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È qui la festa
100mila Penne Nere sfilano all'Adunata del Piave. A Treviso la più grande Adunata Nazionale degli Alpini che si ricordi
Pubblicato il 15 mag 2017
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È qui la festa. E che festa. E come ogni Adunata Nazionale degli Alpini che si rispetti, è sempre un incontro di tre situazioni parallele.
La prima è quella delle Penne Nere che hanno già sfilato o che devono ancora sfilare, sparse per tutta la città, tra una stazione ferroviaria che accoglie frotte di arrivi e di partenze, parcheggi di pullman trasformati in ordinati ma vivacissimi accampamenti, attendamenti allestiti negli spazi verdi della città, bar presi d'assalto e centinaia di chioschi e bancarelle che propongono ogni sorta di prodotti per gli Alpini e di generi di ristoro, e non proprio a prezzi calmierati.
La seconda è quella degli Alpini che sfilano senza soluzione di continuità, secondo un preciso ordine prestabilito, in fila per nove dalla mattina alla sera.
Foto Alessandro Tich
La terza è quella del pubblico: migliaia di persone assiepate lungo le transenne del percorso della sfilata, per un tributo interminabile di applausi e saluti alle Sezioni di tutta Italia. Ma anche un omaggio di accoglienza e di passione che parte da tante finestre, balconi e terrazze imbandierate.
Ebbene: questi tre elementi, all'Adunata Nazionale di Treviso, trovano un effetto moltiplicatore. Perché l'Adunata del Piave non è un raduno come tutti gli altri: si rivela infatti la più partecipata Adunata di sempre.
Un fiume senza fine in sfilamento lungo il percorso di poco più di due chilometri nel cuore del capoluogo della Marca. L'ultima Sezione in parata, quella ospitante di Treviso, sfila attorno alle 21 quando è già buio.
Sfilano, come sempre, Penne Nere di tutti i tipi: Protezione Civile, sciatori, paracadutisti, rocciatori di verticale e quant'altro, oltre alle fanfare e alle bande sezionali che scandiscono la cadenza della marcia e a una marea di gruppi, preceduti dai sindaci dei rispettivi territori, che avanzano all'unisono con le loro camicie a quadri, divise, barbe, zaini, scarponi, striscioni, tricolori.
La cosa interessante è che il pubblico non si stanca: passano le ore, ma la reazione di entusiasmo al passaggio dei protagonisti è sempre la stessa.
A suscitare le ovazioni degli astanti ci pensano gli stessi Alpini in sfilata, perfettamente in sintonia con quello che è il più grande evento popolare che si svolge nel nostro Paese. Popolare in tutto e per tutto: nei contenuti e nei valori.
C'è l'incontro ravvicinato con i bambini che, col cappellino da Alpino in testa, protendono le braccia dalle transenne per battere il cinque con i “veci” (in stragrande maggioranza) e i “bocia” della lunghissima parata. C'è il senso di gratitudine per la comunità ospitante e anche per l'altra metà del cielo.
“Grazie Treviso!” e “Viva le mamme!”, in onore della concomitante Festa della Mamma, sono le parole che riecheggiano costantemente dalle file in marcia.
Il pubblico, ovviamente, gradisce e si scatenano i battimani e i telefonini.
“Grazie alle mamme. Se non ci foste voi, non ci saremmo noi”, recita uno striscione di una Sezione del 3° Raggruppamento. W gli Alpini e W la Mamma: per quella che è la 90sima edizione dell'Adunata Nazionale degli Alpini, davvero il non plus ultra.
Bisogna attendere le otto di sera per veder sfilare la Sezione ANA Montegrappa di Bassano, come sempre molto numerosa. Nessun accenno, sugli striscioni, all'attuale situazione del Ponte degli Alpini. L'Adunata è un momento di fratellanza solidale e non di polemica. Il classicissimo messaggio “Sul Ponte di Bassano ci ridarem la mano”, fatto sfilare in tutte le recenti Adunate, risuona comunque come un monito subliminale ai responsabili del futuro del manufatto.
Alla fine, in dodici ininterrotte ore, a sfilare sono in circa 100mila. Mezzo milione invece - tra partecipanti alla sfilata, accompagnatori al seguito e pubblico sparso - è l'afflusso di persone stimato da venerdì a domenica. Non sono mancati eccessi ed incidenti, che in una simile confluenza di marea umana sono sempre da mettere in preventivo, ma in generale la riuscita e davvero grandiosa Adunata di Treviso si archivia come un felice ricordo di popolo e di civiltà. La provincia del Piave si accomiata dagli Alpini di tutta Italia. Passando il testimone all'Adunata della Vittoria dell'anno prossimo: nella speranza che allora il Ponte di Bassano sia già in migliori condizioni, si andrà a Trento.
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