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Luigi Marcadella
Giornalista
Bassanonet.it
Tiene la filiera del legno-arredo: fatturato a oltre 52 miliardi di euro (+1,3% sul 2024)
Sul fronte delle esportazioni riprende la Germania, in difficoltà quelle verso gli USA
Pubblicato il 01 feb 2026
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In un contesto internazionale instabile, spiazzato dal ritorno dei dazi come arma commerciale, la filiera italiana del legno-arredo ha dimostrato una capacità di tenuta superiore alle attese. Il 2025 presenta un fatturato in crescita e un mercato interno sorprendentemente dinamico, mentre sull’export restano luci e ombre (in arrivo soprattutto dagli States). Questa la fotografia scattata dal Centro Studi di FederlegnoArredo in occasione della conferenza stampa di lancio del Salone del Mobile del prossimo aprile.
I numeri resi noti dicono che il comparto ha chiuso il 2025 con un fatturato alla produzione pari a 52,2 miliardi di euro, registrando una crescita dell’1,3% rispetto all’anno precedente. A contribuire ad un risultato parzialmente inaspettato, spicca l’andamento del mercato interno che, riuscendo a compensare il progressivo ridimensionamento di alcuni incentivi fiscali legati alla riqualificazione del patrimonio immobiliare, con una maggior spinta del non residenziale, cresce dell’1,8% (32,9 miliardi di euro).
Claudio Feltrin, presidente FederlegnoArredo
«Non possiamo certo dire che ci troviamo di fronte a una ripresa strutturale e che possiamo sentirci al riparo dalle turbolenze che anche il 2026 ci sta già riservando, ma voglio intravederci dei segnali incoraggianti su cui, anche come Federazione, abbiamo il dovere di concentrarci, a supporto delle nostre aziende», ha commentato il presidente di FederlegnoArredo, il trevigiano Claudio Feltrin.
Stabili le esportazioni (+0,4%) che si attestano a 19,3 miliardi di euro (37% del totale) pur mostrando segnali di debolezza in alcuni mercati strategici come Francia e Stati Uniti. Di contro qualche segnale di miglioramento arriva dalla Germania.
Il macrosistema arredamento raggiunge nel 2025 un fatturato alla produzione di 27,7 miliardi di euro, in sostanziale stabilità (+0,6%) sul 2024. La crescita della produzione destinata al mercato interno (13,5 miliardi, +2,1%) compensa la lieve flessione delle esportazioni (14,2 miliardi, -0,8%), che continuano a rappresentare oltre la metà del valore complessivo.
Il macrosistema legno (compreso il commercio legno) cresce del 2%, raggiungendo un fatturato di 24,5 miliardi di euro. Il dato però è determinato in parte dall’andamento dei prezzi e da una ripresa delle esportazioni (5,2 miliardi, +3,8%). Il mercato interno (19,3 miliardi) registra un +1,5%.
«Gli Stati Uniti – aggiunge il presidente Feltrin – segnano un -2,5% (1,7 miliardi), dopo il rimbalzo del 2024, con un andamento mensile influenzato dall’anticipazione degli acquisti nei mesi primaverili in vista dei dazi; riassorbito a luglio (quando la variazione percentuale cumulata era ancora positiva +0,3%), mentre nei mesi successivi le esportazioni sono fortemente rallentate, particolarmente ad agosto e in ottobre».
Di contro, emergono tendenze positive verso alcuni mercati europei ed extraeuropei, che contribuiscono a compensare parzialmente la flessione delle destinazioni tradizionali. Tra i Paesi con le migliori performance in termini di incremento in valore delle esportazioni figurano Regno Unito (+4,2%) Paesi Bassi (+8,5%) e Spagna (+2,3%) che raggiunge il quinto posto della Top 10 tra i mercati di destinazione, superando la Svizzera. In crescita anche mercati come Emirati Arabi Uniti (+3,9%) a conferma di una progressiva diversificazione geografica delle vendite all’estero.
Prosegue l’avanzata della Cina che sta guadagnando quote di mercato sia in Italia che in Europa. «Lancio – dice Feltrin - una provocazione: anziché pensare solo ai dazi, iniziamo a pensare anche a controlli severi per materiali e merci in entrata: verificare solo l’1% del flusso non è certo una barriera sufficiente per tutelarci da chi non deve presentare certificazioni, non ha regole di sostenibilità cui attenersi e che non eccelle sul tema della sicurezza per il consumatore. Così sarà sempre una lotta impari».
Nel 2025 il comparto cucine registra un fatturato alla produzione pari a 3 miliardi di euro, sostanzialmente in linea con il 2024 (+0,5%), confermando un quadro di stabilità complessiva dopo il triennio di forte crescita che aveva caratterizzato il periodo post-pandemico. La produzione destinata al mercato italiano cresce del +3,4% (2 miliardi); di segno opposto le esportazioni (1 miliardo), che registrano una flessione del -5%, dopo anni di espansione particolarmente sostenuta. Il rallentamento dell’export interessa in particolare alcuni mercati chiave, tra cui Stati Uniti e Francia, mentre emergono segnali più dinamici da parte di Paesi come Emirati Arabi Uniti e Spagna.
Il sistema arredobagno registra un fatturato alla produzione di 4,3 miliardi di euro, con una crescita del +1,5% rispetto al 2024, confermando una buona tenuta complessiva. L’andamento positivo è sostenuto principalmente dal mercato interno che cresce del +2,2%, mentre le esportazioni si mantengono sostanzialmente stabili (+0,5%), sfiorando 1,7 miliardi di euro, con una quota export che si attesta attorno al 40% del valore complessivo. Si evidenziano segnali di recupero dalla Germania, primo paese di destinazione.
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