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Alessandro TichAlessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 18-11-2021 18:45
in Politica | Visto 6.433 volte

Le auto e la corsia

Infermieri autisti di automedica e dichiarazioni di Elena Pavan: intervengono i senatori 5 Stelle Guidolin e Marinello. “Inconcepibile, sperimentazione che squalifica entrambe le categorie coinvolte”

Le auto e la corsia

Foto: archivio Bassanonet

Non cessa la scia di reazioni alla decisione dell’Ulss 7 Pedemontana di utilizzare gli infermieri in servizio al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Bassano come autisti di automedica e alle successive dichiarazioni del sindaco di Bassano e presidente della Conferenza dei Sindaci dell’Ulss 7 Elena Pavan che a tale riguardo ha affermato che “in un momento difficile come questo, seppur già tanto abbiano fatto gli infermieri, ci si debba tutti rimboccare le maniche”, auspicando anche dei corsi specifici di guida per addestrare gli infermieri alla loro nuova mansione.
Sulla questione sono intervenuti i due senatori del Movimento Cinque Stelle Barbara Guidolin e Gaspare Marinello, con una nota diramata alle agenzie che riportiamo di seguito:

COMUNICATO

Sanità': M5s, inconcepibile infermieri alla guida di automedica

“In Veneto sta accadendo un fatto molto grave. Non è possibile che alla guida di un'automedica venga messo un infermiere privo di qualsiasi titolarità ed esperienza necessaria per condurre un mezzo di soccorso avanzato. Per questo la decisione del Direttore Generale dell'ULSS 7 Pedemontana Carlo Bramezza, sostenuta anche dal Sindaco di Bassano del Grappa Elena Pavan, è particolarmente allarmante.
Come si può pensare di far fare un corso di guida agli infermieri per sopperire alla carenza di autisti?".
Lo denunciano, in una nota congiunta, i senatori del Movimento 5 Stelle Barbara Guidolin, di Bassano del Grappa, e Gaspare Marinello, primo firmatario di un disegno di legge per il riconoscimento e la valorizzazione della figura professionale dell'autista soccorritore.
“Si tratta - spiegano - di una sperimentazione che penalizza e squalifica fortemente la professionalità di entrambe le categorie coinvolte: infermieri e autisti soccorritori. Due categorie che, nel rispetto delle loro diverse mansioni, sono accomunate dalla passione e dalla professionalità che mettono nella attività, sempre costantemente nell'esclusivo interesse del paziente. Possibile che l'esperienza Covid (se ce n'era bisogno) non abbia insegnato nulla?
È di questi giorni la diffusione del rapporto Health at a Glance 2021 dell'OCSE, che conferma l'ormai cronica carenza di infermieri in Italia. Si parla di 6,2 infermieri per mille abitanti, ma la media Ocse è di 8,8 e ci sono paesi che vanno molto oltre questo dato, come Svizzera, Norvegia, Germania e Francia, l'Italia invece si conferma fanalino di coda in Europa. Possibile non comprendere che i risparmi senza una logica nel settore sanitario hanno provocato danni gravissimi al sistema e soprattutto ai cittadini? Sappiamo che quella dell'infermiere è una professione sanitaria e che gli interventi infermieristici in area critica sono spesso molto complessi e devono essere eseguiti in maniera attenta e spesso in tempi rapidi.
L'autista soccorritore, invece, è chiamato ad assicurare una guida appropriata, sana e lucida, deve anche occuparsi della manutenzione ordinaria del mezzo di soccorso. Dopo ogni intervento, collabora alla pulizia e disinfezione dell'abitacolo, sostituisce il materiale di consumo usato e verifica la completezza degli strumenti presenti sull'ambulanza, controlla il corretto funzionamento della centralina elettronica di comando ed ispeziona le parti meccaniche del veicolo. Sono entrambe due figure necessarie e complementari alla gestione dell'emergenza/urgenza ma mai intercambiabili.”

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