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Bar#aonda
Il caso dello Stefy's Bar di Bassano si sposta sul piano della polemica politica. Due consiglieri di maggioranza cavalcano la protesta, il PD li contesta: “Saltimbanchi”
Pubblicato il 17 gen 2021
Visto 6.722 volte
Datemi un caffè per farmi passare il mal di testa, please. Da due giorni a questa parte il nuovo tormentone della cronaca bassanese è il caso dello Stefy's Bar di via IV Armata, il pubblico esercizio che la titolare Stefania Reginato ha deciso di tenere aperto, servendo regolarmente i clienti al bancone e anche ai tavolini, nonostante i divieti imposti dal Dpcm attualmente in vigore. La Reginato è l'unico barista di Bassano che al momento ha aderito alla campagna nazionale di protesta - o, se preferite, di “disobbedienza civile” - #ioapro, lanciata in modo informale da una parte del mondo dei bar e della ristorazione attraverso i social per dire “no” alla chiusura delle loro attività, limitate alla sola opzione dell'asporto, e sfidare così i divieti imposti dal governo.
Venerdì mattina, allo Stefy's Bar, è accaduta la baraonda. Nel locale diversamente chiuso è arrivata la Polizia che ha sanzionato la barista e anche un anziano cliente, notificando un verbale che la esercente non ha voluto firmare. Sono arrivati stampa e Tv, e apriti cielo.
Tra l'altro ieri e ieri il bar è diventato meta di clienti da ogni parte del comprensorio che oltre a consumare hanno anche lasciato un'offerta per pagare le multe. Del denaro raccolto, 400 euro sono stati consegnati al cliente che era stato sanzionato per quella cifra, fermato dagli agenti quando era già uscito dal locale. La “disobbedienza”, insomma, continua. E a quanto pare piace a molte persone.
Cartello all'ingresso dello Stefy's Bar (foto Alessandro Tich)
Beneficiata da una visibilità mediatica e da una pubblicità gratuita senza precedenti, la titolare dello Stefy's Bar è diventata infatti di punto in bianco la paladina del locale popolo dei No Conte, nuova evoluzione del popolo dei No Covid, che l'ha investita del ruolo di portabandiera della ribellione alle restrizioni imposte dal governo e che nei suoi confronti sta esprimendo una pioggia di messaggi di vicinanza, di ammirazione e di solidarietà sui social bassanesi. E il nuovo motto dei sostenitori della esercente anti-chiusura è l'hashtag #iostoconStefy.
Lascio ai sociologi il compito di analizzare un fenomeno del genere: qui mi limito alla pura cronaca di quanto sta succedendo. E la pura cronaca registra anche l'intromissione della politica. Nelle ore successive all'intervento della Polizia la barista di via IV Armata ha ricevuto due “visite di solidarietà” da parte di altrettanti consiglieri comunali di maggioranza di Bassano del Grappa particolarmente sensibili alla caccia di “like” sui social. Si tratta di Gianluca Pietrosante e di Ilaria Brunelli, entrambi esponenti della civica #Pavan Sindaco di cui la Brunelli è il capogruppo consiliare. Ambedue hanno immortalato il momento con delle foto postate sulle loro pagine Facebook, accompagnate da parole di totale sostegno alla protesta della barista bassanese.
E così, egregi lettori, la discesa in bar dei due rappresentanti dell'istituzione comunale è stata la molla che ha spostato il caso Stefy's sul piano della polemica politica.
La presa di posizione dei due consiglieri di maggioranza ha difatti costituito la condizione necessaria e sufficiente per un comunicato stampa al calor bianco trasmesso oggi alle redazioni dal Circolo di Bassano del Grappa del Partito Democratico, che pubblichiamo di seguito:
COMUNICATO
Amministratori comunali? No, solo dei saltimbanchi
Ieri mentre centinaia di bar e ristoranti rimanevano chiusi per rispettare le norme anti Covid in vigore, un solo bar in tutta Bassano decide di tenere aperto e partecipare all’iniziativa #ioapro (sponsorizzata dalla destra di Salvini e Meloni).
Tutto questo mentre l'associazione di categoria bassanese e molti esercenti bassanesi lanciavano lo slogan #iononapro accusando chi voleva aprire di irresponsabilità.
Ovviamente sono arrivate le forze dell'ordine per applicare le sanzioni dovute per legge. La cosa meno ovvia è che ben due esponenti della maggioranza di Elena Pavan hanno pensato bene di presentarsi sul posto appoggiando la protesta.
Due rappresentanti delle istituzioni che vanno contro le norme dello stesso Comune che amministrano, della Regione, dello Stato.
Due persone che dovrebbero far rispettare le regole che anche lo stesso Comune di Bassano sta adottando per contenere una pandemia.
Pandemia che ci è costata 80.000 vite.
Quando vi gridano “prima gli italiani”, ricordatevi di chi questi morti non è stato in grado di onorarli, semplicemente rispettando le regole.
"Gli stessi due consiglieri comunali si sono ben guardati dallo scendere a fianco degli ambulanti del mercato in protesta contro la sindaco Pavan.” interviene Luigi Tasca, Segretario del PD di Bassano, che prosegue: “Potevano battersi in consiglio comunale ed in maggioranza per evitare di spendere le centinaia di migliaia di euro spese dal Comune di Bassano in consulenze e aiutare i commercianti con quei soldi.
Ma si sa, è più facile compiere azioni populiste come andare a bere un caffè illegalmente che portare azioni concrete a sostegno della cittadinanza.
Chiediamo ad Elena Pavan, batti un colpo, fai il sindaco. Riporta nell'alveo della legalità la tua maggioranza.”
Partito Democratico - Circolo di Bassano del Grappa
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