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Libera Nos a Malo
La SPV secondo Luca e Matteo: inaugurata l’ultima tratta della Pedemontana, da Malo a Montecchio Maggiore. Zaia: “Un’opera che ridisegna il Veneto e il modo di percepire le distanze nella nostra regione”. Ma ci sono già i primi distinguo
Pubblicato il 28 dic 2023
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Libera Nos a Malo e facci andare avanti fino a Montecchio Maggiore.
Preghiera esaudita, con la benedizione del leon de San Marco.
Luca e Matteo, evangelici nel nome e pragmatici nella viabilità, sono i due officianti principali del sacro rito: l’inaugurazione dell’ultima tratta della Superstrada Pedemontana Veneta, la Malo-Montecchio Maggiore Sud di 22,3 km.
Il ministro Matteo Salvini e il governatore Luca Zaia alla cerimonia inaugurale
L’ultimo troncone di SPV aperto al traffico attraversa anche i Comuni di Isola Vicentina, Cornedo Vicentino, Brogliano, Castelgomberto e Trissino ed è caratterizzato da due gallerie naturali: la “S. Urbano” (1,6 km) e la “Malo” (6,4 km).
Quello di Malo, in località San Tomio, è il traforo che a seguito del cedimento del soffitto nel 2016, costato la vita all’operaio siciliano del Consorzio Sis Sebastiano La Ganga, è stato posto sotto sequestro dalla Procura della Repubblica per 4 anni, costituendo il tratto più critico dell’intera costruzione dei 94,5 km totali dell’infrastruttura.
L’inaugurazione - la settima e non ancora l’ultima della serie - avviene con un giorno di anticipo rispetto alla data del 29 dicembre annunciata da Zaia all’incontro di fine anno con la stampa, a sua volta ampiamente in anticipo rispetto alla conclusione del raccordo di collegamento con la A4 Milano-Venezia (di competenza della Società Autostrada Brescia-Padova) che, se tutto andrà bene, non avverrà prima di tre mesi. Per l’esattezza, l’apertura dell’interconnessione è prevista entro il mese di marzo da e per la direzione Milano ed entro il mese di aprile da e per la direzione Venezia.
L’ulteriore “reset” del cronoprogramma inaugurale è motivato dalla giornata di lutto regionale proclamata per domani in concomitanza con le esequie al Duomo di Castelfranco di Vanessa Ballan, la vittima del femminicidio di Spineda di Riese.
Fino ad oggi, per l’appunto, la Pedemontana - superato il raccordo con la A 31 Valdastico per chi proviene da Treviso-Bassano - si fermava al blocco di Malo, le Colonne d’Ercole della striscia d’asfalto nel cuore del Veneto.
Ora prosegue da Malo lungo la Valle dell’Agno, consentendo tra le altre cose di evitare il trafficato saliscendi del Priabona, l’ingresso della Valle nella viabilità ordinaria, con i suoi appena due ma spesso infiniti chilometri di stretti tornanti congestionati da camion e Tir.
Chi vi scrive è salito e sceso sul Priabona, uno dei punti più assurdi della viabilità regionale, centinaia di volte in trasferta di lavoro.
E anche per questo posso affermare che, costi dei pedaggi a parte, l’utilità della Superstrada Pedemontana Veneta è fuor di dubbio.
Per il fatidico giorno della SPV “completata” - con tanto di cerimonia a San Tomio di Malo, a ridosso della galleria - si rinnova la supercoppia leghista già intervenuta alle inaugurazioni del primo tratto aperto al traffico tra Breganze e lo svincolo per la A31 nel 2019 e dell’interconnessione con la A27 Venezia-Belluno nello scorso mese di aprile: il governatore Luca Zaia e il vicepremier e ministro alle Infrastrutture Matteo Salvini.
“La Pedemontana che inauguriamo oggi è un esempio di efficienza, di sostenibilità e di rispetto ambientale - afferma Zaia nel discorso inaugurale -. È il frutto degli sforzi di chi non ha voluto un’“incompiuta” in Veneto, ma si è battuto per consegnare alla nostra gente un’infrastruttura moderna, efficiente, superando burocrazia e ostacoli.”
“Con un cantiere effettivo di lavori durato davvero poco: partito nel 2017, nonostante lunghi mesi di Covid, si è concluso dopo sei anni - aggiunge -. Abbiamo realizzato 168 chilometri totali di nuova viabilità: 94,5 km di infrastruttura autostradale - il 70% della quale interrata - ed oltre 68 km di nuovi collegamenti a fruizione totalmente gratuita per i nostri Comuni. Grazie ai lavori sono stati realizzati 16 tra viadotti e ponti, due gallerie naturali e 16 artificiali. Siamo davanti a un’opera che ridisegna il Veneto e il modo di percepire le distanze nella nostra regione.”
“La Pedemontana - rimarca il governatore - toglie traffico dalle strade secondarie, spesso intasate soprattutto dai mezzi pesanti, e consente di diminuire le emissioni in atmosfera perché si riducono i tempi di percorrenza e di conseguenza le quantità di carburante. Ma soprattutto quello che inauguriamo oggi è una nuova modalità di connessione con una parte del Veneto fino a oggi rimasta isolata.”
“La Pedemontana - continua Zaia - è un’infrastruttura che guarda al futuro e lo fa con grande attenzione per l’ambiente: nella scelta progettuale di effettuare lunghi tratti in trincea, riducendone l’impatto sul paesaggio, ma anche dal punto di vista del risparmio.”
Risparmio di che? Ai posteri l’ardua sentenza.
“Il pensiero e ringraziamento di tutti noi - conclude il presidente del Veneto - va a tutte le maestranze e le imprese che hanno permesso questo risultato. E voglio ricordare in particolare Salvatore La Ganga, l’operaio di 53 anni travolto nell’aprile del 2016 da una frana improvvisa nella galleria in corso di escavazione fra Malo e Castelgomberto.”
Dopo il momento clou del taglio del nastro con Zaia e Salvini a portata di forbice, affiancati dal sindaco di Malo Moreno Marsetti e attorniati dal consueto SdA (Stuolo di Autorità), e di seguito alla passeggiata inaugurale nel tunnel, tra un’intervista e l’altra del consueto SdT (Stuolo di Telecamere), si rinnova la perenne usanza che si tramanda di padre in figlio in queste occasioni: la caccia alla foto e al selfie col governatore del Veneto, a cominciare dagli stessi tecnici e operai che hanno concluso l’opera.
Al rito propiziatorio dello Zaia-selfie non si sottraggono neppure gli amministratori pubblici di casa nostra, come ad esempio - vedasi foto pubblicata nella galleria in calce a questo articolo - il sindaco di Marostica Matteo Mozzo.
Questo storico momento del XXI secolo, da girare nei social, viene così racchiuso nello spazio di un clic.
La Pedemontana completa eppure incompleta, perché mancante ancora di uno sbocco (un paradosso tutto all’italiana), è dunque realtà.
Ma già nel giorno inaugurale si levano i primi distinguo, ovviamente dalle parti politiche non propriamente vicine a quella del governatore.
E se la consigliera regionale Milena Cecchetto (Lega - Liga Veneta), già sindaco di Montecchio Maggiore, dichiara che la SPV è “un’opera strategica per i lavoratori pendolari e per le aziende dell’Ovest vicentino” e ritiene fondamentale “completare l’opera il prima possibile con l’interconnessione sulla A4 e il nuovo casello di Montecchio Maggiore”, di tutt’altro avviso è il gruppo regionale del Partito Democratico.
Già nei giorni scorsi i consiglieri regionali PD Chiara Luisetto e Andrea Zanoni avevano dichiarato che “aprire la Pedemontana senza contemporaneamente aver attivato il collegamento con la A4 è una decisione dannosa, che mette a rischio la viabilità dei territori di Montecchio Maggiore e Brendola.”
“Già l’impatto economico della Pedemontana sui prossimi bilanci regionali sarà doloroso - avevano aggiunto -. Nel frattempo, come caterpillar, il presidente Zaia e la sua giunta pensano solo alla loro vetrina, infischiandosene di tutto il resto.”
Oggi ancora Luisetto e Zanoni, assieme alla collega di gruppo Anna Maria Bigon, hanno presentato invece un’interrogazione sull’eventuale intenzione della giunta regionale di imporre una bonifica e di rivalersi con i responsabili a seguito delle elevate concentrazioni di PFBA (acido perfluoro-butanoico, sostanza appartenente alla famiglia dei PFAS) rilevate dall’Arpav nei corsi d’acqua - rio Poscoletta, Poscola, fiume Guà - dove sono state scaricate le acque di drenaggio del cantiere SPV della galleria di Malo.
Ma la reazione più pesante è extra-politica. Sono le odierne dichiarazioni di Paolo Righetti, della segreteria Cgil Veneto: “Ad ogni inaugurazione di un tratto di Pedemontana la Regione usa toni trionfalistici totalmente fuori luogo.”
“La realtà - ha ancora affermato l’esponente sindacale - è che quest’opera è una delle più care di sempre: contando i canoni che verranno pagati al concessionario Sis, siamo intorno ai 12 miliardi di euro. Soldi che, indipendentemente dai pedaggi che effettivamente verranno riscossi (e che sono probabilmente sovrastimati), la Regione Veneto pagherà fino all’ultimo.”
Intanto la Superstrada ancora monca da una parte si può percorrere interamente a partire da domani.
Già: perché l’ultima tratta Malo-Montecchio Maggiore Sud oggi è stata inaugurata, ma sarà aperta al traffico domani, venerdì 29 dicembre, dalle ore 18.
A tutti buon viaggio e buon pedaggio, che fa anche rima.
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