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Alessandro Tich
bassanonet.it
Pubblicato il 15-05-2018 14:02
in Attualità | Visto 1.392 volte
 

I giovani e il Vecchio

“Bassano non è solo Ponte”: il movimento politico giovanile GenerAzione Idea interviene sulla questione del cantiere senza inizio per allargare il tiro sulle occasioni mancate per la crescita della città

I giovani e il Vecchio

Il Ponte di Bassano, oggi (foto Alessandro Tich)

I giovani e il Vecchio. Loro sono gli esponenti del movimento politico giovanile bassanese GenerAzione Idea, di ispirazione di centrodestra ma di impostazione, per usare una parola tanto cara al politichese, “trasversale”. Lui è ovviamente il Ponte Vecchio di Bassano che oramai io non chiamo più Ponte degli Alpini, salvo qualche rara occasione, perché è giusto rimarcarne l'ideale appartenenza a tutti e non solo a un pur benemerito corpo di militari per la maggior parte oggi in congedo.
Il nostro Ponte è Vecchio perché ha quasi mezzo millennio di storia, facendo scattare la clessidra del tempo dal progetto di Andrea Palladio che ancora oggi, nonostante le modificazioni dei vari Ferracina e Casarotti, è all'origine dell'icona monumentale che rappresenta agli occhi del mondo la nostra città. Senza tener conto, dunque, dei ponti preesistenti e senza inoltre considerare il fatto che lo stesso Palladio nel 1569 era stato incaricato dal Consiglio Civico (speriamo, dovendo fare il cambio con i soldi dell'epoca, con un incarico di affidamento diretto dell'Area Lavori Pubblici cinquecentesca inferiore ai 40.000 euro e senza necessità di coordinamento del RUP) di progettare un ponte che “sia reffatto et construtto nel modo e forma che era il precedente”.
Dunque i giovani del direttivo di GenerAzione Idea hanno ritenuto di dare il loro contributo all'intenso dibattito in corso sul cantiere senza inizio postando un intervento al riguardo nella loro pagina Facebook che, tuttavia, non si ferma solo alla questione del grande malato sul Brenta ma la prende anzi come spunto per non dimenticarci di “tante altre situazioni che meritano la nostra attenzione”.
Ed è la motivazione per riflettere, con riferimento al Ponte e al Polo Museale Santa Chiara, su una Bassano “che si è arenata su due progetti sì importanti, ma che avrebbero dovuto fare da corollario ad una crescita della città a 360 gradi”.
A corredo del loro post sul social network, i GenerAzioniani pubblicano il voto medio emerso dal loro sondaggio ai cittadini dell'estate dell'anno scorso, in risposta alla domanda “Quanto sei soddisfatto da 1 a 10 dell'attività amministrativa a metà mandato?”. Voto medio dei bassanesi interpellati: 4,01. Segue la nuova domanda: “E se ve lo chiedessimo oggi?”. Già, bella domanda. Va inoltre ricordato che il giudizio peggiore del campione di popolazione intervistato ha riguardato le voci del questionario “Lavori pubblici “e “Grandi cantieri”, con voto da 1 a 5: i partecipanti al sondaggio le hanno sonoramente bocciate con un media di voto, rispettivamente, di 1,96 e 1,58.
Ed era ancora un anno fa: la voce “Grandi cantieri”, con l'aria che tira, oggi probabilmente sarebbe tendente allo 0.
Pubblichiamo integralmente di seguito l'intervento di GenerAzione Idea:

BASSANO NON E’ SOLO PONTE

Lo scorso Maggio partiva ufficialmente l’avventura di GenerAzione Idea.
Tante cose sono successe da allora, tanti sono i progetti e gli eventi che siamo riusciti a portare a termine grazie anche al sostegno dei numerosi giovani che fin da subito hanno creduto in questo progetto. Negli ultimi mesi gli impegni di lavoro e di studio ci hanno costretto a prendere una pausa, ma la passione non si è mai spenta. Ora però siamo pronti a tornare al lavoro e il nostro primo pensiero non può che andare all’attuale situazione della nostra Bassano.

I lavori di restauro del Ponte hanno monopolizzato l’informazione pubblica e i pensieri di noi cittadini e, d’altronde, non poteva essere diversamente.
Il perché questa vicenda ci stia così tanto a cuore non è difficile da capire. Il Ponte Vecchio non è solo il simbolo della nostra città; in ogni suo cm, in ogni sua scheggia di legno si nasconde un racconto sulla nostra storia e l’identità di noi Bassanesi.
Dicono che sia nei momenti più difficili che bisogna concentrarsi per vedere la luce e sicuramente quello che stiamo attraversando a Bassano, rispetto al restauro del nostro Ponte, è un momento di forte sconforto. Il termine "restauro" nella sua accezione letterale significa ristoro/sollievo, ed è questo che il nostro monumento ci chiede a gran voce, di dargli sollievo dalle sue lunghe pene.

Sarebbe però un errore, secondo noi, lasciare che questa gravissima vicenda ci distragga da tante altre situazioni che meritano la nostra attenzione. Il problema del Ponte è solo un esempio di quello che si è dimostrato essere un “modus operandi” spesso ricorrente durante questa amministrazione, che più volte si è trovata in difficoltà e in contraddizione. Ora la questione del Ponte, dall’essere la questione più importante tra le tante questioni di una città come Bassano del Grappa, diverrà l’unica questione rilevante pubblicamente e che dovrà per forza impegnare il governo cittadino al punto da dover trascurare tutte le iniziative ed opportunità per il mantenimento e il progresso della qualità della vita della città. Questioni di cui è stata dimostrata l’esistenza.
Il primo pensiero va al Polo Santa Chiara, il gemello altrettanto sfortunato del Ponte. Quanti si ricordano il tentativo di mettere da parte questo progetto e di spostare i fondi già stanziati su un nuovo teatro? Mesi sprecati solo per rendersi conto all’ultimo momento delle penali che si sarebbero riversate per l’interruzione di contratti già in essere, il considerevole rischio di responsabilità per danno erariale e un cantiere per il quale, tra progettazione e lavori eseguiti, erano già stati spesi quasi 2 milioni e mezzo di soldi pubblici. Un tentativo che ha sottolineato la mancanza di prospettiva rispetto al futuro culturale di Bassano e alle possibilità che questa struttura potrà regalarci, comprese invece dal mai dimenticato Giorgio Pegoraro, uomo che come pochi ha intuito il termine “lungimiranza” rispetto alla realtà culturale Bassanese.

Ma questi due esempi di lavori pubblici non sono altro che la dimostrazione più evidente di una città che si è arenata su due progetti sì importanti, ma che avrebbero dovuto fare da corollario ad una crescita della città a 360 gradi, comprendendo dunque una nuova leadership del territorio, una nuova progettazione urbanistica, un nuovo slancio turistico, un rinato senso di città viva ed ospitale.
Il Ponte è di certo un problema, ma non è l’unico, e la nostra attenzione di cittadini attivi e consapevoli deve andare oltre questo restauro, per non cadere nella trappola del ponte come “specchietto per le allodole” atto a distrarre i cittadini da altri mille problemi.

Nel nostro sondaggio della scorsa estate, non a caso, abbiamo deciso di incorporare sette differenti “categorie” della vita cittadina, perché il giudizio e pensiero potesse spaziare al di là delle cose più evidenti e problematiche.
Il risultato è stato negativo sulla quasi totalità degli aspetti, segno di un malcontento generale della situazione cittadina. Se Bassano, la sua amministrazione e i bassanesi non riusciranno ad andare oltre la visione dell’oggi, del problema del momento, la città non potrà mai guardare al proprio futuro, progettare e vedere se stessa proiettata in avanti, e il “caso ponte” non sarà che un leitmotiv che si ripeterà ogni anno.

Il Direttivo di GenerAzione Idea

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