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L’ultima fase del percorso preliminare alla conferenza stampa inaugurale convocata all’Ospedale San Bassiano, nell’atrio di Ostetricia al 5° piano, è un travaglio.
Per salire al luogo designato bisogna infatti prendere i leggendari ascensori dell’Ospedale, quelli che attendi a lungo, che quando premi il bottone per andare su vanno in giù e che poi, risalendo, si fermano ai piani intermedi dove non c’è nessuno. Con questa ascensione a singhiozzo io ed altri colleghi arriviamo comunque puntuali, all’orario prefissato delle 11.30, all’evento annunciato per oggi: l’inaugurazione del nuovo blocco parto dell’Ostetricia.
Non siamo i soli. C’è già un bel capannello di gente e ben presto l’atrio si affolla di esponenti politici e sindaci del territorio e di personale del reparto. Ci sono anche alcune neomamme con i rispettivi bebé, che guardano incuriositi tutta questa gente in mascherina. Così è, se vi pare: le prime impressioni del mondo circostante della generazione nata nell’era del Covid sono queste.
Una delle cinque sale del nuovo blocco parto del San Bassiano (foto Alessandro Tich)
L’inaugurazione non inizia tuttavia all’ora prevista perché si è tutti in attesa della massima autorità annunciata nell’occasione: l’assessore regionale alla Sanità Manuela Lanzarin.
La Lanzarin però, assieme al sindaco di Bassano del Grappa e presidente della Conferenza dei Sindaci dell’Ulss 7 Elena Pavan, viene data in ritardo perché in arrivo dal funerale del sindaco di Schiavon Mirella Cogo, mancata purtroppo nei giorni scorsi.
Un mesto ultimo saluto prima di venire qui, nel luogo della vita che nasce: sono le coincidenze della vita stessa. Dell’assessore regionale non si hanno a lungo notizie finché, alle 12.06, Manuela Lanzarin compare finalmente nell’atrio assieme al presidente del consiglio regionale Roberto Ciambetti.
Ma non si può iniziare perché manca ancora all’appello il sindaco Pavan, che si presenta sul posto alle 12.12. L’appuntamento inizia così con i fatidici, e quasi fantozziani, 42 minuti di ritardo.
Adesso ho capito perché gli utenti dell’Ospedale li chiamano pazienti.
Siamo comunque tutti qui riuniti per una novità importante. Viene infatti inaugurato il nuovo blocco parto, o gruppo parto, dell’Ostetricia del San Bassiano. È il giorno del taglio del nastro dopo la conclusione dei lavori che, per un investimento di quasi 700mila euro, hanno visto non solo il completo rifacimento e ammodernamento degli spazi, ma anche il loro ripensamento.
In precedenza il San Bassiano era infatti dotato di tre sale travaglio e di due sale parto, in ambienti separati. Gli interventi effettuati hanno consentito adesso di ricavare 5 sale completamente nuove, tutte dotate di bagno e di doccia privata, nelle quali la donna può svolgere sia il travaglio, sia il parto vero e proprio.
“Questo con un duplice vantaggio - spiega il dott. Roberto Rulli, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Ostetricia e Ginecologia del San Bassiano -. Innanzitutto non vi è più la necessità di spostare la donna da un ambiente all’altro, nel bel mezzo del travaglio, dunque in un momento delicato anche psicologicamente. Inoltre così possiamo contare a tutti gli effetti su 5 sale parto anziché 2, con la possibilità quindi di gestire più parti in modo simultaneo.”
Ad un occhio non esperto, le nuove sale travaglio-parto sembrano quasi dei piccoli padiglioni della Biennale d’Arte di Venezia. A ciascuna è dedicato un colore di fondo diverso e ogni dettaglio è stato pensato in funzione del comfort delle partorienti.
Ogni stanza è dotata di un letto studiato per assumere le più diverse configurazioni, oltre ad accessori come palloni e liane per aiutare la donna a trovare le posizioni più comode, muovendosi con grande libertà. Le decorazioni delle pareti si richiamano a motivi distensivi come il mare o il paesaggio collinare, le luci sono biodinamiche e gli arredi medicali sono stati scelti con un design tale da ricordare un ambiente domestico.
Una delle cinque sale è dotata di vasca, mentre un’altra - che il primario dott. Rulli considera “il fiore all’occhiello” dell’intero blocco - è appositamente allestita per il cosiddetto parto BRO (Basso Rischio Ostetrico), che richiede l’assistenza della sola ostetrica, con tanto di attrezzatissimo divano da parto. C’è infine un’ultima stanza con colori sempre rilassanti ma senza decorazioni alle pareti: è la sala operatoria dedicata, attrezzata anche per i cesarei di emergenza.
“Il risultato raggiunto - osserva nell’occasione il direttore generale dell’Ulss 7 Carlo Bramezza - rappresenta un segnale importante, sia di attenzione verso le donne e in generale verso il tema della maternità, sia di continuità rispetto all’impegno di mantenere il San Bassiano un Ospedale di avanguardia, come dotazioni tecnologiche ma anche come standard di accoglienza degli ambienti e dell’organizzazione interna.” “Questo Ospedale - promette il DG all’inaugurazione - un po’ alla volta lo andiamo a migliorare.”
“Quella di oggi - rimarca il direttore sanitario dell’Ulss Antonio Di Caprio - è la fase ultima del riammodernamento del blocco parto del 5° piano, realizzato grazie alla spinta del primario dott. Rulli.” Ed è proprio il dott. Roberto Rulli che sottolinea la filosofia dell’intervento.
“Ringrazio la direzione strategica dell’Ulss, che ha iniziato il suo incarico contemporaneamente al mio - dichiara il primario nel suo discorso -. Il piano dei lavori era già fatto, ma ho voluto cambiare radicalmente le funzioni delle sale parto. Ora abbiamo delle sale belle ma soprattutto sicure. La sicurezza del paziente è il nostro primo obiettivo.”
“Nonostante siamo da 20 mesi sotto attacco - rileva l’assessore regionale alla Sanità Manuela Lanzarin, riferendosi alla pandemia - la sanità veneta e di questa Azienda ha continuato a programmare, ad investire e ad andare avanti con la programmazione.”
“In futuro - aggiunge l’esponente della giunta veneta - sono previsti altri interventi per questo Ospedale di Bassano, con risorse attinte dal Recovery Plan e dai fondi per l’edilizia ospedaliera. Oltre alle tecnologie e alla sicurezza, nasceranno sempre più strutture con comfort elevati. È sempre più importante l’umanizzazione delle cure e l’intervento che andiamo a inaugurare oggi ha proprio queste caratteristiche.”
“Come amministratori abbiamo il dovere di sostenere la natalità, con interventi per dare supporto alla genitorialità - afferma la presidente della Conferenza dei Sindaci Elena Pavan -. Siamo in una fase di inverno demografico ed è nostro compito dare sostegno alle giovani coppie per procreare.”
E intanto, in quanto a procreare, c’è una buona notizia: al reparto di Ostetricia il numero dei nati sta evidenziando una significativa tendenza al rialzo. Nel 2020 al San Bassiano sono nati 934 bambini, ma quest’anno potrebbe essere superato il traguardo dei 1000 parti. Inauguriamo e moltiplicatevi.
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