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CoronaCircus
Le avventure dell'onorevole bassanese Sara Cunial: paladina della resistenza contro le misure restrittive anti Covid-19 e al centro di una bufera politica per il suo intervento di ieri alla Camera
Pubblicato il 15 mag 2020
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CoronaCircus. Lo show della politica nazionale rappresentato attorno ai provvedimenti per il contrasto alla pandemia e alla conseguente crisi non ci fa mancare nulla.
E del gran spettacolo fanno parte di diritto anche le avventure dell’onorevole Sara Cunial, bassanese di Cismon del Grappa, imprenditrice agricola, nostra (?) rappresentante a Roma in quanto eletta nella nostra Circoscrizione alla Camera col Movimento 5 Stelle, dal quale è stata poi successivamente espulsa per la sua estrema posizione “No Vax”.
Un’esponente del parlamento italiano la cui caratteristica è quella di conquistare periodicamente le pagine e i titoloni dei media nazionali per alcuni incredibili exploit che le appartengono, a cominciare proprio da quel suo assalto alla baionetta contro i vaccini, da lei a suo tempo paragonati sui social a un “genocidio gratuito che ricorda molto la politica di alcuni anni fa che prevedeva l’eutanasia di massa che doveva portare ad una rigenerazione genetica”. Diciamo subito, tanto per capirci, che la Cunial - oggi deputata del Gruppo Misto - è un tipino mica da poco. Non dimentico ancora quel giorno che, nell’ultima campagna elettorale per le politiche, al gazebo dei 5 Stelle in via Verci a Bassano la allora candidata alla Camera si era rifiutata di concedermi un’intervista che le avevo richiesto, costringendomi a fare un nuovo nodo al mio fazzoletto. Nodo che sciolgo volentieri oggi, alla luce della notizia di queste ore che la riguarda.
La deputata del Gruppo Misto Sara Cunial (fonte immagine: dire.it)
Ieri infatti la mina-Cunial ha avuto modo di brillare a Montecitorio, intervenendo con la sua dichiarazione di voto contrario sul decreto Covid. Un discorso che ha riproposto il suo campionario di invettive contro i vaccini (“strumenti di riprogrammazione del nostro sistema immunitario”) e anche contro il co-fondatore della Microsoft Bill Gates, che sarebbe pronto a finanziare il vaccino anti-Covid e che secondo la onorevole sarebbe responsabile “di una politica pro-vaccini che è riuscita a sterilizzare milioni di donne in Africa”.
Il top of the top della Sarabanda è stato però raggiunto quando la Cunial, accompagnata dal brusio di protesta di una parte dell’emiciclo, ha nuovamente attaccato a testa bassa i provvedimenti restrittivi del governo per il contenimento del coronavirus, coinvolgendo nella sua requisitoria nientemeno che il Capo dello Stato:
“Mentre voi stracciate il Codice di Norimberga con TSO, multe, deportazioni, riconoscimento facciale, intimidazioni, avallate dallo scientismo dogmatico protetto dal nostro pluripresidente della Repubblica, che è la vera epidemia culturale di questo Paese, noi fuori con i cittadini moltiplicheremo i fuochi di resistenza in modo tale che vi sia impossibile reprimerci tutti.” Bingo: il casino è servito.
Apriti cielo. La performance verbale della rappresentante del Gruppo Misto ha sollevato il solito classico vespaio e i deputati di Pd, Forza Italia e Italia Viva hanno chiesto alla presidenza della Camera di acquisire la registrazione dell’intervento e valutare se nelle parole della Cunial sussista il reato di vilipendio al Capo dello Stato Sergio Mattarella.
Successivamente la deputata bassanese, seguendo un’usanza cara ai politici italiani, per tentare di placare la burrasca ha reso delle precisazioni affermando in pratica di essere stata fraintesa. “Quando nella mia dichiarazione di voto parlo del ‘pluripresidente’ - ha dichiarato - ovviamente non mi riferisco al presidente Mattarella, al suo primo mandato, ma a Giorgio Napolitano, 'pluripresidente' per l’appunto.” Incredibile, ma vero. E per rincarare la dose, la medesima ha precisato che “parlando di ‘vera epidemia del nostro Paese’ mi riferivo allo scientismo dogmatico e non al ‘pluripresidente’.”
Ma al netto del contenuto del suo contestato messaggio alla Camera, rileggendone il testo, si evince che all’onorevole Cunial un po’ di ripasso della sintassi italiana non farebbe male.
L’intervento di ieri della deputata ex grillina non è stato un improvviso fuoco di paglia, dettato da un’ipotetica indignazione del momento. È stato infatti solo l’ultimo atto, in ordine di tempo, della nuova “mission” politica che la Cunial si è disegnata da circa tre mesi a questa parte attorno a sé: quella di paladina della resistenza a oltranza contro le misure restrittive del Sistema per il contenimento della diffusione del virus.
Un mese fa la nostra eroina aveva nuovamente conquistato i titoloni delle testate nazionali per essere stata beccata in macchina e sanzionata da una pattuglia della Polizia locale a Pasquetta, in pieno obbligo di restare a casa per il lockdown, lungo la strada per Ostia, sul litorale romano. Anche se la diretta interessata ha replicato che la multa non c’è stata.
“Sono una parlamentare e nell’esercizio delle mie funzioni sto andando al mare”, aveva dichiarato agli agenti, come riportato dai media, ostentando il più classico dei “lei non sa chi sono io”. Per la serie: non si può uscire, ma io posso. Quella che tuttavia può apparire a prima vista come una bravata da immunità parlamentare, in realtà è stato un atto pienamente coerente coi pensieri, parole ed opere espresse dalla Cunial in questo periodo.
Basta andare sulla sua pagina Facebook: l’autentica barricata della lotta di liberazione contro la repressione di Stato giustificata dal Covid-19.
“Immuni, coronavirus e controllo sociale…È questo il mondo che vogliamo?”, intitola uno dei tanti post di controinformazione sull’argomento della pagina social della onorevole Cunial che vanta comunque oltre 58.000 “like”. “Spiati, soggiogati, trattati come delinquenti da un governo che in due mesi ha distrutto i nostri diritti fondamentali, naturali e costituzionali”, afferma un altro post che riporta la sua dichiarazione di voto sul decreto Cura Italia.
A marzo, primo mese di lockdown, sempre su FB la nostra eletta aveva elencato una serie di “atti rivoluzionari” da compiere per l’occasione: “spegnere la Tv”, “salviamo i contadini”, “il dono come bene comune”, “dire la verità”, “occupare, qui e ora”, “r-esistere”, “disobbedire”.
Musica per le orecchie dell’invisibile popolo dei “No Covid”, di cui Bassano del Grappa, a quanto pare, ha espresso una leader.
Questo è tutto, egregi lettori, rispetto a quello che avevo da dire e da riportare sulla onorevole bassanese Sara Cunial. Dalla sua proclamazione alla Camera, avvenuta il 20 marzo 2018, ho scritto di lei sì e no un paio di volte e difficilmente, per il resto della legislatura, cederò ancora alla tentazione di evidenziare giornalisticamente le sue azioni politiche, non legate specificamente al nostro territorio. Ma ogni tanto bisogna fare il punto su chi, con il nostro voto, abbiamo spedito a Roma, vicino al mare.
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