Alessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 04-02-2021 23:21
in Politica | Visto 2.521 volte

I Quattro dell’Ave Maria

Consiglio comunale: comunicato del “Gruppo Brunelli Torre Guglielmini Pietrosante”. Espresse pesanti critiche sul restauro del Ponte. E la capogruppo Brunelli cassa dal comunicato il nome #Pavan Sindaco

I Quattro dell’Ave Maria

Foto Alessandro Tich

Che cosa può succedere alle nove di sera, dopo che sei rientrato a casa e hai appena finito di cenare? Beh, può succedere ad esempio che ti accomodi sul divano, ti leggi un libro, o sorseggi un liquore, oppure - se ce l’hai - giochi col cane, oppure se sei autolesionista ti guardi anche la televisione... Ma può anche succedere, come è capitato a me questa sera, di ricevere sul telefonino - a quell’ora infelice per contattare le redazioni - un comunicato stampa di quelli “da non perdere”.
Mittente: Ilaria Brunelli, la capogruppo consiliare della civica, a quanto pare (dopo capirete il perché), #Pavan Sindaco. Oggetto del comunicato: “Ponte Vecchio”.
Il tutto mentre sempre questa sera è andato in scena il consiglio comunale, commentando il quale un nostro affezionato lettore, nel seguirlo in diretta streaming, mi ha scritto su WhatsApp: “Altro che Grande Fratello…!” Tra le questioni all’ordine del giorno c’è stata anche un’interrogazione alla giunta comunale avente proprio ad oggetto i “Lavori di ricostruzione del Ponte Vecchio”. Ma - udite udite - a interrogare la giunta Pavan e a chiedere lumi sull’argomento sono stati i quattro consiglieri di maggioranza Ilaria Brunelli, Riccardo Torre, Antonio Guglielmini e Gianluca Pietrosante. Vale a dire il Quartetto Cetra - o, se preferite, i Quattro dell’Ave Maria - che compone il gruppo consiliare #Pavan Sindaco. Ed è proprio a seguito e sulla falsariga dell’interrogazione consiliare che la capogruppo Brunelli, a nome del suo gruppo, ha trasmesso in serata il comunicato stampa. Con la seguente specificazione: “Comunicato Ponte Vecchio - Gruppo Brunelli Torre Guglielmini Pietrosante”.
Il nome #Pavan Sindaco, per il terzo comunicato stampa di fila trasmesso dalla capogruppo Brunelli, viene cassato.
Si tratta di un segnale politico che va preso in considerazione.
Il secondo motivo di interesse è che sul tema del Ponte Vecchio ritornano ad esprimersi, dopo oltre un anno e mezzo di silenzio, la stessa Ilaria Brunelli e il consigliere nonché architetto Antonio Guglielmini, due tra i principali “fustigatori” del progetto e dell’intervento di restauro del Ponte - tra social, videoblog e media - nell’era dell’amministrazione Poletto. Imbavagliatisi dopo essere stati eletti a Palazzo (anzi, rieletti, visto che entrambi facevano già parte della maggioranza Cimatti), ora per la prima volta escono allo scoperto sull’argomento nell’era dell’amministrazione di centrolega. Ma esce nuovamente allo scoperto anche il consigliere RiccardoTorre, anch’egli critico osservatore delle vicende del Ponte, in particolare nei periodi di chiusura del manufatto, quand’era “solo” il commerciante referente di via Angarano negli anni del sindaco Poletto, prima di adeguarsi al “silenzio dei governanti” post-elezioni del 2019.
Il terzo e ultimo aspetto interessante del comunicato “da non perdere” sono le pesanti critiche espresse dai quattro consiglieri di maggioranza su alcune questioni centrali dell’intervento di ripristino e consolidamento del monumento: variante migliorativa, trave di impalcato “inutile”, ulteriore aggiornamento del quadro economico, mancato bilanciamento tra costi e disagi. Il finale del comunicato stampa è apparentemente a tarallucci e grappa, nel senso che i quattro firmatari riconoscono che “siamo ormai in vista della fine del cantiere e del taglio del nastro, per restituire finalmente alla Città questa opera tanto attesa e tanto discussa come mai nessun’altra”.
Ma gli stessi concludono che quest’opera è “finalmente libera, purtroppo consapevoli che l’apparenza inganna, ma la sostanza rimane quella che è”.

COMUNICATO STAMPA
“Lavori Ponte Vecchio”

Consiglio Comunale del 04.02.2021

Abbiamo avuto in consegna, a maggio 2019 dalla Giunta Poletto, un cantiere per il restauro del Ponte Vecchio in decisa fase di avanzamento, con i lavori arrivati a metà del guado, dopo ben 4 anni trascorsi dall’avvio dell’iter e 4 milioni di €uro già spesi.
E un progetto iniziale che in realtà è cambiato radicalmente, anche se si finge di no. Perché con l’ingresso dell’impresa INCO, ha subito una variante definita migliorativa (e in effetti ha reso possibile un intervento che prima invece non lo era) ma che più onestamente va chiamata sostanziale, in quanto ha modificato radicalmente i concetti fondamentali del progetto iniziale: sistema di puntellazione e sollevamento, reticolari di fondazione, sistema di controventatura, nuovo insieme dei rostri, ecc..
Un progetto che ci ha costretto a scelte imbarazzanti come l’aggiornamento del quadro economico che siamo stati costretti ad approvare ad inizio 2020, aumentando considerevolmente la quota di finanziamento a carico del Comune, portandola da 1 milione di €uro iniziale a ben 3.419.713 €uro, sottraendo così importanti risorse da altre iniziative comunque importanti per la Città (non certo per iniziativa nostra ma per ir-responsabilità politica della gestione economica di chi ci ha preceduto).
Come, altrettanto imbarazzante è la messa in opera di una trave reticolare sull’impalcato pressoché superflua, in quanto sganciata dalle spalle e dagli effetti strutturali irrilevanti.
Protagonista del cosiddetto “progetto Modena” quest’ultima è diventata un semplice insieme di legni, la cui inutilità viene dichiarata persino nella relazione tecnica dell’ing. Michelon, autore della variante migliorativa: “…la trave d’impalcato non avrà più funzioni strutturali ma avrà la sola funzione di stabilizzazione e ridistribuzione delle azioni fra le varie stilate: ovviamente viene meno la necessità di collegamento con le spalle in muratura.” Lo stesso ingegnere, date le premesse, definisce la sua realizzazione “eventuale”.
Ecco, forse avremmo potuto evidenziare alla Soprintendenza l’assurdità di assecondare la sua posa “eventuale” in quanto emblema di un progetto che ha snaturato un bene storico, definito Monumento Nazionale, contando sul fatto che “ad un occhio non attento rimarrà uguale a come lo abbiamo sempre visto...”. Un progetto che, ricordiamo, è stato imposto come “ottimo” pur essendo l’unico, in quanto non è mai stato confrontato con altre possibili soluzioni.
Ma come maggioranza abbiamo la responsabilità della “cosa pubblica”, e nel bilanciamento dei costi e dei disagi (non solo economici ma anche di immagine) non potevamo fare altro che cercare di portare a termine questi lavori nel più breve tempo possibile per il bene della nostra Città, e in particolare il quartiere Angarano a cui va tutta la nostra solidarietà e comprensione per i disagi subiti, restituendole il suo simbolo dopo anni di sofferenze, finalmente guardando avanti.
Siamo ormai in vista della fine del cantiere e del taglio del nastro, per restituire finalmente alla Città questa opera tanto attesa e tanto discussa come mai nessun’altra, finalmente libera, purtroppo consapevoli che l’apparenza inganna, ma la sostanza rimane quella che è.

Gruppo consiliare
Ilaria Brunelli, Riccardo Torre, Antonio Guglielmini, Gianluca Pietrosante

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