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Uàn is megl' che two
Bassano e Possagno annunciano ufficialmente la collaborazione per il Bicentenario di Canova. Tutti d'accordo sulle azioni condivise da portare avanti. Ma poi Sgarbi...
Pubblicato il 31 ott 2020
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“Cosa dobbiamo fare?”. Grande Vittorio Sgarbi: non si smentisce mai.
Il celebre critico d'arte e politico, nella sua veste di presidente della Fondazione Canova Onlus di Possagno, partecipa alla conferenza stampa online sulla piattaforma Zoom Meetings indetta per l'annuncio dell'accordo di collaborazione tra il Museo Gypsotheca Antonio Canova di Possagno e il Comune e i Musei Civici di Bassano del Grappa per il coordinamento delle celebrazioni del Bicentenario Canoviano “Canova 2022”. Ma quando arriva il suo turno tra gli interventi previsti, l'illustre relatore appare all'inizio un po' “smarrito”. Il primo Sgarbi sulla Luna. Evidentemente, preso dalle sue altre mille cose, non sa ancora bene a che cosa sta partecipando e perché. Ci pensa il sindaco Elena Pavan, collegata dal municipio di Bassano, a dirgli della conferenza stampa in corso e a ricordargli l'argomento che si sta trattando.
“E quindi?”, continua uno Sgarbi ancora fuori contesto. “E quindi, professore - aggiunge con prontezza il sindaco Pavan -, vorremmo sapere la sua opinione al riguardo.”
Vittorio Sgarbi interviene in collegamento webcam alla conferenza stampa online di oggi (foto Alessandro Tich)
Siparietto strepitoso. Vittorio Sgarbi avrà poi tempo e modo, come suo solito, di entrare nel vivo del tema e di conquistare la scena. Ma questa, tanto per incominciare, non potevo non raccontarvela.
La conferenza stampa online di oggi appartiene a pieno titolo alla categoria “tutti insieme appassionatamente”. Manca solo la neo direttrice dei Musei Civici di Bassano Barbara Guidi, ma è assente giustificata: prenderà infatti formalmente servizio lunedì prossimo 2 novembre e comunque, come anticipa il sindaco Pavan, “sarà direttamente coinvolta nelle iniziative di collaborazione con Possagno”.
Dunque, finalmente, la tanto annunciata sinergia istituzionale tra Bassano del Grappa e Possagno per le celebrazioni del 200simo anniversario della morte di Antonio Canova, che cadrà nel 2022, diventa realtà. “Questo è un momento importante - dichiara il sindaco Pavan aprendo le danze -. Diamo atto della convenzione tra il Comune di Bassano e la Fondazione Canova per percorrere insieme questo tratto di tempo fino al 200simo di Canova.”
“Avremo la condivisione di un calendario di attività - prosegue il sindaco di Bassano -. Ciascuno dei due enti avrà un proprio comitato scientifico, alcune iniziative le faremo insieme mentre altre saranno svolte singolarmente e avremo una comunicazione condivisa.”
La Pavan ricorda le due prime iniziative messe in campo dal Comune in vista proprio delle celebrazioni: il restauro digitale in corso al Museo Civico del gesso della “Ebe”, gravemente danneggiato dal bombardamento del '45 e la digitalizzazione e messa online dell'intero epistolario di Canova conservato in Biblioteca Civica. Due primi passi per costruire il rapporto diretto con Possagno, in quella che il sindaco definisce “un'alleanza naturale e virtuosa”.
Le danze continuano, e sempre a musica di minuetto, con l'intervento del vicepresidente della Fondazione Canova nonché sindaco di Possagno Valerio Favero.
“Per Possagno - afferma - questa è una straordinaria opportunità di collegamento con la città di Bassano.” “Come amministrazione di Possagno, in vista del 2022 - continua -, abbiamo deciso di spostare la sede comunale per dare più spazio al Museo. Il nostro bookshop oggi non è degno di una realtà internazionale come il Museo Canova. Con lo spostamento del municipio il Museo diventerà il fulcro del grande appuntamento.”
Poi Favero rivela pubblicamente il suo “sogno” che altro non è che quello di avere “collegamenti concreti con Bassano”. “Oggi con Bassano abbiamo la difficoltà del collegamento viario - spiega - e sarebbe per noi fondamentale avere dei bus navetta permanenti che colleghino il Museo di Possagno con il Museo di Bassano del Grappa.” “Dobbiamo farci trovare pronti - conclude il sindaco e vicepresidente della Fondazione riferendosi al Bicentenario -. Canova è nato a Possagno, è veneto, è italiano. Ma Canova è del mondo, è di tutti. Dobbiamo attivare una realtà che guarda verso il mondo.”
E così, scopriamo oggi che Antonio Canova non è solo un artista capace di attirare migliaia di visitatori con la bellezza delle sue opere, ma è anche in grado di spostare i municipi.
Arriva quindi il primo turno (ce ne sarà anche un secondo) di Vittorio Sgarbi che dopo il blackout iniziale recupera immediatamente il terreno ricordando per prima cosa che “per lungo tempo si era ipotizzato fra i due sindaci di condividere un direttore dei due Musei in comune, che per Possagno sarebbe stato utile a un'economia di scala”. Un improvviso revival della Casarin-novela, di cui tutti noi conosciamo bene l'epilogo.
Sulla programmazione in vista del Bicentenario, tuttavia, il presidente della Fondazione mette le mani avanti in considerazione dell'attuale emergenza Covid: “Oggi è difficile fare previsioni, per il resto la nostra programmazione è in fieri.” Poi Sgarbi rilancia la proposta - da lui sostenuta ad oltranza e “in fase di recepimento da parte del ministro” - dell'istituzione di un comitato nazionale per le celebrazioni canoviane, analogo ai comitati nazionali per le celebrazioni di Raffaello, Leonardo e Dante. “L'idea - prosegue - è che presidente del comitato nazionale possa essere il sovrintendente Fabrizio Magani, che io avevo già indicato come direttore della Fondazione Canova, anche se come dipendente dello Stato era difficile che accettasse l'incarico.” “Per il resto - continua - va fatta un'attività significativa di riproduzione delle opere canoviane, come impresa commerciale, con una tiratura limitata di copie di opere di Canova, come abbiamo fatto a Rovereto con il dipinto di Caravaggio Il seppellimento di Santa Lucia.” Al Mart di Rovereto, di cui Sgarbi è pure il presidente, il dipinto è infatti esposto nella mostra “Caravaggio. Il contemporaneo” in due esemplari: l'opera originale e una sua replica perfetta realizzata dalla tecnologia. Per la serie: two is megl' che uàn.
Quindi Vittorio Sgarbi si ricorda per un attimo che la conferenza stampa è dedicata all'accordo di collaborazione tra Bassano e Possagno: “L'accordo può consentire alle due città di condividere il percorso delle iniziative per il 2022.” Ma poi allarga nuovamente il tiro: “Un'ipotesi era quella di una grande mostra che metta in dialogo Canova e Martini, coinvolgendo anche Treviso. Al Mart ho iniziato un filone di mostre sugli artisti del passato e il contemporaneo, e si potrebbe fare una mostra su “Canova e il contemporaneo”. Ma sono tempi impervi e grandi prospettive davanti non riesco a vederle.” Poi torna nuovamente sul suo chiodo fisso: “Questo primo collegamento tra i due Comuni è un primo passo verso la costituzione di un comitato nazionale per le celebrazioni di Canova. Se non fosse concesso dal ministero, potrebbe diventare un comitato regionale.”
Prendete nota di questa dichiarazione, perché il botto conclusivo della conferenza stampa riguarderà proprio questo argomento.
A Mario Guderzo, già direttore della Fondazione Canova di Possagno e prima ancora direttore del Museo Civico di Bassano del Grappa, spetta invece il compito di intervenire come consulente del Comune di Bassano per il restauro del gesso della “Ebe”, attualmente in corso. Guderzo ripercorre in sintesi la storia della scultura danneggiata, parla del restauro eseguito con tecnologie “già praticate sul gesso della Paolina Borghese per la grande mostra di Canova del 2003” e informa che grazie al restauro si è instaurato un dialogo con i quattro Musei che conservano gli altrettanti marmi della statua: il Bode-Museum di Berlino, l'Ermitage di San Pietroburgo, la collezione “scozzese” e la Pinacoteca Comunale di Forlì.
Sottolinea poi “il recupero di tutti i carteggi e lettere di Canova alla Biblioteca Civica di Bassano” e consiglia di porre attenzione “alla biblioteca di Canova”. “Io spero - afferma Guderzo - che si riesca veramente a mettere in atto una sequenza di iniziative per rendere merito a Canova, il più grande scultore al mondo.”
“L'esperienza del 2003 - evidenzia l'ex direttore con riferimento alla grande mostra su Canova di quell'anno - ha messo già insieme Bassano e Possagno, con 80.000 visitatori a Possagno e 149.000 a Bassano. Canova, come ha detto giustamente il sindaco Favero, è del mondo e merita di essere restituito al mondo per questo.”
La direttrice della Fondazione Canova e del Museo Gypsotheca Antonio Canova Moira Mascotto benedice l'accordo tra Bassano e Possagno: “Ha avuto il mio favore fin dall'inizio, sono molto legata alle due realtà ed è un modo per coronare la volontà di Giovanni Battista Sartori.” “Nulla è stato ancora pianificato - aggiunge -, ma stiamo già lavorando su fronti comuni.” Il primo fronte è quello dei restauri. Se a Bassano stanno ricostruendo la Ebe, a Possagno stanno resturando la Paolina Borghese dopo che in estate un turista, sedendoci sopra, ne aveva frantumato le dita di un piede: alla “Paolina resturata” sarà dedicata una mostra in programma l'anno prossimo. Un secondo fronte è la digitalizzazione del patrimonio canoviano, fonte di “inclusività” per il pubblico messa in atto a Possagno dalla “Canova Experience”, dalla didattica, dai laboratori tradizionali e dai “virtual tour” guidati.
“È un Canova che unisce, coi due Musei che tornano a collaborare - rimarca l'assessore bassanese alla Cultura Giovannella Cabion -. Creare sinergie è la strategia per portare avanti un progetto come grande opportunità per il nostro territorio.”
Tutti insieme appassionatamente, dunque. Ve l'avevo detto. Il sindaco Pavan, in quello che doveva essere l'intervento conclusivo, raccoglie le fila dell'accordo tra Bassano e Possagno e ne ribadisce i tre punti più importanti: “un calendario condiviso che sarà pronto per l'inizio dell'anno nuovo, due comitati scientifici che opereranno in dialogo e per i quali sarà individuata la figura di un coordinatore e un'immagine coordinata per la promozione che sarà affidata ad uno studio grafico.” The End? Macchè.
È a questo punto, infatti, che Vittorio Sgarbi interviene di nuovo e spariglia inaspettatamente le carte. Definisce “assurdo” che ci siano “due comitati scientifici, che è meglio chiamare comitati di studio, per le due città”. Per il presidente della Fondazione “il comitato di studio deve essere uno solo” e serve che venga istituito “il comitato nazionale ministeriale”. “Un comitato nazionale - incalza - ha la testa dentro lo Stato, fa una promozione nazionale e può ottenere il finanziamento ministeriale.” Per la serie: uàn is megl' che two.
Pollice verso di Sgarbi anche per “l'affidamento ad uno studio grafico dell'immagine coordinata”. “Lo respingo fermamente - dichiara, tirando le orecchie al suo vicepresidente Favero -. Lo studio grafico c'è già ed è Oliviero Toscani, che è disponibile gratuitamente e ha realizzato gratis il logo del Bicentenario e alcune immagini per il manifesto.”
Replica il sindaco di Possagno Valerio Favero, chiamato in causa: “Il logo del Bicentenario è stato regalato da Toscani per l'avvio delle celebrazioni nel luglio 2019. Con Bassano si lavora non sul logo ma su una promozione grafica vera e propria.”
La conferenza stampa è finita, andate in pace.
E così, egregi lettori, parte ufficialmente la collaborazione per “Canova 2022”, con Bassano e il Museo di Possagno che hanno deciso di “dividersi in due” i compiti e il presidente di uno dei due partner che va invece in un'altra direzione. Se il buongiorno si vede dal mattino, sarà un Bicentenario indimenticabile.
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