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Wonder Pavan (pronuncia: “Pàvan”, che fa più Wonder Woman) sale sul palco della cerimonia di San Bassiano, dei cui altri interventi mi sono occupato nel precedente articolo, per il discorso di rito del sindaco della città.
Ma non sarà un discorso tanto rituale: questo è l’ultimo San Bassiano della attuale amministrazione e quanto pronunciato al microfono fa emergere l’impressione di un diario di bordo alla ricerca del consenso in prospettiva elettorale.
Ogni sindaco, ad ogni San Bassiano, parla ai cittadini guardandosi allo specchio: è la tradizionale occasione per dire tutto il bene della propria amministrazione. Ma quest’anno, citando Buzz Lightyear, siamo andati verso l’infinito e oltre.
L’intervento di Elena Pavan alla cerimonia di San Bassiano (foto Alessandro Tich)
Quella del Santo Patrono è per consuetudine una giornata da grandi temi ed Elena Pavan parte subito in quarta parlando del ruolo di Bassano nel territorio.
“Tante volte abbiamo sentito parlare di leadership, di Bassano capofila del territorio, sia in termini costruttivi che, a volte, negativi, di mancanza.”
“Noi abbiamo voluto dare concretezza a questo concetto, in linea con la nostra amministrazione “del fare” - afferma -, per dimostrare che Bassano è il centro, naturale e per vocazione, di un’area pedemontana che si sta definendo ogni giorno di più, tanto da riuscire ad imprimere una identità nuova nel cuore del Veneto.”
La prima parte della brentana di parole del primo cittadino è quindi finalizzata a dimostrare che non siamo soli nell’universo, ma collegati con un cordone ombelicale istituzionale ai Comuni contermini e non solo, in quel pianeta Pedemontana che ci contiene e che dà il nome alla Superstrada, all’Area Urbana, al Tribunale in pectore, all’Intesa Programmatica d’Area (IPA per gli amici) e all’Ulss.
E tutto questo perché, innanzitutto, “Bassano è capofila dell’Area Urbana Pedemontana, che per la prima volta unisce il nostro territorio all’Alto Vicentino in un progetto che coinvolge 13 territori comunali da Valdagno a Mussolente, riconosciuto dalla Regione Veneto e finanziato con quasi 14 milioni di euro”.
La qual cosa “ci permetterà di elaborare e realizzare strategie di sviluppo urbano sostenibile, oltre che di intercettare nuove forme di finanziamento in materia di digitalizzazione, contributi per piccole e medie imprese, mobilità sostenibile, rigenerazione urbana, inclusione, accessibilità di servizi e territori”.
Ovvero: Pedemontana, di tutto e di più.
Ma poi ancora: “Abbiamo impresso un nuovo, deciso impulso al percorso di realizzazione del Tribunale della Pedemontana Veneta, con un ciclo di audizioni in città nella scorsa primavera, alla presenza del sottosegretario di Stato alla Giustizia, senatore Andrea Ostellari, per ribadire il pieno appoggio di 70 sindaci e di assessori e consiglieri regionali, europarlamentari, senatori, deputati, presidenti delle Province, rappresentanti delle categorie economiche e degli ordini professionali dei territori interessati al nuovo presidio di giustizia”.
“Nonostante alcune posizioni contrarie - dichiara la sindaca, col mirino puntato verso Vicenza -, si procede con grande decisione perché non si tratta di campanilismo, concetto che fa sorridere se si pensa a quanti e quali soggetti si stanno impegnando da anni, ma di cogliere con una visione ampia la realtà e le esigenze non solo di Bassano, ma di una intera regione.”
E che dire dell’IPA Pedemontana del Brenta?
“Grazie ai gruppi di lavoro dedicati a temi di grande attualità come la cultura, il turismo, l’energia, l’acqua, la viabilità e la mobilità, l’Intesa Programmatica d’Area, cui aderiscono ben 14 Comuni del nostro comprensorio, ha approvato il documento di programmazione pluriennale 2023-2027. Tra le prime decisioni assunte, quella di affidare la gestione dell’IPA all’Unione Montana del Bassanese.”
Riguardo all’Unione Montana, oltretutto, “sono aumentati i Comuni convenzionati con il servizio di Polizia Locale e ci siamo adoperati per potenziare i turni degli agenti anche nelle fasce serali e notturne, in collaborazione con le altre Forze dell’Ordine”.
Ma non pensiate che il concetto di leadership alla bassanese finisca qui.
“Bassano è capofila o partecipa a molte iniziative trasversali che negli anni abbiamo imparato a conoscere e sostenere, penso al Progetto Pallades e al MAB Unesco, e si attiva per offrire servizi a vantaggio di un intero comprensorio in sinergia con gli altri Comuni.”
È l’apoteosi del Pavanesimo Pedemontano:
“Con i diversi progetti messi in campo, si concretizza un’idea di un territorio “in rete”, capace di costruire sinergie e iniziative di area vasta, finalizzate a soddisfare le esigenze delle comunità e promuovere il loro benessere sociale, economico ed ambientale.”
“Abbiamo dunque - è il principale passaggio da bloc notes dell’intervento del sindaco - un nuovo denominatore, rispetto al passato, ad accomunarci e ad offrirci la possibilità di ragionare e progettare in maniera innovativa, dimostrando che l’aspirazione degli anni scorsi di diventare provincia, nei fatti è già consolidata e recupera un ruolo trainante: Bassano è il centro della Pedemontana.”
Beh, è già qualcosa: pensavamo infatti di essere semplicemente il centro del mondo.
Poi si passa al capitolo delle grandi novità per l’avvenire.
“Aprirà a breve in città una sede dell’Agenzia delle Dogane; la ex Caserma Fincato diventerà il nuovo, attrezzato centro per la Protezione Civile e grazie ad un finanziamento ministeriale di 6 milioni e mezzo di euro, il Commissariato di Polizia troverà collocazione nella ex Caserma Monte Grappa.”
E ancora: “Cederemo al Demanio, che lo potenzierà, l’edificio che ospita i Vigili del Fuoco e il Comune riceverà l’ex caserma della Guardia Forestale, in zona viale Vicenza, per farne un centro dedicato alle associazioni cittadine e al Consiglio di Bacino Brenta per i rifiuti.”
Ed inoltre: “Altro tema molto sentito: è solo di poche settimane fa l’annuncio di un finanziamento di 400.000 euro da parte del Governo per il risanamento del Tempio Ossario.”
Ed ecco il messaggio urbi et orbi agli elettori: “Non sono intenti, sono fatti, iter già avviati, finanziamenti già recuperati. Sono le fondamenta amministrative di ciò che sarà. Quello che vedrete ultimato fra qualche anno inizia adesso. Sono progetti per Bassano, progetti per il territorio.”
Poi il discorso di Elena Pavan passa ai temi più strettamente cittadini.
“Da pochi giorni sono state presentate pubblicamente tre possibili soluzioni per il nuovo teatro comunale. Siamo la prima amministrazione ad avere avviato il necessario iter per permettere al consiglio comunale di giungere ad una scelta, definendo una questione di cui si dibatte da troppo tempo.”
Non solo: “Stiamo lavorando a nuove soluzioni per l’area nota come Piano Mar, perché, mutati i tempi e le esigenze, si trovi un giusto equilibrio tra la realizzazione dei servizi pubblici necessari alla cittadinanza, in particolare la strada di collegamento tra la zona della stazione e Ca’ Baroncello, e le richieste dei proprietari.”
Genius Center (che non viene esplicitamente nominato): “Abbiamo proposto un’idea innovativa per l’ex Caserma Cimberle Ferrari, area ora inserita anche tra le possibili sedi per il nuovo teatro, perché riteniamo che servano decisioni per ottenere soluzioni e che si possa valutare solo all’interno di un contesto amministrativo chiaramente tracciato.”
Variante al Piano degli Interventi: “Approvata dal consiglio comunale, frutto di confronti e di scelte per soddisfare numerose esigenze, a partire dal recupero delle aree degradate o dalla riattivazione di alcuni Piani Attuativi. Tra le aree dismesse interessate sono state inserite l’ex Enel sud, l’ex Morassutti/Eurobrico, l’ex Elba e l’ex Continental.”
E non manca, Ladies and Gentlemen, anche l’ascensore inclinato:
“Entro la fine del mese avremo a disposizione il progetto aggiornato, per la parte amministrativa, relativo all’impianto di risalita tra Prato Santa Caterina e viale dei Martiri. Come noto, sono intervenuti fattori che hanno rallentato l’iter di quest’opera, ora in via di soluzione.”
Non manca neppure il Coffee Break:
“Sono in fase di gara proprio in questi giorni gli interventi relativi al Caffè Italia, che ci permetteranno con modifiche interne di mettere la torre a servizio del pubblico esercizio e successivamente di procedere con l’individuazione del gestore. La gara per i lavori interni scade la prossima settimana.”
Seguono le affermazioni della sindaca in versione Eurovision.
“Abbiamo sfruttato gli strumenti messi a disposizione dall’Europa per progredire, sviluppare, evolvere e creare benessere per i nostri cittadini. Ci siamo mossi con prontezza cogliendo le opportunità che si sono presentate perché avevamo una visione precisa della città e della sua proiezione futura.”
Con i fondi del PNRR “stiamo realizzando alcune opere pubbliche o le abbiamo già inserite nel programma triennale” e in ambito socio-sanitario “potremo creare servizi e strumenti a favore delle fragilità, delle povertà, dei minori e delle famiglie vulnerabili, delle persone con disabilità, in particolare per quanto riguarda gli alloggi e l’inserimento lavorativo”.
Quartieri: “Ringrazio i volontari dei quartieri, anche a seguito del nuovo percorso di gestione che si è dovuto intraprendere. Grazie al lavoro condiviso, abbiamo incardinato nei nostri programmi opere attese da anni come le barriere fonoassorbenti in viale De Gasperi, l’attesa piattaforma a Valrovina, le opere per il contenimento del rischio idrogeologico a Sant’Eusebio, Campese, San Giorgio e nella stessa Valrovina.”
Opere pubbliche realizzate o di prossimo avvio, “il cui elenco sarebbe troppo lungo”: “Ringrazio i bassanesi per la pazienza dimostrata in occasione della realizzazione della rotatoria a Tre Ponti e soprattutto della chiusura del Ponte della Vittoria. Con i lavori del secondo stralcio, in partenza nel 2024, che non andranno ad interferire con la viabilità, avremo un Ponte ammodernato, più solido, sicuro e funzionale.”
Infine, le immagini da inserire “in un ideale album fotografico del 2023”:
“La felicità dei bambini nella nuova scuola Gabelli a Sant’Eusebio; la riqualificazione del Centro Studi iniziata con Radici Future; il ritorno del Carnevale in piazza, il mio primo Carnevale da sindaco dopo il Covid; la CMP Arena gremita per il Gran Galà dello Sport; l’emozione del film dedicato a Tina Anselmi; la piazza in festa per il centenario degli Scout; il commosso saluto ai nostri Frati Cappuccini; la bella ex chiesa di San Bonaventura, ora centro culturale animato da Dance Well.”
E ancora, tra le altre cose che non cito tutte per non mandare in tilt non la mia tastiera: “L’inaugurazione del nuovo Museo e il “Ritratto di uomo in armi”, entrato nel patrimonio comunale grazie alla generosità di chi ci ha sostenuto; l’intitolazione a Pietro Fabris della sezione Storia della Città al Museo Civico; il campo da calcio in erba sintetica in quartiere Prè, la Fontana Bonaguro tornata al suo splendore; la nuova pista del Velodromo Mercante.”
Man of the Year: “Max, il cane antidroga, arrivato a supporto della Polizia Locale.”
Ultimo accenno rivolto al domani:
“Ci siamo posti ora un altro obiettivo elevato: vedere il nostro amato Ponte inserito nella lista del patrimonio mondiale Unesco. Anche in questo caso il percorso non sarà breve né semplice, ma come per altro progetti, siamo partiti e lo portiamo avanti con determinazione e ottimismo perché rientra nella nostra visione di porre Bassano, con il suo patrimonio, in un contesto internazionale.”
Così parlò Wonder Pavan alla platea della cerimonia di San Bassiano 2024.
Un intervento che, oltre a diffondere il verbo del già citato Pavanesimo Pedemontano, è stato anche un modello di Futurismo Amministrativo.
Fateci caso, e se non ve ne siete accorti rileggetelo: in gran parte, gli argomenti del discorso vengono trattati con i verbi coniugati al futuro o con considerazioni in prospettiva.
Più che governo del “fare”, sembra il manifesto del governo del “faremo”.
La qual cosa può anche starci, se non fosse per il fatto che ci troviamo nell’ultimo semestre, o per meglio dire pentamestre, di questa amministrazione comunale.
La frase chiave dell’intero intervento è la seguente: “Sono le fondamenta amministrative di ciò che sarà”.
È come se Elena Pavan, nel suo discorso di rito per la festa del Patrono, avesse elencato le tante cose da iniziare chiedendo tacitamente un’apertura di credito ai cittadini elettori per succedere a sé stessa e tentare di concluderle.
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