Elvio RotondoElvio Rotondo
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Geopolitica

La Danimarca acquista missili dagli Stati Uniti nonostante le pretese di Trump sulla Groenlandia

L’annuncio è coinciso con la nomina di Jeff Landry, governatore della Louisiana, come inviato speciale di Trump in Groenlandia

Pubblicato il 05-01-2026
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La Danimarca ha richiesto l'acquisto di 236 missili e altre attrezzature per aumentare la sua capacità di affrontare le minacce attuali e future.
Il giornale americano Star and Stripes riporta che il Dipartimento di Stato statunitense ha dato il suo appoggio alla vendita potenziale dei missili aria-aria avanzati e relative attrezzature per un valore stimato di 951 milioni di dollari.

Una veduta di Nuuk, Groenlandia, nel mese di marzo. Leonhard Foeger/Reuters/FILE

All’inizio del mese di ottobre 2025, il ministero della difesa danese aveva fatto sapere che la Danimarca, le Isole Faroe e la Groenlandia (queste ultime due sono territori autonomi all'interno del Regno di Danimarca) avevano deciso di rafforzare ulteriormente la difesa e la sicurezza nell'Artico e nel Nord Atlantico attraverso un accordo che amplia l'affermazione della sovranità e le capacità di sorveglianza, nonché le capacità di fornire supporto operativo, di deterrenza e di difesa alla NATO e agli alleati nella regione.

Secondo quanto riportato dalla BBC, la Danimarca aveva annunciato 4,2 miliardi di dollari di spesa extra per la difesa per rafforzare la sicurezza nelle regioni artiche e nordatlantiche, compresa la Groenlandia. È prevista, inoltre, la spesa di 4,5 miliardi di dollari per l'acquisto di altri 16 caccia F-35 dagli Stati Uniti, portando la flotta totale di questi aerei avanzati a 43 unità. Verranno acquistate, anche, due nuove navi artiche, aerei da pattugliamento marittimo, droni e radar di early warning (allerta precoce). In particolare, verrà istituito un nuovo quartier generale del comando artico nella capitale groenlandese, Nuuk, insieme a una nuova unità militare sotto il Comando Artico Congiunto in Groenlandia.

Il Dipartimento di Stato americano ha sottolineato lo status della Danimarca come alleato della NATO, affermando che l'accordo, in attesa di approvazione "sosterrà la politica estera e gli obiettivi di sicurezza nazionale degli Stati Uniti". Al momento, la vendita deve ancora ottenere l'autorizzazione definitiva del Congresso.

L'annuncio della potenziale vendita è coinciso con la decisione di Trump di nominare il governatore della Louisiana, Jeff Landry, inviato speciale in Groenlandia, una mossa che ha irritato la Danimarca. Il presidente americano ha rinnovato il suo impegno per prendere il controllo del territorio autonomo della Groenlandia.
Il Primo Ministro danese, Mette Frederiksen, e il Primo Ministro della Groenlandia, Jens-Frederik Nielsen, in una dichiarazione congiunta, hanno fatto sapere che non vi sono motivi legittimi affinché gli Stati Uniti possano annettere il territorio. "La Groenlandia appartiene ai groenlandesi e gli Stati Uniti non se ne approprieranno", si legge nella loro dichiarazione.

Trump ha insistito sul fatto che la vasta isola sia essenziale per gli interessi di sicurezza nazionale degli Stati Uniti. "Abbiamo bisogno della Groenlandia per la sicurezza nazionale, non per i minerali. Abbiamo già tanti siti per minerali, petrolio e tutto il resto", ha dichiarato, cercando di sostenere la causa dell'annessione della Groenlandia, nonostante il suo status di territorio autonomo della Danimarca. "Se si guarda lungo la costa della Groenlandia, si vedono navi russe e cinesi ovunque. Ne abbiamo bisogno per la sicurezza nazionale. Dobbiamo averla", ha aggiunto.
Secondo quanto riportato dalla BBC, dopo l’operazione militare americana contro il Venezuela, che ha portato alla cattura del presidente Nicolás Maduro e di sua moglie e al loro trasferimento a New York, il primo ministro danese ha ribadito l’invito a smettere con la minaccia di voler conquistare la Groenlandia.
Mette Frederiksen ha affermato che “non ha assolutamente senso parlare della necessità che gli Stati Uniti conquistino la Groenlandia”, aggiungendo: “gli Stati Uniti non hanno alcun diritto di annettere nessuna delle tre nazioni del regno danese”.
Nel 2009, la Groenlandia ha approvato un referendum che le ha concesso l'autonomia in tutte le questioni, tranne difesa, sicurezza e politica estera. La Groenlandia è stata governata direttamente dalla Danimarca dall'inizio del XVIII secolo fino all'inizio dell'autonomia sull'isola nel 1979. Come è noto l’isola dispone di abbondanti risorse come petrolio e gas, presenti in grandi quantità. Da non trascurare è anche la presenza di materie prime come zinco, piombo, oro, minerale di ferro, terre rare, rame.

Le forze armate statunitense sono presenti in Groenlandia da molto tempo, fin dagli anni 40. Durante la Guerra Fredda, le forze armate americane avevano più di 10.000 soldati sul territorio, che oggi ospita la base spaziale di Pituffik, precedentemente nota come base aerea di Thule. Oggi, i bombardieri a lungo raggio con armi nucleari che facevano parte della forza originaria della Guerra Fredda non sono più presenti. Ma una missione di “early warning” sui missili balistici continua ad essere operativa con poche centinaia di elementi in servizio attivo dell'Aeronautica Militare e della Space Force statunitense.

Allo stato attuale, è difficile fare previsioni sull’esito della vicenda, anche in considerazione dell’imprevedibilità del presidente americano, ma si possono solo formulare ipotesi su alcuni dei possibili scenari:
- la Groenlandia sceglie l’indipendenza e rafforza i rapporti con gli Stati Uniti, con il consenso di Copenaghen;
- l’uso della leva economica americana, attraverso l’aumento dei dazi, per ottenere concessioni danesi;
- un’improbabile invasione statunitense, che appare difficile poiché provocherebbe una grave crisi internazionale e metterebbe a rischio l’esistenza stessa della NATO;
- Trump perde interesse nell’acquisizione della Groenlandia e le sue dichiarazioni rappresentano soltanto una strategia di pressione sulla Danimarca per rafforzare la sicurezza dell’isola di fronte all’influenza di Russia e Cina.

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