Ultimora
Geopolitica
22 ago 2026
L’Egitto preferisce l’India alla nuova alleanza di sicurezza del Patto della Mecca
7 Aug 2026 21:04
Gardaland, 'il parco rimane aperto al pubblico'
7 Aug 2026 19:41
Maltempo in Veneto, salgono a 110 gli interventi dei pompieri
7 Aug 2026 17:44
Cappellari, 'mi sono inventato l'attentato, mi scuso con tutti'
7 Aug 2026 17:08
Nuovo incendio a pochi metri dalle attrazioni di Gardaland
7 Aug 2026 16:18
Alle Gallerie d'Italia Ferragosto a ingresso gratuito
7 Aug 2026 15:49
Uomo trovato morto in spiaggia a Chioggia, indagini in corso
7 Aug 2026 22:24
Zelensky risponde a Trump: 'Ci faremo i missili da soli'
8 Aug 2026 00:01
Fulmine colpisce sedicenne sul Monte Livata, è grave
7 Aug 2026 20:01
Il grande caldo sull'Italia, allerta per incendi al Centro Sud
Luigi Marcadella
Giornalista
Bassanonet.it
La profezia di Moro
Marco Follini presenta a Vicenza “Via Savoia. Il labirinto di Aldo Moro”
Pubblicato il 15 mag 2022
Visto 12.287 volte
Parterre d’eccezione a Vicenza per presentare l’ultimo libro di Marco Follini su Aldo Moro. Una platea politicamente molto trasversale, quasi da larghe intese, ha ascoltato il racconto dell’autore che con lo statista democristiano ha avuto un rapporto di grande vicinanza. Favorito anche dalla consuetudine che l’allora segretario del movimento giovanile del partito aveva con il leader assassinato dalle Brigate Rosse. “Via Savoia. Il labirinto di Aldo Moro” (La Nave di Teseo), prefazione di Marco Damilano, è l’ultimo tassello di una bibliografia sulla vita e sulla fine di Aldo Moro che con il passare degli anni mette sempre più in chiaro alcune verità, ormai ben delineate, e contestualmente amplia le tante zone d’ombra di una vicenda che ha stravolto la storia del nostro Paese. La presentazione del libro è stata curata dall’associazione “Faremeglio”, da pochissimo guidata da Arrigo Abalti. Ad ascoltare l’ex vicepresidente del Consiglio tanti volti noti della politica vicentina, a partire dal sindaco di Vicenza Francesco Rucco, Elena Pavan, Luigi D’Agrò, Camillo Cimenti, Fulgenzio Bontorin che con Follini ha condiviso una lunga militanza giovanile, Luciano Righi, Giuliano Zoso, l’ex sindaco di Padova Paolo Giaretta, da Scorzè Giovanni Battista Mestriner, il capogruppo del Pd in Regione Giacomo Possamai. In salone sono presenti anche il past president di “Faremeglio”, Roberto Volpe, l’avvocato Fabio Mantovani, il presidente di Viacqua Giuseppe Castaman e l’industriale della concia Mirko Lucio Balsemin. Nella suggestiva cornice della quadreria di Palazzo Chiericati fa benissimo gli onori di casa l’assessore alla Cultura Simona Siotto. A seguire qualche flash della conversazione di Marco Follini, «tutto quello che non c’è nel libro», con il direttore del Giornale di Vicenza Luca Ancetti. In mezzo a meravigliosi dipinti del 500’ e ‘600 e ai preziosi mappamondi in pochi minuti si ritorna agli anni Settanta della Repubblica.
Chi era Aldo Moro
Luca Ancetti, Marco Follini e Arrigo Abalti durante la presentazione a Palazzo Chiericati
«Ho raccontato la storia di una persona che avrebbe potuto essere un cantante rock, un predicatore, un attore o un pilota di Formula Uno. Un signore solenne, direi anche maestoso, l’uomo più potente della storia italiana. Una figura monumentale ma piena anche di contraddizioni».
«Era un uomo potente e fragile. Pieno di garbo e delicatezza, capace di esercitare comunque il potere in modo molto determinato».
«Con la sua forza in alcuni momenti ha tenuto in piedi l’equilibrio del Paese».
Moro e l’abbigliamento
«Moro era attentissimo alla forma, agli abiti delle persone, ci teneva particolarmente. Non indossare la cravatta era considerato da lui un peccato da penitenza seria».
«Il Papete? Non c’era e quindi non possiamo sapere come si sarebbe comportato in occasioni simili. Sicuramente non ci sarebbe andato in costume da bagno».
Moro e Follini
«Uno straordinario ascoltatore, poneva domande, si interessava, i colloqui con lui erano lunghi, profondi. Per me erano sempre degli esami».
«Qualche tempo prima del rapimento, da segretario dei giovani Dc, un tardo pomeriggio vengo contattato all’improvviso dalla sua segretaria. Il Presidente vuole vederla, mi dice. Ero in tenuta estiva, barba un po’ lunga, una camicia a quadri e dei pantaloni chiari. Moro considerava la giacca e la cravatta una forma minima di rispetto. Che faccio mi presento così dal Presidente Moro? Chiamo il suo portavoce Corrado Guerzoni e glielo chiedo. Vieni così come sei, mi risponde. Un imbarazzo totale, cerco almeno di impressionarlo con un ragionamento ad effetto. Presidente, gli dico, i giovani si aspettano molto da lei. Una banalità assoluta, ma non riuscivo a spezzare la tensione».
Moro e il potere
«Era il custode della prudenza. Ci voleva prudenza anche nelle grandi scalate politiche».
«Un’arte: dissimulare le proprie ambizioni anche quando la tentazione è forte».
«Moro era attento a non disturbare, ma era pur sempre un leader politico».
«La sua generazione ha vissuto anni duri, con gli occhi di oggi per alcuni potevano sembrare anni meravigliosi, ma si spargeva sangue. Le istituzioni hanno traballato».
«Per le cose ci vuole il tempo che ci vuole. Detestava il dover scegliere di fretta. Più tartaruga che Achille piè veloce. Nel 1974, 20 anni dopo la morte De Gasperi, Giulio Andreotti pubblicò un libro intervista sullo statista trentino con il giornalista dell’Espresso Antonio Gambino. Per farlo ci impiegarono una mezza giornata a Palazzo Chigi. Moro si scandalizzò: come era possibile scrivere un libro su De Gasperi in un pomeriggio? Le cose devono star lì, prendere tempo».
«Moro era il più intelligente dei democristiani e lo sapeva. Trovava però modi gentili per farglielo sapere».
«Come si manifesta oggi il potere? La politica odierna è irrilevante rispetto al potere. Le decisioni vere si prendono altrove».
«Moro diceva: non ho mai cercato il potere ma non mai esitato ad esercitarlo».
Moro e la famiglia
«Un rapporto non semplicissimo. In famiglia avevano idee politiche diverse dalle sue. Moro ha speso tanto tempo per la politica, forse questo ha pesato».
Moro e (la profezia) Kissinger
«Negli Stati Uniti durante una riunione concitata con Henry Kissinger ebbe un malore. Al ritorno in Italia ai suoi fa dire che si sarebbe ritirato dalla politica».
Moro e i democristiani («Esistono ancora? Se guardo la platea sì», dice ridendo Follini).
«Moro si occupava poco della corrente e dell’organizzazione. Gli altri potenti si chiedevano: perché allora dobbiamo dare il bastone del comando a lui?».
«In molti casi c’era la tentazione di volerlo accompagnare ai giardinetti. Lui ne soffriva molto».
Moro e Berlinguer
«Pensava che dovessero liberarsi dal mito sovietico, ma ci voleva tempo. Moro immaginava un’alternanza, un mutuo riconoscimento con i comunisti, come in Germania. Sarebbe ingiusto inquadrare il suo ragionamento in un unico momento, il suo era un disegno lungo. Ovviamente sperava che vincessero i democristiani, ma il senso del suo ragionamento era questo: se vince il PCI non ci ritiriamo sui monti con il passamontagna».
Moro e i socialisti
«Sapeva che bisognava rassicurare gli americani che non sarebbero cambiati gli equilibri dell’Italia. Sapeva che bisognava far capire in Vaticano che non si “cambiava fede”. Sapeva anche che la Dc avrebbe dovuto tranquillizzare una parte reazionaria dell’elettorato di destra del Mezzogiorno».
Moro, i giovani e il 68
«Dopo il “non ci faremo processare nelle piazze” subì critiche dai giovani e da una parte della Dc. Moro aveva l’assoluta esigenza di parlare con loro, incontrarli, sentire i loro ragionamenti».
«Una sera al Tg sente un’assemblea giovanile dare dei giudizi poco positivi su di lui. Ne rimase colpito. Andò cercarli per discutere con loro».
Moro e Andreotti
«Moro era fondamentalmente convinto della “negatività” di Andreotti. Questa storia meriterebbe una riflessione a parte».
Moro e il Quirinale
«L’unico che aveva i voti per diventare Capo dello Stato e che vi rinunciò. Il contrario di quello che succede oggi, dove chi non ha i numeri vuole andarci lo stesso».
«Cosa sarebbe successo se fosse andato al Quirinale? Sicuramente avrebbe avuto una macchina blindata».
Moro e i giorni del rapimento
«Sono rimasto colpito dal fatto che lui non citi mai i ragazzi della sua scorta».
«Il maresciallo Oreste Leonardi, caposcorta, aveva con lui un rapporto quasi familiare. Penso che sia uno dei pochi che aveva accesso alla casa di Moro.
Perché non ne parla?».
La presentazione del libro si avvia alla conclusione. C’è un ultimo passaggio molto interessante che Marco Follini fa sulla visita di Aldo Moro a San Giovanni Rotondo per incontrare Padre Pio. La circoscrizione di Foggia era il luogo di elezione del leader democristiano. Padre Pio gli riserva un’accoglienza molto affettuosa. Ma Aldo Moro racconterà in seguito che il frate di Pietrelcina gli rivelò una profezia inquietante. «Aldo, vedo sangue nella tua vita, tanto sangue…». Tornato a Roma per molto tempo rimase profondamente turbato da quelle parole. Dieci anni dopo, conclude Marco Follini, succede quel che succede. «Perché non ne parla nelle lettere? Sono misteri di fronte ai quali mi arrendo. Forse la razionalità in queste cose non va nemmeno cercata». Sono le otto passate da pochi minuti e sulle parole di Follini cala il buio. Black out, nero totale in sala. Il custode del palazzo ha spento le luci. Nel frattempo parte per qualche secondo una sirena d’allarme a chiudere la giornata di misteri e verità morotee.
Scopri di più su questi argomenti
New
Notizie flash sul tuo smartphone
Unisciti al nostro nuovo canale Telegram, ricevi una notifica ogni volta che pubblichiamo una notizia.
Più visti
Politica
21 ago 2026
Bassano, Fratelli d’Italia contro gli alleati di governo: «Ci tengono in un angolo, così non si va avanti»
Visto 4.621 volte
All Stars
22 ago 2026
La NASA premia Tezze sul Brenta: la foto spaziale di Eddie Sgarbossa è APOD
Visto 731 volte
Geopolitica
22 ago 2026
L’Egitto preferisce l’India alla nuova alleanza di sicurezza del Patto della Mecca
Visto 359 volte
Attualità
02 ago 2026
Rondò Brenta, un quartiere che cambia: «Non siamo il Bronx di Bassano, qui si vive bene»
Visto 23.902 volte
Politica
26 lug 2026
Futuro Nazionale nomina il primo direttivo cittadino di “destra pura”
Visto 22.246 volte
Politica
24 lug 2026
Il progetto del Tribunale della Pedemontana approda alla Camera
Visto 21.649 volte
Politica
26 lug 2026
Tensioni sul futuro di San Lazzaro, la maggioranza boccia il blocco dei cantieri
Visto 20.918 volte
Politica
28 lug 2026
Bilancio e spiaggetta di Via Pusterla: due passaggi che interrogano la maggioranza
Visto 20.907 volte
Politica
02 ago 2026
Scuola di Marostica, Giovine e Donazzan replicano alle opposizioni
Visto 20.391 volte
Geopolitica
02 ago 2026
La Corea del Nord verso un nuovo invio di truppe in Russia
Visto 20.323 volte
Geopolitica
25 lug 2026
Il Canada si aggiunge al Regno Unito, Giappone e Italia per il programma di sviluppo di un caccia di sesta generazione
Visto 20.303 volte
Geopolitica
29 lug 2026
Iran: "Le basi britanniche usate dagli Stati Uniti sono obiettivi legittimi"
Visto 20.220 volte