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Questione di etichetta
Flash mob di Fratelli d’Italia a Bassano contro il Nutri-Score, il nuovo sistema di etichettatura “a semaforo” dei prodotti alimentari promosso in Europa dalla Francia. Il sen. De Carlo: "I prodotti italiani rischiano di essere discriminati"
Pubblicato il 06 lug 2021
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Attenti ai semafori. Soprattutto se nell’Unione Europea sarà adottato il sistema francese di etichettatura per gli alimenti chiamato Nutri-Score. Si tratta, per l’appunto, di un’etichetta che assegna un “punteggio” - vale a dire un colore, che come nei semafori va dal verde al rosso passando per il giallo e l’arancione - alle caratteristiche nutrizionali dei cibi in vendita nei negozi e supermercati, basato sul livello di zuccheri, grassi e sale calcolato su una base di riferimento di 100 grammi di prodotto. E i cibi “verdi”, intuitivamente, sono nutrizionalmente preferibili a quelli “rossi”. Contro il sistema di etichettatura francese, già adottato dal Belgio e dalla Germania, si schiera l’Italia. Nel Bel Paese si ritiene infatti che le indicazioni “a semaforo” penalizzino in particolare i prodotti Made in Italy. Per questo, rispetto alla questione attualmente al vaglio della Commissione Europea, l’Italia propone l’alternativa della NutrInform Battery: un’etichetta strutturata come una batteria, con tutte le sue belle tacche, recante le indicazioni di tutti i valori nutrizionali relativi non a 100 grammi di prodotto, ma ad una singola porzione consumata.
Sembra una questione di lana caprina, ma si tratta in realtà di una novità, in agguato dietro l’angolo, che potrebbe comportare fortissimi contraccolpi - e non proprio positivi - al mercato agroalimentare italiano all’estero. È quanto hanno voluto sottolineare, con un flash mob veramente “flash”, gli esponenti del circolo territoriale di Bassano del Grappa di Fratelli d’Italia che in piazza Garibaldi hanno esposto per alcuni secondi uno striscione con la scritta “Cartellino rosso al Nutri-Score. Difendiamo i prodotti italiani”.
“Diciamo no al Nutri-Score - sostiene FdI Bassano in una nota trasmessa dal portavoce Nicola Giangregorio -, il nuovo sistema di valutazione nutrizionale finanziato dalla Francia che, a parere di Fratelli d'Italia, rientra in una più ampia strategia architettata dalle grandi multinazionali, con l'intento di screditare i prodotti di qualità del nostro paese in favore, per esempio, di carni di fabbricazione sintetica e vino annacquato.”
Foto Alessandro Tich
“L'iniziativa - prosegue il comunicato - vuole far conoscere e mantenere alta l'attenzione sui rischi e pericoli di questa proposta, che rappresenta un chiaro attacco ai prodotti che fanno parte della nostra tradizione, cultura e filiera, e che costituiscono l'ossatura del nostro export e del Made in Italy.” Alla manifestazione-lampo bassanese è intervenuto, tra gli altri, il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, senatore Luca De Carlo.
Senatore De Carlo, questo flash mob per dire cosa?
Questo è un flash mob per difendere i prodotti italiani che sono oggettivamente sotto attacco dalle multinazionali, con la complicità di tanti Stati europei che vogliono discriminare fortemente i nostri prodotti tradizionali per sostituirli con prodotti fatti in laboratorio. Questo per noi è intollerabile, visto che gran parte del nostro PIL, o comunque una buona percentuale, è data dal nostro export nell’agroalimentare e non possiamo permettere che quelli che sono i prodotti nostri tradizionali, che costituiscono anche una forma di identità nazionale, vengano sostituiti, sulla base di nessun presupposto scientifico se non proprio per il presupposto economico, dalle multinazionali.
Al di là dell’azione di oggi, politicamente quali azioni vanno fatte allora?
Innanzitutto l’anno scorso a febbraio in parlamento fu approvata proprio una mia mozione per sollecitare il governo ad attivarsi sul Nutri-Score. È di 15 giorni fa invece una mozione sempre mia al Senato, votata da tutti, con nessun voto contrario, proprio per dire che chiediamo al governo di attivarsi per uscire a mettere quel blocco, quel veto che significa mettere assieme il 35% degli Stati europei per dire “no” al Nutri-Score. Dall’altra parte per finanziare una sperimentazione su il NutrInform Battery, che è quell’etichetta che propone l’Italia, che non prende in considerazione il singolo cibo ma la porzione da 100 millilitri. Noi crediamo che attraverso la sperimentazione, attraverso i dati, si possa facilmente dimostrare quanto sia inutile questa etichetta a semaforo e quanto invece sia utile prendere in considerazione la porzione.
Cosa rischiano i nostri prodotti Dop, Igp eccetera?
Rischiano di essere fuori dal mercato. E soprattutto di essere discriminati. Perché il punto di caduta sarà che attraverso la grande distribuzione noi vedremo interi reparti con semaforo rosso, reparti con semaforo verde e reparti con semaforo arancione. È di tutta evidenza che qualsiasi utente o consumatore sarà orientato ad andare verso quei prodotti che hanno il semaforo verde. Ci troveremo di fatto come in quello che accade un po’ - e faccio un paragone forte - con l’angolo del porno dove la gente avrà quasi pudore ad entrare nei reparti dove ci sono i prodotti a semaforo rosso che sono i nostri Dop, i nostri Igp, tutto quello che fa parte della nostra cultura.
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