneta, atto che non può essere né ignorato né dimenticato.”
E conclude: “Ci attendiamo che tutte le forze politiche che a parole si sono dichiarate favorevoli all’istituzione della Tribunale della Pedemontana Veneta, dimostrino concretezza e coerenza accelerando i tempi per l’istituzione del Tribunale della Pedemontana Veneta.”
Quello dell’europarlamentare sembra quasi un appello al Parlamento italiano affinché sopperisca all’attuale vuoto di risposte sull’argomento da parte del Governo e del Ministero della Giustizia nella fattispecie.
Riepilogando: da una parte abbiamo un sindaco che dichiara pubblicamente che “abbiamo impresso un nuovo, deciso impulso al percorso di realizzazione del Tribunale della Pedemontana Veneta”.
Mentre, dall’altra parte, ci troviamo di fronte ad un asserito progetto di revisione della geografia giudiziaria che non risulta oggi tra le priorità della politica nazionale.
E che sembra voler procedere con gli stessi tempi lunghi della giustizia.

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