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Stracult
Riaperta la chiesa di San Giovanni: nuovi impianti e nuovo allestimento interno. Resta un luogo di culto ma l’amministrazione comunale potrà utilizzarla 265 giorni all’anno, per 15 anni
Pubblicato il 24 giu 2021
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Sacro e profano: nella chiesa di San Giovanni a Bassano, riaperta oggi proprio nella ricorrenza di San Giovanni Battista, sono i due lati della stessa medaglia.
Lo saranno a lungo, per almeno 15 anni. Un Santo Rosario e una conferenza, un segno della croce e un coro degli Alpini, un Padre Nostro e un dibattito, una messa e una mostra.
La parte ad est del tempio sarà dedicata alle attività di culto della parrocchia di Santa Maria in Colle, quella ad ovest agli eventi pubblici promossi o autorizzati dal Comune. Vita spirituale e vita civica in coabitazione.
Foto Alessandro Tich
Dopo circa due anni si sono conclusi i lavori di adeguamento dell’impiantistica della chiesa di piazza Libertà: riscaldamento, raffrescamento, illuminazione. 150 nuove sedie (ampliabili a 300) prodotte da un’azienda di Bolzano, come sottolinea l’assessore al Patrimonio herr Roberto Marin, garantiscono altrettanti posti a sedere per il pubblico degli eventi comunali. Tutt’attorno, un ampio semicerchio di speciali pannelli garantisce - finalmente - il miglioramento dell’acustica all’interno della chiesa. San Giovanni Unplugged. Si tratta di pannelli multitasking: stampabili, mobili, lavabili. Servono cioè sia da pareti insonorizzanti che da supporti espositivi per le mostre.
L’adeguamento dell’impiantistica era l’ultimo tocco che mancava all’intervento di ripristino generale di San Giovanni iniziato nel 2010, continuato a più riprese e che ha comportato fino ad oggi, per le casse della parrocchia, una spesa complessiva di oltre 1 milione e 400mila euro in gran parte coperta da contributi di istituzioni pubbliche, fondazioni bancarie e benefattori privati. Così è stato anche per i nuovi impianti: 100mila euro sono stati erogati dalla Diocesi tramite i fondi CEI, 150mila sono stati invece messi sul piatto dall’amministrazione comunale di Bassano. Con la contropartita di cui sopra: da oggi San Giovanni è una chiesa a disposizione del Comune, che potrà utilizzarla o anche concederla alle associazioni cittadine - sempre per eventi pubblici “in sintonia” ovvero “non in contrasto” col sacro luogo che li ospita - per 265 giorni all’anno, e appunto per 15 anni.
In serata il primo appuntamento: il concerto inaugurale con il coro diretto da Cinzia Zanon. Domani il secondo evento in agenda: un incontro tra i giovani dell’associazionismo cattolico. E così via: le richieste sono già numerose. Mostre, incontri pubblici eccetera non interferiranno con il culto: le porte della chiesa, secondo tradizione, alla mattina rimarranno aperte ai fedeli che potranno raccogliersi in preghiera nell’area a loro “dedicata”.
Battesimo del fuoco per la nuova acustica (non felicissima, per la verità, senza microfoni) è la conferenza stampa di presentazione della riapertura, in San Giovanni.
Il sindaco Elena Pavan sottolinea quella che, a modo suo, è un’altra “restituzione alla città” riferita a un tempio caro ai bassanesi, dove ora convivono gli spazi di culto e la parte allestita per i concerti, le conferenze e quant’altro. Don Andrea Guglielmi, arciprete abate di Santa Maria in Colle, lamenta il calo di partecipazione dei fedeli alla vita parrocchiale, tale per cui “la chiesa di San Francesco oggi per il nostro fabbisogno liturgico è più che sufficiente”.
“Questa collaborazione - aggiunge don Andrea in merito all’accordo col Comune - è per ridare senso ad uno spazio come questo che nessun bassanese potrà permettersi di trascurare o di dimenticare. Questa chiesa sarà un luogo della spiritualità ma anche un luogo dell’arte, della musica, della cultura e dell’incontro.”
Il vicesindaco Marin punta il dito sul “valore” (non economico) dell’operazione: “Valorizziamo un pezzo di città, nel cuore della città.” Il tutto con l’obiettivo generale di “valorizzare il patrimonio della città, indipendentemente da chi sia il proprietario”.
L’ing. Stefano Ceccato, membro del consiglio parrocchiale per gli affari economici, ripercorre numeri e date dei vari interventi che hanno interessato la chiesa mentre Denis Bordignon, amministratore della SIS che ha collaborato all’allestimento, ne sottolinea “la flessibilità”.
C’è anche l’editore Andrea Minchio, che sui pannelli “divisori” tra la parte Cult e la parte no-Cult ha realizzato graficamente una mostra, che sarà permanente, che “racconta velocemente” la storia del complesso della chiesa, affidata alla studiosa Claudia Caramanna. Insomma: tutti insieme appassionatamente, ancora una volta, per la gioiosa ripartenza di San Giovanni su cui l’amministrazione comunale, oltre al Ponte “restituito”, gioca adesso le sue carte per la promozione e il rilancio della propria immagine.
Nel corso della conferenza stampa (come testimoniato dalla mia foto pubblicata sotto) una finestra del tetto della chiesa filtra un fascio di luce che si proietta direttamente, e insistentemente, sul sindaco Pavan. Che sia un segno della Provvidenza?
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