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Un mistero medico di 12mila anni fa risolto grazie al Dna antico
Caro Ponte di Lucerna,
non sorprenderti del fatto che io ti scriva una lettera, cosa che troverai molto strana.
Fonte immagine: luzern.com
Non ho perso il lume della ragione: sono nel pieno delle mie facoltà mentali, non ho bevuto alcolici e non ho fumato oppio. Anche perché si tratta di una “lettera aperta”: la scrivo cioè a te, ma per farla conoscere anche ai lettori del mio portale, che si chiama Bassanonet, tra cui ci sono anche gli amministratori della città dove ho vissuto a lungo e dove lavoro, Bassano del Grappa.
Comunque sia, rivolgermi a te come se tu fossi un essere vivente in grado di capire le mie parole, trovandoti tu peraltro nella Svizzera “tedesca”, è un gioco che qui in riva al fiume Brenta affonda le sue radici nel nostro modo di essere e di “vivere” la città.
Devi sapere che qui a Bassano del Grappa noi abbiamo con i Ponti un rapporto molto particolare. Anzi: con “il” Ponte, il nostro Ponte Vecchio, che è antico, è coperto ed è fatto di legno esattamente come te. Non lo consideriamo un monumento, ma uno di noi, quasi fosse una “persona”, una sentinella che vigila sulla città sopra il fiume Brenta.
Per anni è stato sottoposto a un lungo e sofferto intervento di restauro e noi bassanesi, che siamo così tanto legati a lui, ne abbiamo seguito le vicissitudini con la stessa partecipazione e preoccupazione con cui si segue la risposta alle terapie di un caro e vecchio zio sottoposto alle cure in ospedale.
Per questo mi permetto di considerare anche te una “persona”: una sorta di cugino straniero, o se preferisci un compagno di classe, del nostro amato Ponte di Bassano.
E quindi ti scrivo. Lo faccio perché a Bassano del Grappa abbiamo un problema da risolvere.
Il sindaco e la sua amministrazione hanno promosso un’iniziativa per lanciare la candidatura del nostro Ponte Vecchio a Patrimonio dell’Umanità Unesco.
Fin qui tutto bene. Peccato che il Ponte di Bassano, da solo, non sia candidabile.
È quello che hanno detto agli amministratori comunali i responsabili dell’Ufficio Unesco per l’Italia. Di siti Unesco “singoli” in Italia ne abbiamo già troppi, al nostro Paese è riservata una sola candidatura all’anno e le proposte di candidatura “in solitario” non hanno più alcuna speranza di essere inserite nemmeno nella lista provvisoria dei pretendenti.
Una soluzione però c’è, per sperare che la proposta di candidatura venga almeno presa in considerazione. Ed è quella, come hanno spiegato sempre quelli dell’Unesco, di proporre una candidatura “seriale” e “transnazionale”.
So che sono parole difficili e te le spiego subito. È una candidatura che mette insieme siti e monumenti di nazioni diverse, che sono uniti, che sono collegati o che sono analoghi per storia o per caratteristiche.
Per questo ho pensato a te. Perché non sei in Italia e perché anche tu, già da solo, avresti tutti i numeri per ambire alla lista del World Heritage. Soprattutto, perché in alcune importanti cose (anche se non in tutte) assomigli al nostro Ponte di Bassano.
Intanto sei un Ponte antico, come lo è lui. Anzi di più, rispetto al Ponte di legno bassanese progettato da Andrea Palladio e realizzato nel 1569.
Il tuo nome originale è Kapellbrücke, il Ponte della Cappella, e sei stato costruito nel 1332: sei quindi considerato il Ponte coperto più antico d’Europa.
Sei la Guardia Svizzera sul fiume Reuss che rappresenta il simbolo universalmente riconosciuto della tua città, come lo è quello di Bassano.
Sei un Ponte pedonale e sei coperto da un tetto, come quello di casa nostra.
Il tuo ruolo è stato quello di collegare le due parti della città di Lucerna divise dal fiume, come a Bassano il Ponte Vecchio collega da secoli le due rive cittadine del Brenta.
Soprattutto, sei un Ponte di legno: caratteristica che distingue te, il Ponte di Bassano e pochi altri dalle altre principali architetture europee urbane sospese sull’acqua dei vostri rispettivi secoli.
Sei stato anche ricostruito, come è accaduto più volte al tuo “cugino” bassanese.
È accaduto dopo il rovinoso incendio che ti aveva distrutto per più di due terzi nel 1993.
So che queste cose le sai bene, ma è importante che le sappiano anche gli altri lettori di questa lettera aperta.
Non sei però un “gemello” del Ponte di Bassano. Del resto non lo è minimamente neppure il Ponte Vecchio di Mostar, in Erzegovina, che ha già in tasca il titolo di Patrimonio dell’Umanità e con il quale il Comune di Bassano ha di recente stipulato un gemellaggio.
Innanzitutto la tua forma non è dritta ma hai una linea “spezzata” che è stata progettata per resistere alla corrente fluviale. Un problema, quello di contrapporsi alla spinta e alla forza del fiume, che riguarda comunque anche il Ponte di Bassano, anche se con soluzioni architettoniche diverse. Poi nel tuo “percorso” costeggi l’antica, alta e caratteristica Torre sull’Acqua e raggiungi la Cappella di San Pietro, che ti dà il nome, all’ingresso della città vecchia.
Sei cioè correlato agli altri monumenti cittadini, tutti collegati all’elemento acqua.
Ma lo è anche il nostro Ponte Vecchio, al centro di una “piazza d’acqua”, dominata dal Castello, che si richiama all’importante passato dell’antico Porto di Brenta.
Una cosa che ti distingue, e che invece a Bassano non abbiamo, sono le antiche tavole pittoriche con rappresentazioni sulla storia di Lucerna e della Svizzera, anche se l’incendio del 1993 ne ha distrutte gran parte e di originali se ne sono conservate solo 25.
Ma i siti e i monumenti “seriali” non devono per forza essere identici: sono anzi le loro specificità a renderli unici, come ben sappiamo anche noi qui a Bassano.
L’importante è che siano collegabili per importanza storica, per caratteristiche generali, per ruolo strategico, per contesto territoriale, per funzione.
Perché allora non pensare a un tentativo di candidatura “transnazionale” che riguardi il macro-tema degli antichi Ponti urbani di legno coperti d’Europa, mettendoti in relazione con il Ponte Vecchio di Bassano? Cosa ne penserebbero gli amministratori della tua città, davanti alla prospettiva di investire un bel po’ di franchi svizzeri nella causa comune di una proposta condivisa di candidatura Unesco con Bassano del Grappa, dopo gli opportuni contatti e trattative del caso che per forza di cose dovrebbero essere promosse dalla parte bassanese?
Nulla è impossibile: l’ostinazione con cui l’amministrazione di Bassano si è adoperata per arrivare al gemellaggio con il Ponte di Mostar ne è la palese dimostrazione.
Ah, prima di finire, dimenticavo: come hanno sempre detto i funzionari dell’Unesco per l’Italia, in caso di candidatura “transnazionale” è meglio che il Comune capofila del progetto non sia italiano. Sempre per la ragione che in Italia di siti Unesco ne abbiamo già una caterva, più di tutti gli altri Paesi del mondo, ed è quindi opportuno “trasferire” la titolarità della proposta oltre i confini del Bel Paese.
Come dire: egregio Comune di Lucerna, noi vi proponiamo questa idea ma siete voi che dovreste prendervene principalmente carico.
Detto fra noi, caro Kapellbrücke, pensando bene a questa condizione dettata e consigliata dall’Ufficio Unesco io la vedo dura. Molto dura.
Ma non potevo trascurare il fatto che il primo appiglio per una candidatura allargata del Ponte di Bassano che abbia una coerente logica “seriale” e “transnazionale” potresti essere proprio tu.
Nel frattempo, tanti cordiali saluti
dall’umile cronista bassanese
Alessandro Tich
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