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Elementare, Watson
La gara del Comune per i lavori di adeguamento impiantistico della scuola primaria Mazzini è andata deserta. Ancora lo scorso febbraio. Ma il Comune lo rende noto solo oggi. Ora che succede? Ve lo diciamo noi
Pubblicato il 05 ott 2020
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Una nuova duna si aggiunge al deserto del Sahara di Bassano del Grappa. E questa volta i carovanieri alla ricerca di oasi devono fare tappa, in mancanza d'altro, alla scuola primaria Mazzini. È andata infatti deserta la gara, indetta dal Comune ancora il 29 novembre dello scorso anno, per l'appalto dei “servizi di architettura e di ingegneria relativi all'adeguamento impiantistico” della storica scuola elementare della città.
Lo rende noto una determinazione dirigenziale pubblicata l'altro ieri, sabato 3 ottobre, nell'albo pretorio online del Comune di Bassano. La cosa insolita, almeno per i non addetti ai lavori, è che l'informazione della “presa d'atto” della gara andata deserta viene resa pubblica esattamente con otto mesi di ritardo. Il termine per la presentazione delle offerte era stato infatti fissato al 3 febbraio 2020.
L'oggetto dell'appalto, poi disertato, riguardava appunto l'opera di rifacimento e messa a norma degli impianti della scuola, inserita nel quadro del più generale intervento di ristrutturazione dell'edificio. I “servizi di architettura e di ingegneria” richiesti a tale scopo comprendevano, tra le altre cose, la progettazione definitiva e la progettazione esecutiva; il coordinamento della sicurezza sia in fase di progettazione che di esecuzione; la direzione dei lavori; il collaudo tecnico funzionale degli impianti e diversi altri adempimenti di natura procedurale-burocratica previsti dalla legge. Il tutto per una spesa complessiva di 118.610,16 euro - ovvero 93.482,15 euro netti a cui vanno aggiunti gli oneri previdenziali al 4% e l'Iva al 22% - interamente a carico del bilancio comunale e finanziata in parte con gli oneri di urbanizzazione e in parte con avanzo di amministrazione.
Foto Alessandro Tich
A quella “chiamata di febbraio”, però, non ha risposto nessuno. E così i competenti uffici del Comune (area Lavori Pubblici), oltre a prendere atto dell'esito della gara e a dichiararla ufficialmente deserta, hanno stabilito il “rientro in cassa” degli oltre 118mila euro che erano stati stanziati per l'appalto. È inevitabile, per il vostro umile cronista, chiedersi che cosa significhi tutto ciò per il prosieguo dell'intervento complessivo sulla scuola elementare Mazzini, notoriamente chiusa e inutilizzata, dopo essere stata dichiarata inagibile, per i previsti lavori di ristrutturazione. Come fare dunque per verire a capo della questione? Elementare, Watson: basta chiederlo all'amministratore comunale di riferimento.
“La gara per l'adeguamento impiantistico della Mazzini? È una cosa vecchia”, risponde l'assessore ai Lavori Pubblici Andrea Zonta, dicendomi una cosa che sapevo già.
“Quella gara - aggiunge - era stata pensata quando non avevamo ancora il risultato delle prove sul tetto. Quell'adeguamento non ha più senso se prima non eseguiamo la fase di intervento di sistemazione della statica.” In altre parole: è inutile fare i nuovi impianti se prima non si mette a posto la struttura dell'edificio, il che equivarrebbe a mettere il carro davanti ai buoi. Per la serie: meno male che la gara è andata deserta.
Chiedo all'assessore perché l'esito della gara sia stato pubblicato appena adesso, dopo otto mesi. Zonta risponde genericamente che subito dopo è arrivato il periodo del Covid, che ha rallentato se non bloccato tutte le procedure, e che tra verifiche e perizie sulle condizioni statiche dell'edificio scolastico - che hanno portato lo scorso maggio a dichiararne l'inagibilità per il presunto pericolo di crollo dell'impalcato - “è passato il tempo”. La qual cosa conferma come il concetto di “tempo”, per l'amministrazione politica e per l'apparato tecnico del Comune, sia differente da come lo percepisce il resto della città. Ma così è, se vi pare.
Quell'ormai vecchia gara per l'impiantistica della scuola, come riferisce sempre Zonta, era inoltre regolata dalla legge 50/2016, in materia di contratti pubblici, “che non si usa più”. Secondo l'amministratore pubblico, il bando è andato deserto, riscontrando il totale disinteresse degli impiantisti, “perché era una gara di tipo architettonico e non impiantistico”, trattandosi di un intervento su un bene pubblico tutelato.
L'intervento sugli impianti della Mazzini non viene stralciato, ma solo rinviato al “dopo”: e cioè “di seguito alla ristrutturazione, che va fatta”. Dopodiché, come riferisce l'esponente di giunta, non servirà neppure rifare la gara per l'aggiudicazione dell'appalto: “in seconda battuta possiamo andare alla selezione diretta”.
Intanto gli oltre 118mila euro stanziati allo scopo sono rientrati alla base, tra le disponibilità del Comune. “Quei soldi mi servono per altre lavorazioni - spiega l'assessore -. Poi andremo a riformulare un capitolo di spesa per gli impianti della scuola.”
Tutto chiaro? Dopo questa frase, lascio un nuovo spazio di pausa tra i capitoli del mio articolo. Se volete, potete approfittarne per andare a prendere il solito cachet per il mal di testa.
Rieccomi qua. Dunque, ricapitolando: a fine 2019 il Comune di Bassano indice la gara per l'appalto dell'adeguamento impiastistico della scuola Mazzini, con scadenza 3 febbraio 2020.
A quella gara non si presenta nessuno. Poi lo stesso Comune rileva il fatto che quell'intervento non avrebbe avuto senso prima della conclusione dei lavori di sistemazione statica dell'edificio. Otto mesi dopo arriva la “presa d'atto” della gara andata deserta e si fa rientrare la somma che era stata stanziata nelle disponibilità comunali per altri lavori pubblici. Il Comune dà oggi priorità alla ristrutturazione del fabbricato, a cui farà poi seguito quella degli impianti, per la quale sarà riformulato un nuovo capitolo di spesa, con possibile affidamento diretto dell'appalto. Neanche uno sceneggiatore di Netflix arriverebbe a tanto.
Ma c'è di più: sempre Andrea Zonta riferisce che “l'intenzione è quella di iniziare l'intervento strutturale sin da subito”. Tuttavia “dopo la relazione sull'impalcato del tetto si sta attendendo a livello tecnico che arrivi una nuova relazione sull'impalcato degli altri piani, e cioè dell'edificio completo, che dovrebbe essere conclusa questo mese.”
Alla fine della fiera, non posso non esternare al mio interlocutore comunale una mia impellente curiosità. E cioè: se è vero che l'adeguamento degli impianti “non avrebbe avuto senso” prima della sistemazione statica della scuola, cosa sarebbe successo se alla gara si fosse invece presentato qualcuno e l'avesse vinta? “Gli avremmo detto: blocca tutto, stai fermo - è la risposta testuale dell'assessore comunale ai Lavori Pubblici -. Avremmo dovuto “congelare” il progettista impiantista, per poi farlo di seguito lavorare in stretta connessione con il progettista strutturale.”
Qui finisce per il momento, egregi lettori, questa storia amministrativa bassanese, portatrice sana di emicrania burocratica. A proposito: voi cosa avete preso? Un Moment? Mi manca in dispensa: io andrò a prendermi la solita Aspirina.
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