Ultimora
7 Aug 2026 21:04
Gardaland, 'il parco rimane aperto al pubblico'
7 Aug 2026 19:41
Maltempo in Veneto, salgono a 110 gli interventi dei pompieri
7 Aug 2026 17:44
Cappellari, 'mi sono inventato l'attentato, mi scuso con tutti'
7 Aug 2026 17:08
Nuovo incendio a pochi metri dalle attrazioni di Gardaland
7 Aug 2026 16:18
Alle Gallerie d'Italia Ferragosto a ingresso gratuito
7 Aug 2026 15:49
Uomo trovato morto in spiaggia a Chioggia, indagini in corso
7 Aug 2026 22:24
Zelensky risponde a Trump: 'Ci faremo i missili da soli'
8 Aug 2026 00:01
Fulmine colpisce sedicenne sul Monte Livata, è grave
7 Aug 2026 20:01
Il grande caldo sull'Italia, allerta per incendi al Centro Sud
Divide et Impera
A proposito dell'assessore regionale Elena Donazzan che ha celebrato nuovamente il 25 aprile alla Foiba di Lusiana
Pubblicato il 27 apr 2021
Visto 9.833 volte
Ho sempre scarsa propensione a scrivere di anniversari come quello del 25 aprile.
Quando lo faccio, lo faccio controvoglia, talvolta perché costretto, come accade anche per il Giorno del Ricordo del 10 febbraio in commemorazione delle vittime delle foibe e in memoria dell'Esodo degli Istriani, Fiumani e Dalmati. Il perché lo sapete bene, visto che io - portatore di radici che affondano in quella pagina della Storia - ne ho scritto più volte.
Lo stesso disagio che provo nel trattare gli argomenti dell'Esodo e delle foibe, che dopo quasi 80 anni continuano a dividere, lo provo ad ogni 25 aprile di ogni santo anno.
L'intervento di Elena Donazzan alla Foiba bus de La Spaluga di Lusiana (fonte immagine: Facebook/Elena Donazzan)
Indifferenti a parte (e anche questo è un problema), noi italiani siamo riusciti nel capolavoro di trasformare l'anniversario della Liberazione in un grande compito di divisioni: o sei di qua o sei di là. Quelli che sono “di là” - e cioè coloro i quali non riconoscono la necessità di celebrare una drammatica fase della Storia nazionale da cui sono sorti, a gran prezzo di sangue, i valori dell'Italia democratica - sono minoritari, ma continuano da esserci.
Io personalmente - anche se il 25 aprile non partecipo a celebrazioni di alcun tipo se non quando devo seguirle per motivi di lavoro - appartengo al mondo di quelli che stanno “di qua”, riconoscendo la fondamentale importanza storica e valoriale della Liberazione.
Per il semplice fatto che dopo aver pubblicato questo articolo il peggio che mi può capitare è ricevere qualche contumelia online dal solito leone da tastiera di turno, forte della libertà di parola e di pensiero garantita dal sistema democratico, ma non certo ricevere una manganellata in testa all'uscita dalla redazione. Non è una posizione ideologica, semplicemente è logica.
Eppure, ogni volta che si arriva a questa data, arriva puntuale e ineluttabile anche il compito di divisioni.
Nel nostro Veneto c'è ad esempio una parte di indifferenti che approfitta della concomitanza sul calendario con la festa di San Marco, patrono di Venezia, per deviare l'attenzione sulla celebrazione lagunare e sulla collegata tradizione del bocolo di rosa da donare alla propria amata. È il caso di Ilaria Brunelli, consigliere comunale e capogruppo di maggioranza a Bassano e quindi personaggio pubblico. Il 25 aprile nella sua pagina Facebook la Brunelli non ha dedicato una sola parola all'anniversario della Liberazione e alla celebrazione in viale dei Martiri, alla quale è intervenuto il suo sindaco.
Ha invece dedicato ben due post alla festa di San Marco, seguiti da un nuovo post pubblicato ieri nel quale la capogruppo di #Pavan Sindaco informa che “il 25 aprile, giorno di San Marco, è stata messa in vendita la prima pasta col leone alato”. Una pasta a forma di leone della Serenissima (per la serie: magna el łeon) che è in vendita online, il cui ricavato sarà devoluto all'Associazione Oncologica San Bassiano e che “in più celebra una giornata speciale per i Veneti”. Buon appetito.
Idem dicasi per il golden boy della destra bassanese Gianluca Pietrosante, anch'egli consigliere in Comune per #Pavan Sindaco, con la tessera di Fratelli d'Italia a portata di mano, che sempre il 25 aprile ha pubblicato sulla sua pagina Fb un'immagine del leone alato (“W san Marco evangelista, segretario di san Pietro e patrono di Venezia”)
manifestando ancora una volta la propria idiosincrasia per il “politicamente corretto” e il proprio autocompiacimento nel dimostrarsi controcorrente a prescindere.
Con le seguenti parole: “A chi oggi festeggia il dogmatico 25 aprile ideologico della cosiddetta “liberazione” va tutta la mia sincera e autentica compassione: il fallimento delle ideologie della modernità che acceca le persone lo si può constatare in giorni come questi, facendo esaltare il perenne principio di contraddizione e la mancanza di buon senso da parte del popolo italiano in tutta la sua completezza.”
Entrambi gli interventi dei due consiglieri comunali hanno sollevato un inevitabile polverone di reazioni nell'ambito della politica bassanese, ma tutto sommato si è trattato di manifestazioni di pensiero sospese tra lo storico e il folkloristico (Brunelli) e tra lo storico e l'ideologico (Pietrosante) e niente di più.
Tutt'altra cosa è invece, in questo festival di contrapposizioni a data prefissata, quando si passa dal dire al fare.
Domenica 25 aprile l'assessore regionale all'Istruzione e al Lavoro Elena Donazzan è intervenuta alla Foiba bus de La Spaluga in località Monte Corno, in Comune di Lusiana, alla celebrazione religiosa “per commemorare tutti i caduti e le vittime della Guerra Civile '43-'45”. Lo ha fatto già negli anni passati e lo ha rifatto anche quest'anno.
Non si tratta di un luogo qualsiasi: qui, secondo le cronache, negli ultimi giorni della seconda guerra mondiale furono uccisi e infoibati 14 soldati nazisti anche se altre fonti parlano della morte di un imprecisato numero di civili italiani nelle medesime circostanze.
In un comunicato stampa trasmesso in redazione, la Donazzan (esponente politico pure in quota FdI) riferisce che la celebrazione religiosa alla Foiba di Lusiana è una “tradizione consolidata” e che quest'anno, in numero contingentato all'aperto nel rispetto delle prescizioni, vi hanno preso parte “circa una trentina di amministratori del vicentino”, tra cui lei e l'assessore al Commercio del Comune di Vicenza Silvio Giovine.
Comunque sia, la divisione sulle diverse interpretazioni della ricorrenza del 25 aprile è andata in scena ancora una volta. Divide et Impera.
“Proprio in quest'anno così difficile per la nostra Nazione, il senso della nostra presenza si riempie di maggiore significato - ha commentato l'assessore regionale a margine della Santa Messa -. Abbiamo bisogno di ritrovare serenità e di lavorare per il bene della nostra Patria, ciascuno con la propria storia personale e familiare, ciascuno con le proprie differenze politiche, ma uniti su quelle azioni che servono a difendere e ad aiutare l’Italia.”
“Oggi più che mai bisogna avere il coraggio di superare le lacerazioni della guerra civile e di lavorare insieme per la pacificazione nazionale, che purtroppo qualcuno ancora non vuole - le ha fatto eco l'assessore di Vicenza Silvio Giovine -. E come sempre, come ogni anno, la nostra preghiera e il nostro agire politico vogliono essere una mano tesa agli italiani, figli e nipoti di una guerra civile le cui pagine più dolorose sono state scritte anche in terra vicentina e veneta.”
“Da italiani - hanno concluso Donazzan e Giovine - siamo chiamati una volta per tutte a compiere un autentico salto di qualità culturale consegnando definitivamente alla storia quei fatti che videro i nostri connazionali sacrificare la propria vita chi per l'onore d'Italia, chi per la libertà, ma con pari dignità.”
Dunque ci troviamo davanti al classico caso in cui commemorazione fa rima con provocazione. L'assessore regionale si fa dunque portavoce del messaggio di “superare le lacerazioni della guerra civile e lavorare insieme per la pacificazione nazionale” nel nome di una “pari dignità” tra gli insorti e gli invasori di allora e i rispettivi fiancheggiatori.
Ma si fa presto a chiedere di “superare le lacerazioni della guerra civile” e di “lavorare insieme per la pacificazione nazionale” senza che si concretizzi un segno di buona volontà proprio da parte di chi lo richiede. E ci sarebbe un modo incredibilmente efficace con cui Elena Donazzan potrebbe dimostrare la validità di ciò che dice: partecipare nuovamente l'anno prossimo alla celebrazione del 25 aprile, ma in viale dei Martiri.
Scopri di più su questi argomenti
New
Notizie flash sul tuo smartphone
Unisciti al nostro nuovo canale Telegram, ricevi una notifica ogni volta che pubblichiamo una notizia.
Più visti
Politica
24 ago 2026
La maggioranza resta unita nei voti ma divisa dalle strategie dei partiti
Visto 5.237 volte
Lettere in Redazione
25 ago 2026
Quattro amici al bar. Ma con vista sulla Provincia
Visto 3.314 volte
Trasporti e Mobilità
28 ago 2026
Carburanti, il Codacons lancia il Comitato "Giù le accise"
Visto 332 volte
Attualità
02 ago 2026
Rondò Brenta, un quartiere che cambia: «Non siamo il Bronx di Bassano, qui si vive bene»
Visto 24.128 volte
Politica
02 ago 2026
Scuola di Marostica, Giovine e Donazzan replicano alle opposizioni
Visto 20.482 volte
Geopolitica
02 ago 2026
La Corea del Nord verso un nuovo invio di truppe in Russia
Visto 20.435 volte
Attualità
01 ago 2026
Scuola di Marostica e rotta balcanica: per il Ministero è tutto in regola
Visto 19.403 volte
Attualità
05 ago 2026
Bassano-Bardolino per la Cultura 2029: i dati del turismo aprono il confronto veneto
Visto 11.439 volte
Geopolitica
06 ago 2026
Il Myanmar tra la guerra civile e gli interessi strategici dei Paesi vicini
Visto 6.758 volte
Politica
21 ago 2026
Bassano, Fratelli d’Italia contro gli alleati di governo: «Ci tengono in un angolo, così non si va avanti»
Visto 6.273 volte
Politica
24 ago 2026
La maggioranza resta unita nei voti ma divisa dalle strategie dei partiti
Visto 5.237 volte
Politica
07 ago 2026
Provincia di Vicenza, oltre 70 sindaci firmano il patto per la "Casa dei Comuni"
Visto 4.392 volte