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Bassano, la fascia tricolore finisce in Prefettura

I gruppi di minoranza accusano il sindaco Nicola Finco di aver indossato il simbolo istituzionale per promuovere un’attività commerciale sui social: "Danneggiati il decoro e l'imparzialità"

Pubblicato il 29-01-2026
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L’uso della fascia tricolore finisce al centro di una dura polemica politica in città.
I gruppi consiliari di opposizione — Bassano Passione Comune, Bassano per Tutti, È il Momento e Partito Democratico — hanno inviato una segnalazione formale al Prefetto di Vicenza per contestare quello che definiscono un "utilizzo improprio" del simbolo cittadino da parte del sindaco Nicola Finco.
Al centro della discordia c’è un contenuto apparso recentemente sui profili social del primo cittadino.

Fascia tricolore e marketing: l'opposizione invia una segnalazione al Prefetto contro il Sindaco Nicola Finco.

Secondo la minoranza, Finco avrebbe indossato la fascia tricolore durante un’attività promozionale a favore di un’impresa commerciale privata.
Un gesto che i consiglieri ritengono non solo inopportuno, ma in diretto contrasto con le normative vigenti.
Nel comunicato diffuso alle redazioni, l’opposizione richiama con fermezza il Testo Unico degli Enti Locali (D. Lgs 267/2000) e le direttive del Ministero dell’Interno.
I gruppi sottolineano come l’uso della fascia sia strettamente vincolato alle funzioni di rappresentanza e debba avvenire esclusivamente in contesti ufficiali; di conseguenza, l’iniziativa del sindaco rischierebbe di minare l’imparzialità dell’istituzione comunale, piegando un simbolo pubblico a interessi privati.

"È di tutta evidenza che quanto osservabile nel video nulla ha a che vedere con le funzioni e i contesti indicati dalle norme — scrivono i rappresentanti di minoranza — al contrario rischia di minare il decoro e l'imparzialità delle istituzioni."

La segnalazione punta ora a ottenere un chiarimento ufficiale sulla legittimità della condotta del sindaco.
Per le opposizioni, non si tratta solo di una questione di buon senso, ma del rispetto della dignità di un emblema che rappresenta l’intera comunità e che non può essere prestato a logiche di marketing o di visibilità commerciale. Resta ora da attendere l’eventuale replica di Nicola Finco o un intervento della Prefettura per fare luce su un episodio che sta già scaldando il clima politico cittadino.

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