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C’è chi per Natale mette le lucette sull’albero di casa.
C’è chi invece le mette lungo tutte le mura della città di Marostica.
Circa 10.000 lampadine a Led, collocate su oltre 900 metri di cinta muraria tra merli, torricelle e Castello Superiore. Un allestimento che nel periodo natalizio regala la visione notturna mozzafiato delle “luminarie scaligere” che avvolgono Marostica in una cornice di luce unica nel suo genere nel panorama delle alture pedemontane.
Marostica nel periodo natalizio con le Mura illuminate
Si aggiungono anche dei particolari fari a luce calda posti alla base delle torri della cinta, con un effetto scenografico di luce diffusa sotto le loro arcate.
Ma come insegna la filosofia del “Metti la cera, togli la cera” (citazione storica da Karate Kid), una volta messe, dopo le feste natalizie le 10.000 lampadine a Led dovranno essere anche tolte. Con le stesse difficoltà operative, eseguite quasi sempre in quota. Un’operazione che dura il doppio di quella della posa delle luci, per mantenere integre le migliaia di lampade impiegate.
È solo l’ultima fatica, in ordine di tempo, della Compagnia delle Mura di Marostica, la benemerita associazione di volontariato che da ben 42 anni custodisce e tutela il patrimonio monumentale fortificato della Città degli Scacchi e che lo scorso 6 dicembre si è riunita in assemblea nella sala della ex Chiesetta di San Marco per l’approvazione del bilancio di esercizio 2021 e del preventivo 2022 e per ascoltare la relazione del presidente, arch. Duccio Dinale, circa le attività svolte nell’ultimo anno.
Attività, come ha affermato il presidente, “che si articolano e si attuano prevalentemente nella pratica, quindi nel manutenere l’ambiente che fa parte della nostra città, ma anche nell’esaltare, valorizzare e monitorare i Beni storici e monumentali che ci circondano.”
“Pertanto - ha aggiunto Dinale - la nostra principale attività è quella di mantenere pulite e in ordine le zone “verdi”, gli accessi alle stesse, i sentieri, per agevolare e permettere a chiunque, marostegani e foresti, di poter accedere in libertà e sicurezza alle nostre meraviglie paesaggistiche e storiche.”
Quella della Compagnia delle Mura di Marostica è una storia di sudore a fin di bene, di sfalci e di sistemazioni, di manutenzione e di pulizia dei luoghi, ma anche di iniziative di promozione culturale sulla storia e sui monumenti della città.
Nel magazzino della propria sede operativa in via Anconetta le varie attrezzature raccontano, senza parlare, il lavoro degli attivissimi volontari: decespugliatori, rasaerba, motoseghe, soffiatori, mezzi motorizzati. Un contributo al decoro delle Mura tanto “invisibile” quanto prezioso, se è vero che nella prima metà del ‘900, come testimonia un raro filmato dell’epoca, la cinta muraria era nascosta dalle piante ed invasa dalle erbacce, quelle stesse erbe infestanti che ancora oggi richiedono una puntuale opera di rimozione.
L’amministrazione comunale di Marostica - rappresentata all’assemblea dal sindaco Matteo Mozzo e dal vicesindaco Valentino Scomazzon, che hanno sottolineato con sinceri apprezzamenti i risultati del lavoro della Compagnia - è ben consapevole dell’importanza dell’associazione per il bene e il progresso della comunità locale.
Grazie proprio a una convenzione che si rinnova da anni con il Comune (rinnovata quest’anno il 5 luglio, con validità fino al luglio del 2025) il sodalizio ha la possibilità di disporre di contributi, attrezzature e materiali con i quali, come ha ancora rimarcato il presidente, “riusciamo a condurre i nostri interventi per mantenere un’immagine pulita ed ordinata della nostra città e dare un senso alla nostra attività”.
Non manca, a supporto delle spese per portare avanti gli scopi associativi, anche l’importante contributo della Fondazione Banca Popolare di Marostica - Volksbank, per conto della quale è intervenuto in assemblea il presidente Roberto Xausa, e di alcune imprese del territorio.
Tutti per la Compagnia, la Compagnia per tutti.
Il bilancio morale 2022 della Compagnia delle Mura di Marostica è un resoconto di tante opere ordinarie e straordinarie realizzate per la città.
Come ad esempio la manutenzione del verde attorno ai tratti della parte inferiore della cinta muraria, nonché del fossato del Castello da Basso, che viene effettuata con una frequenza media di 15 volte all’anno, per un impegno complessivo di oltre 400 ore tra preparazione ed esecuzione dello sfalcio.
E poi ancora - tra le altre cose - la manutenzione, pulizia e taglio dell’erba sui sentieri Carmini/Castello e Valdibotte, gli interventi di cura del verde nel Parco Salin e la sistemazione di aree verdi “in occasione di eventi ufficiali o pubblici in cui l’immagine della città deve presentarsi al meglio, con l’amministrazione comunale e con la Pro Marostica, associazione alla quale la Compagnia delle Mura è legata da schietto spirito di reciproca collaborazione”.
“Altre attività essenziali - ha osservato la relazione del presidente - sono l’eliminazione periodica delle essenze infestanti che ogni anno aggrediscono le Porte della città e la costante osservazione dello stato di manutenzione di Mura, Porte e Torri, con segnalazione all’amministrazione comunale di eventuali situazioni di degrado su cui intervenire.”
Non solo custodi ma anche sentinelle, dunque.
L’ultima segnalazione della serie, già inserita nell’agenda dell’amministrazione comunale, è quella delle preoccupanti condizioni dei merli sull’alto muro ad est dell’ingresso del Castello Superiore, che presentano una visibile inclinazione “fuori piombo” verso ovest.
Ma non di solo monitoraggio e manutenzione della cinta muraria vive la Compagnia.
Quest’anno è stato inaugurato il programma delle attività pubbliche presso il “Torresino”, alias “Rivellino sul Pausolino”, torrione situato poco sotto il Castello Superiore, con due appuntamenti culturali all’aria aperta: il 21 maggio un incontro sulla storia delle Mura condotto dal prof. Giuseppe Antonio Muraro, illustre socio della Compagnia, e dal presidente Duccio Dinale con esibizione musicale della Silver Blues Band e il 26 giugno un secondo incontro, dedicato alla presenza francescana a Marostica, che ha visto ancora per relatori il prof. Muraro e l’arch. Dinale assieme al dottor Mario Guderzo.
Si aggiungono al bilancio di attività gli interventi di carattere sociale per portare aiuto alle persone in difficoltà e le opere realizzate per il Natale. Non solo posa delle luci sull’intera cinta muraria: anche la posa delle corsie di tappeti rossi lungo tutti i portici del centro storico e l’allestimento del presepe di fronte al Palazzo del Doglione.
“Questa attività - ha spiegato Dinale - è quella per noi più visibile, in quanto molti cittadini possono verificare di persona il nostro lavoro nelle fasi di esecuzione, pur sapendo che la parte preponderante del nostro impegno è più nascosta, ma certamente altrettanto importante.” Per la serie: vedere per credere.
Intanto, per l’anno che verrà, la Compagnia delle Mura di Marostica ha in serbo l’acquisto di nuove attrezzature per potenziare ancora il proprio operato. Oltre a proseguire con gli incontri culturali pubblici presso il Torresino.
Tra i sogni nel castello, pardon nel cassetto, vi è quello di dare alle stampe una pubblicazione che ripercorra gli oltre 40 di attività dell’associazione grazie alla disponibilità del prof. Giuseppe Antonio Muraro e al grande repertorio fotografico dell’altro socio, “anziano e benemerito”, Giorgio Bittante.
In cantiere anche la digitalizzazione di tre preziosi cortometraggi inediti su Marostica (due realizzati ad opera dello stesso Bittante e uno del compianto regista Toni De Gregorio) con l’intento di poterli poi proiettare pubblicamente.
In occasione dell’assemblea Duccio Dinale ha fatto anche i conti con la realtà, rispondendo indirettamente a chi - come è inevitabile nelle piccole comunità locali - ha avanzato qualche critica sull’operato dell’associazione:
“Siamo certi e consapevoli di non essere il grado di accontentare tutti (…) ma, nonostante grandi difficoltà nello svolgimento della nostra attività, siamo altrettanto certi di essere rimasti in pochi, avanti con l’età e con sempre meno forze. Abbiamo però deciso di non sprecare nessuna energia per inseguire inutili critiche. Ciò che abbiamo fatto finora, ciò che facciamo e ciò che faremo, poco o tanto che sia e che sarà, è un regalo alla nostra amata Marostica: tutto il resto non merita la nostra attenzione.”
Nel frattempo, ringraziamo l’associazione per il suo spirito di servizio davvero encomiabile e godiamoci lo spettacolo di Marostica by night con la sua miriade di luci che si estendono su tutte le Mura come una lunghissima collana di perle illuminate, gioia per gli occhi di marostegani, foresti e Compagnia bella.
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