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Plaza de Votos
Ispirate da un regalo ricevuto dalla Spagna, considerazioni a ruota libera sulla corrida, pardon sulle prossime elezioni comunali a Bassano
Pubblicato il 01 mag 2023
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Uno, dos, tres… ¡Vamos!
Nei giorni scorsi una mia cara amica è andata a fare un viaggio in Spagna e, tornando in Italia, mi ha fatto un inatteso e particolare regalo, che vedete nella foto.
È un paio di nacchere, di castañuelas, rigorosamente Made in Spain e di produzione artigianale, comprate a Granada nei pressi dell’Alhambra.
Foto Alessandro Tich
“Quando le ho viste ho pensato subito a te, che scrivi in modo così scoppiettante: taca-taca-taca-tac!”, mi ha detto spiegandomi il perché del caratteristico omaggio, che mi identifica come una sorta di nacchera scrivente.
Ringrazio la mia amica per il graditissimo regalo e anche per la considerazione nei miei confronti. Non pensavo di essere così “flamenco”, al limite avrei pensato di poter aspirare al solo titolo di taca-taca-taca-tich.
E così, improvvisamente ispirato dal dono iberico e al ritmo della naccheraia che mi batte in testa, mi resetto in modalità spagnola, come il mitico Buzz Lightyear in Toy Story 3.
Ed entro idealmente in quella che si profila come un’autentica Plaza de Toros: la tornata imminente (manca esattamente un anno, quindi è dietro l’angolo) delle elezioni comunali 2024 a Bassano del Grappa. Olé!
Si tratta di una corrida molto lunga, perché di fatto è già iniziata. E l’arena è molto affollata. Del resto, la posta in palio è molto alta: abbattere il toro che porta in groppa le insegne del sindaco Elena Pavan. Il quale, essendo un toro di centrodestra, allevato nelle scuderie della Lega, monta particolarmente in bestia quando vede il colore rosso. Benché debba guardarsi le spalle anche dai toreri “amici”.
Sono già scese in campo le cuadrillas, ovvero le squadre che si contendono l’ambito trofeo.
La squadra delle attuali minoranze consiliari di centrosinistra, capeggiata dal celebre torero El Vernillo, è molto agguerrita. I suoi picadores sono pronti a giostrare sul cavallo e i suoi banderilleros ad attaccare a piedi per colpire l’obiettivo nei punti considerati deboli.
Come la variante urbanistica produttiva di San Lazzaro, nervo scoperto del dibattito cittadino, che ha già fornito spunto ai toreadores della civica di opposizione Bassano por Todos per conficcare le loro aguzze asticelle sulla schiena del toro. E sono di queste ore le stilettate degli espadas del Circolo di Bassano del Grappa del Partito Democratico riguardo alla questione dei costi del Genius Center e del relativo debito ventennale nei confronti dei privati che ne conseguirà per le casse pubbliche.
L’elenco dei bersagli su cui i toreri di minoranza intendono colpire, per arrivare a colpire definitivamente il toro e ritornare a governare la città, è lungo.
Solo per citare le questioni principali, per lo meno dal punto di vista dell’interesse giornalistico, si va dalla ancora infruttuosa trattativa sulla compravendita del Teatro Astra al contestato progetto dell’ascensore inclinato sulla riva tra il Prato e viale dei Martiri e dalle plurime questioni che ruotano attorno al Genius Center, misterioso destino della scuola Mazzini compreso, all’eterno stallo della ristrutturazione e riapertura del Caffè Italia.
È su questi e su altri nodi di quella che da loro stessi viene definita “mancanza di visione sulla città” che si agita la muleta rossa degli aspiranti matadores del centrosinistra.
“Aspiranti” perché in senso elettorale il toro della Pavan non va solo preso di mira a colpi di comunicati stampa, interrogazioni e interpellanze, ma bisogna matarlo. Impresa non semplice perché l’arena, come ho già scritto, è molto affollata.
In questa corrida tutta bassanese c’è anche e soprattutto la cuadrilla del centrodestra, che per quanto vicina alle sorti del toro comprende dei toreadores interessati a farlo fuori.
In primis i banderilleros di Impegno per Bassano, che dopo la defezione del torero capo El Marin, per quanto costui sia sempre presente dietro le quinte dell’arena, stanno già da tempo conficcando le loro scoppiettanti banderillas de fuego su due punti sensibili della groppa dell’animale: il CdA della Casa di Riposo Isacc e la questione quartieri.
Poi ci sono i picadores di Fratelli d’Italia, tra cui fa spesso notizia Juan Lucas Pietrosantes, che nella precedente corrida del 2019 erano rimasti con il piatto di paella vuoto.
Oggi invece, grazie al piatto ricco di Meloni, rivendicano il ruolo principale nella squadra, con cui selezionare il matador chiamato a dare il colpo di grazia al toro leghista, per candidarsi quindi a sindaco con le insegne di FdI, magari affidando spada e muleta a El Zorro Zonta, il vicesindaco attuale, da poco entrato a far parte, guarda caso, della cuadrilla meloniana.
Ma altri ancora, fra i toreadores di centrodestra, ambiscono a matare el toro della Pavan. Sono gli stessi esponenti dell’allevamento della Lega, fondato dalla leggenda della tauromachia Nicolás Ignacio Finco.
Potrebbe essere uno di loro a pretendere il posto dell’attuale sindaco, rivolgendosi al giudizio degli elettori, puntando al paramento del toro con la scritta #SiCambia.
Nella squadra dei toreadori leghistas si annoverano dei nomi famosi: tra questi l’esperto Jermaine Racchellas, il fedele alguacil (sceriffo) di Finco e segretario della Lega di Bassano conosciuto come El Viero e anche la torera Morena Martini dalla ciudad di Rossano Veneto, iscritta da Finco alla sezione della Lega di Bassano, che con quel nome di battesimo così spagnoleggiante potrebbe benissimo imbracciare la espada per candidarsi a prima cittadina in riva al Brenta. Come dire: dal Grappa alla Sierra Morena.
Fin qui ho parlato dei toreri, ma bisogna parlare anche del toro.
E come tutti i tori che si rispettino, anche quello della Pavan venderà cara la pelle.
Non è infatti un segreto che l’attuale sindaco di Bassano ambisca a candidarsi a prima cittadina per la seconda volta. E farà di tutto per evitare i colpi decisivi dei picadores e banderilleros avversari e “alleati”, per non lasciare spazio a un matador che sia diverso da lei, affinché venga chiamata dal pueblo della coalizione che attualmente governa a Bassano a matare nuovamente el toro del centrosinistra. Olé!
Sono gli elementi ancora contrastanti della corrida più lunga del mondo, che da qui alla primavera del 2024 animerà la Plaza de Votos di Bassano del Grappa.
Non so davvero se la mia cara amica, regalandomi le castañuelas da Granada, abbia mai pensato che potessero ispirarmi un editoriale del genere.
Ma io ormai lavoro sempre più spesso per associazioni di idee e questo delle nacchere è stato un invito a nozze per comporre un flamenco sull’amministrazione di Bassano in vista della chiamata alle urne dell’anno prossimo.
E allora prepariamoci, dunque, al ritmo della naccheraia che accompagna le evoluzioni della politica cittadina mentre si accendono i riflettori sull’arena dove, per parafrasare García Lorca in salsa bassanese, “il toro già mugghiava dalla fronte, a las Finco de la tarde”.
Taca-taca-taca-tac!
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