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Alessandro TichAlessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 28-04-2021 16:47
in Politica | Visto 7.756 volte

Money for Nothing

L'attacco delle minoranze: una marea di soldi non spesi dal Comune nel 2020, l'anno del Covid. Sono rimasti in cassa 6,5 milioni di euro di avanzo di amministrazione. “Inesperienza, arroganza e incapacità”

Money for Nothing

I consiglieri di opposizione in conferenza stampa (foto Alessandro Tich)

Money for Nothing. Ma i Dire Straits non c'entrano. Grida vendetta l'incapacità dell'attuale amministrazione comunale di Bassano a spendere le proprie risorse economiche, da come viene presentata dai gruppi di minoranza. Domani è in programma il consiglio comunale, il primo “in presenza” dopo lungo tempo, e l'argomento principale all'ordine del giorno è l'approvazione del rendiconto di bilancio 2020. Un documento dal quale, come evidenziano le opposizioni, emergono due dati principali: nell'anno del Covid, nel quale le famiglie e le attività economiche hanno sofferto di più, si registrano oltre 14 milioni di euro non spesi e soprattutto un avanzo di amministrazione di 6,5 milioni. Per l'esattezza: 6.466.173,68 euro. Soldi disponibili, che si potevano spendere senza alterare gli equilibri di bilancio e che invece non sono stati spesi.
In vista della seduta consiliare di domani le minoranze convocano dunque una conferenza stampa, altrettanto “in presenza”, sui tavolini di un pubblico esercizio in piazza Garibaldi.
“Esattamente un anno fa, il 30 aprile 2020, avevamo invitato questa amministrazione ad usare tutte le risorse possibili per le famiglie, i cittadini in difficoltà, le attività economiche, le associazioni - afferma Angelo Vernillo -. Sapevamo che i soldi c'erano, si poteva farlo. Hanno respinto i nostri emendamenti e non ci hanno ascoltato. Ora ci troviamo in cassa 6,5 milioni di avanzo di amministrazione, uno dei più alti degli ultimi anni.”
“Nell'anno in cui c'era l'obbligo morale di sostenere le persone per la crisi economica causata dal Covid - prosegue Vernillo - è emersa invece l'inesperienza, l'arroganza e l'incapacità a cominciare dalla sindaca, ma anche della giunta e di buona parte dei consiglieri di maggioranza nella gestione dell'ottava città del Veneto.”
“Un anno fa - aggiunge il capogruppo di minoranza - avevamo richiesto un commissione bipartisan per la gestione dell'emergenza economica. C'è stata una chiusura e questi sono i risultati.” “Mentre si impegnavano risorse per consulenze esterne si tenevano fermi i soldi o non si riuscivano a spendere tutte le somme a disposizione - conclude -. Dentro al palazzo i granai si sono riempiti mentre la gente aveva fame.”

Riccardo Poletto punta il dito sulla grande quantità di soldi non spesi nel 2020 nel campo del sociale. “Dei 6,5 milioni di avanzo, 1 milione è in parte giustificabile perché sono risorse arrivate a ridosso di fine anno - dice -. Era difficile, ma non impossibile spenderle. Ma quello che mi dà più fastidio è quello che emerge dall'area del sociale, che aveva capitoli di spesa con soldi già disponibili e che sono rimasti lì.”
L'ex sindaco fa le pulci alle mancate spese in campo sociale. Ad esempio dei 50mila euro per i tirocini lavorativi non ne sono stati spesi ben 36mila. Dei 60mila euro di contributi per finanziare attività sociali, 48mila sono rimasti in cassa. Addirittura “0 euro” è il risultato di spesa per il fondo affitti: 293mila euro a disposizione, 293mila euro ancora fermi “in musina”. Come se non bastasse, il 30 aprile 2020 nel bilancio di previsione l'amministrazione ha rivisto le previsioni di entrata per l'addizionale Irpef, abbassandole di oltre 400mila euro. Sono invece arrivati 393mila euro in più rispetto al bilancio assestato, in quanto tali non spendibili e passati direttamente ad avanzo di amministrazione.
“Nel sociale non sono stati spesi soldi per quasi 1 milione di euro, già presenti nelle disponibilità dell'assessorato - incalza Poletto -. Domani sera in consiglio comunale chiederò spiegazioni all'assessore Zanata, capitolo di spesa per capitolo di spesa.”

Giovanni Cunico esprime critiche non solamente sull'avanzo di amministrazione ma anche sull'“avanzo di progettualità” nel campi del turismo e della cultura, rimasti fermi durante il lockdown ma proprio per questo bisognosi di una programmazione ad ampio raggio in vista delle ripartenze di quest'anno. “È stato tempo sprecato - dichiara -. Da gennaio 2021 e anche oggi che siamo a fine aprile manca tutta la progettualità per il rilancio della città che doveva essere fatta nel momento di stop. Non la vediamo ancora.” “Senza progettualità e senza anche un'azione creativa non puoi fare nulla - continua -. Oggi abbiamo 6,5 milioni di avanzo di amministrazione e programmazione zero per il rilancio turistico della città, se non eventi già messi in calendario che oggi arrivano in ritardo e con polemiche.”
E il riferimento implicito, nella percezione del vostro umile cronista, è alla cerimonia di inaugurazione del Ponte (ritardo) e al Bicentenario Canoviano (polemiche).

“Un pietoso velo” è invece la copertura che Roberto Campagnolo propone di stendere sui Lavori Pubblici. “Per il 2021 - riferisce - l'amministrazione ha programmato 25 opere. Di queste, 24 sono al “livello 1” e cioè al livello di progetto di fattibilità tecnico-economico. Sono cioè al livello del “faremo”. Soltanto una è al “livello 3” del progetto definitivo.”
“La cosa preoccupante di queste 25 opere - aggiunge - è che soltanto due sono per importi uguali o superiori a 1 milione e mezzo di euro. Le altre 23 sono comprese tra i 100 e i 500mila euro. È un bilancio di opere di basso importo per un'amministrazione che doveva cambiare tutto, con chissà quali faraonici progetti.” E rimarca: “Siamo davanti a una buona ordinaria amministrazione, grazie anche all'Ufficio Lavori Pubblici che funziona bene di default, ma non c'è nessuna lettura politica su una visione di progetti concreti.”
“Questa amministrazione si trova ad operare in modalità più flessibili e favorevoli rispetto alla nostra - asserisce Campagnolo -. Il Codice degli Appalti prevede adesso incarichi diretti senza gara sotto i 150mila euro, il sistema è molto più snello per i vincoli di bilancio e non stanno spendendo, nonostante un ufficio che funziona e un assessore come Andrea Zonta che sarebbe anche “sul pezzo”. C'è una maggioranza che non è in grado di decidere.”
“Si perdono in incarichi esterni - conclude -. Domani sera gli consiglieremo di portare avanti quello che hanno, e che per il 90% hanno ereditato da noi, e che lo facciano in maniera veloce per la città. Credo che mai Bassano abbia toccato un punto così basso nell'operatività dei Lavori Pubblici per incapacità di scegliere politicamente.”

Paola Bertoncello è la più orchestrale di tutti: ribadisce infatti l'opportunità che venga ripreso in mano il progetto di realizzazione della “Casa della Musica”. “È giusto e corretto, sopratutto in questo momento, portare a termine interventi a favore della città - dichiara -. Ad esempio la “Casa della Musica”: le associazioni musicali, Filarmonica Bassanese e Associazione Vittorelli, non hanno potuto mantenere la loro sede, anche a causa dell'improvvido intervento di chiudere la Mazzini. Bisogna anche concludere il progetto di riqualificazione del verde e dell'area sportiva di Parco Ragazzi del '99, facciano almeno quello.”
Infine Oscar Mazzocchin sintetizza lo stato d'animo sull'attuale situazione in corso con la seguente parola: “Disperazione”. “I ritardi dell'amministrazione riguardano anche fondi di spesa di capitoli per progetti che abbiamo lasciato noi - aggiunge -. Mi riferisco agli interventi nella scuola di S. Eusebio e alla ristrutturazione della scuola Canova. Per il campo da calcio di quartiere Prè forse l'intervento sarà previsto nel 2022. L'intervento su Parco Ragazzi del '99 è a stralci fattibili, ma non ne sappiamo ancora nulla.” “Fondi che c'erano e progetti che c'erano - rimarca Mazzocchin -. C'era già la possibilità di realizzare qualche opera maggiore a parte la pandemia.”

Ordunque, tutto quanto sopra esposto sarà contenuto negli emendamenti che nel consiglio comunale di domani verranno presentati dai consiglieri di minoranza. Negli emendamenti si chiede di utilizzare parte dell'avanzo di amministrazione a favore dei fondi comunali per le misure collegate alle conseguenze economiche della pandemia: TARI, buoni spesa, buoni sport, centri estivi e famiglie, turismo e promozione della città, contributo affitti e fondo contributo Covid-19. Con un ulteriore emendamento si richiede inoltre di spostare al 2022 alcune opere pubbliche per un ammontare complessivo di 820mila euro e di destinare tale cifra alla realizzazione della “Casa della Musica” come da studio di fattibilità in possesso dell'amministrazione comunale e approvato in giunta nel 2019.
“Dopo un anno abbiamo chiesto gli stessi emendamenti dell'anno scorso - sottolinea Angelo Vernillo -, per non trovarci anche quest'anno con un avanzo di amministrazione così alto.” “L'evidenza di una gestione fallimentare - concludono le minoranze - porterà la maggioranza ad aprire uno spiraglio di collaborazione oppure no?”.
Ai posteri, domani sera, l'ardua sentenza.
Ma non è tutto. Nel primo pomeriggio di oggi infatti il sindaco Elena Pavan e il vicesindaco e assessore al Bilancio Roberto Marin hanno tenuto una conferenza stampa online sullo stesso argomento, vale a dire sul rendiconto di bilancio e in particolare sull'utilizzo dell'avanzo di amministrazione 2020. Tenete dritte le orecchie: entro questa giornata, su Bassanonet, sentirete anche l'altra campana.

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