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Il Genius della lampada
Cose fatte e cose da fare nell’intervento del sindaco alla cerimonia di San Bassiano. Teatro Astra: “Occorre ponderare bene ogni scelta”. Genius Center: “Il progettista proporrà una nuova visione e ulteriori utilizzi”
Pubblicato il 20 gen 2023
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“Questo San Bassiano, anche per me, ha il sapore della concretezza, del vedere realizzati alcuni progetti e sapere che a breve altri cantieri di opere pubbliche, o altre iniziative, partiranno.”
Il sindaco Elena Pavan, nel suo discorso alla cerimonia del santo patrono in Sala Da Ponte, si fa l’esame delle cose fatte nell’anno trascorso e delle prospettive per l’anno appena iniziato e si auto-promuove a pieni voti.
Ma ci sta: non è mai esistito un sindaco che a San Bassiano si sia dato delle bottigliate alla Tafazzi o abbia evidenziato i problemi, che non mancano mai, del proprio mandato amministrativo.
Il sindaco Elena Pavan durante il suo discorso alla cerimonia di San Bassiano (fonte immagine: Facebook / Città di Bassano del Grappa)
In principio, innanzitutto, è il territorio. Il primo cittadino di Bassano si rivolge ai colleghi sindaci presenti in sala ringraziandoli “per il lavoro che stiamo facendo insieme” e sottolineando come “i mesi scorsi ci hanno permesso di consolidare e tessere nuove importanti relazioni tra Comuni”.
La Pavan ricorda che “Bassano è partita dal rilancio dell’Unione Montana del Bassanese, alla quale è stata trasferita la funzione di Polizia Locale e nella quale si è operata una importante riorganizzazione per poter accogliere ulteriori attività sovracomunali, tra le quali il turismo comprensoriale.” Nota dell’umile cronista: il termine “Marchio d’Area” non viene mai pronunciato.
Poi c’è “il nuovo impulso dato all’IPA”, l’Intesa Programmatica d’Area ovvero il tavolo di coordinamento al quale siedono Comuni, associazioni di categoria e parti sociali, “con tavoli di lavoro molto operativi sui temi della nostra vocazione turistica, dell’energia, dell’acqua e della viabilità e mobilità”.
Tramite l’IPA la Maga Pavan vede il futuro: “Le progettualità, che nel giro di qualche settimana saranno perfezionate, costituiranno il nuovo documento programmatico del nostro territorio e cioè descriveranno la visione che abbiamo del Bassanese per i prossimi quindici anni almeno.”
Inevitabile anche l’accenno al riconoscimento da parte della Regione all’Area Urbana Pedemontana “di cui Bassano è capofila e che coinvolge 13 Comuni da Mussolente a Valdagno, passando per Schio”. Una realtà comprensoriale a cui sono già stati attribuiti 14 milioni di euro di fondi comunitari per il tramite della Regione per realizzare azioni di sviluppo urbano sostenibile. Dalla Maga Pavan si passa alla Pavan Che Guevara: “Si tratta di un riconoscimento rivoluzionario per il nostro territorio.”
E ancora “i grandi progetti del PNRR in ambito socio sanitario che ci permetteranno di offrire servizi di qualità ai cittadini delle nostre comunità, grazie a un sostanzioso contributo di 3 milioni e 260mila euro da investire in servizi e patrimonio immobiliare”.
“Le trasformazioni che ho appena descritto - afferma il sindaco - sono di tipo strutturale, forse di non facile comprensione per i non addetti ai lavori, ma sono determinanti per lo sviluppo di un territorio ampio che permetterà di migliorare sensibilmente i servizi e la qualità di vita del luogo dove viviamo per i prossimi 20 anni.”
Ma prima gli anni non erano “quindici almeno”? Futuro al rialzo.
Per il sindaco “anche progetti che possono sembrare strettamente cittadini sono in realtà da leggere come opportunità per l’intero territorio”.
E li elenca: in primis “il dossier per la candidatura a patrimonio Unesco, un percorso che abbiamo voluto iniziare ben consapevoli della sua complessità”.
E ancora “lo stimolo del Comune ad aprire in città un ITS per formare personale specializzato da impiegare nelle aziende del territorio” e “la volontà di utilizzare edifici di grande valore per avvicinare tra loro, in centro storico, grandi realtà come Veneto Lavoro, Inps, Agenzia delle Entrate, Agenzia delle Dogane”.
Non ultimi “gli stessi interventi sulla viabilità che permetteranno di raggiungere in maniera più agevole e sicura la nostra città e i servizi che offre a un ampio territorio”.
Quali? Le “tre rotatorie importanti” che saranno realizzate nei prossimi mesi (a Tre Ponti, al termine di viale Venezia, in quartiere San Marco), la riqualificazione del Ponte della Vittoria, e il proseguimento delle piste ciclabili, tra le quali “l’atteso tratto lungo viale Vicenza”, per “la composizione di una ciclo metropolitana in grado di garantire una mobilità dolce sicura tra i quartieri della nostra città e verso i Comuni contermini”.
A questo punto arrivano finalmente i temi “strong” dell’attualità cittadina.
A cominciare dall’Operazione Tiramisù: “Il collegamento tra Prato Santa Caterina e viale dei Martiri, atteso da anni, unirà più agevolmente l’intero quartiere Margnan al centro storico, rendendo più semplice la salita a chi usufruisce degli ampi parcheggi lì dislocati.”
Confermato dunque l’Ascensore Comunale tra il Prato e viale dei Martiri.
Si passa poi al Caffè più lungo del mondo, per i tempi infiniti della sua vicenda.
“Abbiamo pensato - afferma il sindaco - ad una nuova soluzione per il Caffè Italia che, riunendo i locali dell’esercizio pubblico ad alcuni spazi del complesso della Torre e di Porta delle Grazie, auspichiamo renda attrattivo anche dal punto di vista commerciale un autentico gioiello cittadino, permettendo di fare rivivere un luogo da troppo tempo chiuso.”
Caffè corretto, quindi, rispetto al progetto di ampliamento originario.
Tra le altre cose annunciate da Elena Pavan: la risistemazione dell’ex Caserma Fincato “dove potrebbero trovare posto alcuni progetti del PNRR in ambito sociale”, la riqualificazione del patrimonio ERP, la realizzazione di un bosco urbano a sud dell’Ospedale “in convenzione con l’Ulss 7 Pedemontana” e l’applicazione in urbanistica della variante al Piano degli Interventi “relativa al contenimento del consumo di suolo” e “che attualizza le condizioni urbanistiche trovando un punto di equilibrio tra gli interessi pubblici e privati”.
Seconda e ultima nota dell’umile cronista: il termine “San Lazzaro” non viene mai pronunciato.
Il discorso del sindaco, dopo un altro elenco di opere pubbliche realizzate o in via di realizzazione e prima di passare alla presentazione dei premiati alla cerimonia di San Bassiano, termina in crescendo con due dei tormentoni assoluti dell’attualità bassanese.
È questo il punto in cui la Pavan afferma che “questo San Bassiano, anche per me, ha il sapore della concretezza” per i progetti realizzati e “per sapere che a breve altri cantieri di opere pubbliche, o altre iniziative, partiranno”.
“Tra i maggiori, per consistenza e per la soluzione che daremo ad una questione annosa in città - dichiara -, cito quello che è a tutti noto come Polo Santa Chiara e che abbiamo rinominato Genius Center.”
“Proprio nella giornata di ieri - rivela il sindaco - abbiamo avuto un aggiornamento dal progettista, che proporrà all’Amministrazione una nuova visione e ulteriori utilizzi, ed è nella nostra volontà arrivare entro la fine dell’anno all’avvio del cantiere per un’area strategica della città e del centro storico, dedicata all’innovazione, alla scienza, alla tecnologia, senza trascurare l’arte e la creatività.”
Che cosa si intende con “una nuova visione e ulteriori utilizzi”? E soprattutto, quale sarà il reale desiderio espresso dall’amministrazione comunale di impegnarsi in un partenariato Pubblico/Privato col sistema del “leasing in costruendo” che potrebbe comportare per le casse comunali un esborso pluriennale di 20 milioni di euro?
Ce lo dirà il Genius della lampada.
Dall’ex Polo Santa Chiara che verrà, o che potrebbe venire, basta poi fare pochi passi di distanza e si raggiunge il Teatro Astra.
“Occorre ponderare bene ogni scelta - puntualizza il sindaco -, con una visione attualizzata rispetto ai tempi che stiamo vivendo, ben sapendo che non si possono avere le risposte tutte insieme.” So, ad esempio - continua -, che c’è grande attesa per il futuro del teatro Astra, ma mentre per il Genius Center parliamo di un bene, di un’area in cui l’Amministrazione comunale - fatti i dovuti passaggi - può assumere decisioni in autonomia, l’Astra, come ben sappiamo, è di proprietà di privati. Dobbiamo tenere quindi conto di tutte le esigenze e le aspettative per giungere ad una soluzione.”
“Ci sono progetti - aggiunge - che hanno bisogno di tempo per trovare compimento e a volte i percorsi possono subire dei rallentamenti; questo non significa essere arrivati al termine della strada, ma lavorare con pazienza al raggiungimento dell’obiettivo. L’amministrazione sta facendo la sua parte, siamo fiduciosi del fatto che le ragioni di ognuno troveranno sintesi in una visione più elevata che avremo insieme.”
Punto e bAstra.
Il finale dell’intervento di Elena Pavan, che profonde elogi nei confronti dei risultati della cultura e “della mostra dedicata al genio di Antonio Canova, che sta registrando record di visitatori e giudizi davvero lusinghieri da parte della critica”, è botticelliano:
“Anche l’obiettivo di restituire un teatro alla cittadinanza si inserisce in quella che mi piace definire una nuova primavera della cultura che Bassano sta vivendo e che trova nei musei civici il fulcro principale.”
Insomma, e fatte le debite proporzioni: c’è stata la Primavera di Praga, la Primavera Araba e adesso abbiamo la Primavera di Bassano. Che tepore, che emozione.
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