Alessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 23-07-2020 18:45
in Attualità | Visto 1.448 volte

Ma che storia

Aperta alla chetichella la nuova sezione Storia della Città del Museo Civico di Bassano. Rinnovati anche biglietteria e bookshop, accesso al Museo coi tornelli. Spazi pieni di testimonianze storiche, ma ancora vuoti di gente

Ma che storia

Museo Civico - Sezione “Storia della Città” (foto Alessandro Tich)

Ma guarda te che storia. È stata aperta in silenzio, senza cerimonie altisonanti e senza più di tanto disturbare, la nuova sezione del Museo Civico di Bassano dedicata alla Storia della Città. Ma c'è di più: oltre alla nuova sezione museale, primo vagito anche per i nuovi spazi della biglietteria e del bookshop di ingresso, rinnovati nel percorso e nell'allestimento, con l'ulteriore novità dell'accesso al Museo regolato da due tornelli automatici di entrata e di uscita.
Da ieri dunque l'itinerario che accompagna il visitatore lungo la storia di Bassano - presentato in anteprima in occasione della Festa di San Bassiano 2020 - è ufficialmente aperto al pubblico. Non ancora tanto pubblico per la verità (questo pomeriggio, per scattare le foto correlate a questo articolo, mi sono aggirato tra i suoi spazi in completa solitudine), ma come si suol dire: speriamo in bene. Su alcuni avvisi dell'era Covid c'è scritto: “Ingresso consentito ad un massimo di 8 persone”. Speriamo che, oltre a me, arrivino prima o poi anche le altre 7.
Ideata nel suo concept originario dalla dott.ssa Giuliana Ericani, già direttrice del Museo bassanese, la nuova sezione offre un percorso interattivo ricco di testimonanze che ripercorrono lo sviluppo della città da un punto di vista urbano e architettonico, analizzandone la crescita demografica, le industrie, le arti e le attività artigianali.

Il percorso espositivo del nuovo “museo nel museo” segue l’andamento cronologico di nascita e sviluppo della città di Bassano del Grappa ed inizia con una prima parte che dal periodo protostorico arriva fino all’età romana e tardoantica, momento in cui avviene la formazione del centro. In questa sezione sono esposti reperti come la Spada del Brenta, appartenuta ad un capo guerriero e rinvenuta casualmente sul letto del fiume nel 2009, alcuni marchi di fabbrica della fornace di San Giorgio in Angarano e i resti del sepolcreto di Cassanego.
Nella sezione medievale due tombe longobarde testimoniano l’occupazione germanica sul territorio bassanese, all’epoca parte del Ducato di Treviso. Vari resti metallici offrono una panoramica sulla tecnologia militare dell’epoca, come le cuspidi di lancia, speroni o le diverse punte di freccia.
Dalla sezione dedicata al Quattrocento, che vede esposte opere delle botteghe di Jacobello del Fiore e Bartolomeo Montagna, si passa poi a quella del Cinquecento, il secolo più ricco di arte per Bassano, che vede emergere la genialità della famiglia Da Ponte: tre generazioni di pittori che hanno segnato la storia dell’arte italiana e che hanno reso Bassano del Grappa un centro di produzione artistica d’eccellenza a cavallo del Cinquecento. È questo il secolo in cui Andrea Palladio progetta il rifacimento del Ponte Vecchio, ricostruito nel modellino ligneo esposto al centro della sezione e raffigurato anche nella tela di Leandro Da Ponte con il Podestà di Bassano davanti alla Vergine.
Le sezioni dedicate al Sei-Settecento vedono esposti diversi manufatti che testimoniano la vivacità artigianale della città, attiva in campo ceramico grazie alla produzioni dei Manardi e degli Antonibon e nella stampa e nel suo commercio grazie alla celebre dinastia bassanese dei Remondini, a cui si deve quella che può essere definita la prima “major” mondiale dell’immagine. L’Unità d’Italia diede il via al movimento risorgimentale nella città: la sezione dedicata all’Ottocento conserva, oltre a vari dipinti e gessi, anche alcuni abiti da cerimonia, una bandiera di Bassano e una camera fotografica tascabile Dubroni. Le due Guerre Mondiali segnano tristemente la storia di Bassano, come dimostra la grande mappa murale nella parete di fondo che indica i punti in cui le granate e le bombe deflagrarono durante il primo conflitto.
La “Danzatrice con le mani sui fianchi” di Antonio Canova, nella sua frammentarietà, testimonia i gravi danni subiti nel secondo conflitto mondiale dal Museo Civico e dalle sue collezioni. Eppure il Novecento è stato anche un secolo di apertura, grazie alla costruzione della nuova linea ferroviaria che collega Bassano a Padova e grazie alla realizzazione del Ponte Nuovo, ricostruito nel modellino ligneo originale dell’ingegnere Domenico Menotti Marchiori.
Ultimo protagonista della nuova sezione dedicata alla Storia della Città è l’imponente gesso della Vittoria Alata, opera del 1935 di Francesco Rebesco che servì da matrice alla statua bronzea collocata nella Caserma Montegrappa.
Supporti didattici e virtuali ricostruiscono gli ambienti e le sequenze storiche, consentendo di visualizzare le trasformazioni urbanistiche, architettoniche e le decorazioni freschive della città. Lo stesso allestimento è concepito in modo tale da evitare la monotonia, presentando in ogni sala accostamenti diversi di colori alle pareti. Realizzato con il supporto di fondi della Regione Veneto, il nuovo libro di Storia della città di Bassano si presenta come “un'importante operazione di studio e valorizzazione del passato per comprendere il nostro presente”.
Ma che storia, veramente.

E della nuova biglietteria e bookshop del Museo Civico, che possiamo dire?
La biglietteria, temporaneamente spostata all'Ufficio IAT nel periodo di durata dei lavori, è tornata ora alla sua postazione originale. Quello che cambia, come già accennato, è la modalità di accesso alle collezioni museali con un percorso obbligatorio di entrata e di uscita che prevede il passaggio ai tornelli, garantendo così una visita “in piena sicurezza”.
Veste più aggiornata e moderna per il nuovo bookshop, che in realtà è più “shop” che “book”. Più che i libri e i cataloghi in vendita, la vetrina della sala mette infatti in evidenza una nutrita collezione di oggetti di artigianato artistico, predisposti per l'acquisto all'interno di teche di vetro illuminate. E il perché è presto detto: l'offerta dello shop museale è realizzata in collaborazione con Confartigianato Imprese Vicenza , che ha selezionato una serie di piccole imprese “protagoniste con i loro prodotti, la loro arte e la loro storia”.
Infine un totem interattivo posizionato al termine del percorso di visita approfondisce le collezioni e alcune delle opere esposte nelle sedi museali, dando la possibilità al visitatore di consultare informazioni, orari di apertura ed attività dei Musei Civici e di valutare l’esperienza di visita appena conclusa. Ora manca solamente il tocco finale. E cioè che sul totem interattivo appaia la vera grande figura misteriosa di tutta questa storia: il nuovo direttore dei Musei Civici di Bassano del Grappa.

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