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Che il Museo ci Guidi
Canova 1, Canova 2 e Ruth Orkin: presentata la stagione d’arte 2021-22 dei Musei Civici di Bassano
Pubblicato il 29 ott 2021
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Liscia, gassata o Ferrarelle? La risposta la dà il sindaco Elena Pavan che in sala Chilesotti presenta assieme all’assessore Giovannella Cabion la stagione d’arte 2021-2022 dei Musei Civici di Bassano del Grappa e che riguardo alla direzione di Barbara Guidi afferma: “È una programma che dimostra che la gestione del Museo è molto frizzante.”
Come dire: un Museo molto presente, attivo, e adesso anche effervescente naturale.
E in effetti, in quella che viene presentata come “la grande stagione d’arte autunno-inverno”, le bollicine non mancano. Sull’etichetta dell’acqua minerale emerge il nome di Antonio Canova, in vista del Bicentenario Canoviano dell’anno prossimo, ma non esclusivamente.
Stefano Pagliantini, Elena Pavan, Giovannella Cabion e Barbara Guidi in conferenza stampa
Due notizie su tre, relativamente alle iniziative messo in campo per l’occasione, riguardano comunque il sommo scultore neoclassico.
La prima è l’avvenuta digitalizzazione completa dell’intero Fondo Manoscritti di Antonio Canova conservato in Biblioteca Civica. L’intero materiale è online, è suddiviso per temi e aree ed è liberamente consultabile da chiunque su archiviocanova.medialibrary.it.
Si possono così visionare e soprattutto studiare, ad alta definizione e nella perfetta cromia originale, le oltre 40mila pagine dei 6.658 documenti manoscritti del Fondo Canoviano che sono stati sottoposti ad oltre 24mila scansioni: lettere, diari di viaggio, appunti, riconoscimenti e diplomi, “sonetti di ammirazione” degli estimatori, testimonianze scritte degli incontri dell’artista con le maggiori personalità del tempo, Napoleone in primis. Ci sono anche un prezziario delle opere e persino il quaderno su cui l’artista appuntò le sue lezioni d’inglese.
Where are you from? I’m from Possagno, of course.
L’opera di digitalizzazione, come spiega il direttore della Biblioteca Civica Stefano Pagliantini, è stata compiuta a totale carico dell’amministrazione, mentre la strumentazione utilizzata è stata acquistata grazie a un contributo di Fondazione Banca Popolare di Marostica Volksbank.
“Quello conservato in Biblioteca, fra epistolario e manoscritti - aggiunge Pagliantini - è il più importante Fondo Canoviano esistente al mondo. Nei nostri depositi si trova anche la biblioteca di Canova dedicata alle Belle Arti.”
Quindi, grazie al famoso lascito del fratello dello scultore Giovanni Battista Sartori Canova, la città di Bassano può vantare anche queste eccellenze. L’operazione “Fondo Digitale” rientra nell’azione di rafforzamento delle attività di tutela e valorizzazione della nostra istituzione museale, cui fa riferimento anche la Biblioteca Civica, e sarà pubblicamente presentata martedì 9 novembre alle ore 17.30 nella stessa sala Chilesotti del Museo Civico.
“Uno dei punti di forza maggiori dei Musei Civici di Bassano - dichiara la direttrice Barbara Guidi - è che sono un’istituzione composita: Musei, Biblioteca e Archivio. Un patrimonio inestimabile che permette di raccontare delle storie.”
E la storia che sarà raccontata in questo autunno-inverno 2021-22 è quella della Ebe di Antonio Canova: il gesso del capolavoro canoviano distrutto in decine di frammenti, schizzati dal Museo fino a fuori nel chiostro, dal bombardamento alleato su Bassano del 24 aprile 1945 e oggi restituito alle sue fattezze originali grazie a un restauro compiuto con l'avanzata tecnologia dell’“ingegneria inversa”, interamente finanziato dal Rotary Club Bassano del Grappa, in collaborazione col Rotary Club Asolo e Pedemontana del Grappa.
Al prezioso gesso, al suo restauro e soprattutto al mito che la scultura rappresenta sarà dedicata la mostra “Canova Ebe”, allestita al Museo Civico dal prossimo 4 dicembre al 30 maggio 2022.
“Attorno a questa importantissima opera che è rimasta nei depositi del Museo per più di 70 anni - anticipa la dottoressa Guidi - abbiamo voluto costruire una mostra, assieme a Mario Guderzo, che non parlasse solo del restauro. Saranno esposti una quarantina di pezzi che raccontano il mito di Ebe nelle arti figurative e l’incredibile invenzione canoviana per la sua rappresentazione, che è quella rimasta nell’immaginario collettivo.”
Già: della partita fa parte anche Super Mario, il già direttore dei Musei di Bassano e di Possagno che ha coordinato scientificamente il restauro del gesso e che lascia la sua impronta anche sulla mostra. “La Ebe - spiega Mario Guderzo - è una scultura che accompagna Canova dal 1795 al 1816. Ne esistono quattro marmi, esposti in istituzioni museali molto importanti a livello europeo: San Pietroburgo, Berlino, Chatsworth e Forlì.”
E proprio il Comune di Forlì, proprietario della versione marmorea della Ebe collegata al gesso bassanese, ha collaborato al restauro mettendo a disposizione la scultura in marmo per la scansione preliminare alla ricostruzione 3D in reverse engineering del gesso distrutto.
Della figura della “coppiera degli dei” Canova realizzò due versioni. E in mostra sarà esposto anche il calco in gesso - ottenuto in prestito dalla Collezione Papafava di Padova - della prima versione dell’opera in cui la Ebe, al posto del tronco d’albero che la sorregge nella versione “bassanese”, si appoggia arditamente su una nuvola. “Questa mostra, assieme alla digitalizzazione del Fondo Manoscritti - rimarca la direttrice del Museo -, aprirà le celebrazioni per il Bicentenario Canoviano.”
Il quale nella nostra città vivrà il suo momento-clou con la grande mostra “Canova e L’Europa” in programma per l’autunno del 2022.
Ma non è tutto. Completa il tris di proposte per la stagione artistica dei Musei Civici la mostra antologica, la prima in Italia, dedicata alla grande fotografa e fotoreporter americana Ruth Orkin.
Un nome meno conosciuto al grande pubblico rispetto a Robert Capa, a Henry Cartier Bresson e compagnia bella, ma autrice di scatti certamente più famosi del suo stesso nome, tra cui il celebre ritratto dello stesso Robert Capa che campeggiava sul manifesto della mostra sul grande fotografo di origine ungherese, allestita nel 2017 dalla precedente direzione museale.
In concomitanza col centenario della sua nascita, il ricordo dell’autrice e una selezione delle sue più significative foto daranno vita a una retrospettiva (“Ruth Orkin. Leggenda della fotografia”) organizzata insieme a DiChroma Photography e allestita al Museo Civico dal prossimo 18 dicembre al 2 maggio 2022, prima di continuare con un tour di allestimenti europei.
“Un programma ricco e diversificato - chiosa Barbara Guidi, sintetizzando il valore delle tre proposte - che unisce la valorizzazione del patrimonio locale alla promozione di esperienze artistiche di respiro internazionale.” “Un programma - aggiunge - studiato per offrire al pubblico occasioni di approfondimento su episodi celebri della storia dell’arte ora affrontati da prospettive inedite e, al contempo, far scoprire alcuni protagonisti della scena artistica mondiale meno noti al grande pubblico.”
Nel suo intervento, l’assessore Giovannella Cabion sottolinea che si tratta “di progetti totalmente realizzati internamente al Museo”. È finita l’era, quindi, dei “pacchetti” di eventi espositivi arrivati da fuori. E lo stesso assessore rileva come queste iniziative siano possibili grazie all’importante rete di rapporti della attuale responsabile della direzione museale. È il messaggio che più di altri, in questo tourbillon di bollicine effervescenti, viene colto dal bloc notes del vostro umile cronista, in quella che appare come la consacrazione ufficiale della direttrice dei Musei Civici.
Insomma, la strada verso il rilancio della Cultura a Bassano è segnata: e che il Museo ci Guidi.
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