Alessandro Tich
bassanonet.it
Pubblicato il 15-02-2019 15:13
in Politica | Visto 2.439 volte
 

Un pegno per Bassano

Il dubbio amletico della civica Impegno per Bassano, ago della bilancia della costruenda coalizione di centrodestra

Un pegno per Bassano

Il candidato sindaco in pectore di Impegno per Bassano Roberto Marin

Essere o non essere. Nella coalizione. È il dubbio amletico che in queste ore attanaglia i pensieri del coordinatore Massimo Gianesin, del candidato sindaco in pectore (nominato dalla base degli iscritti) Roberto Marin e degli altri componenti del direttivo della lista civica di centrodestra Impegno per Bassano.
Il tempo ormai stringe e per la composizione delle squadre che scenderanno in campo per la Via Matteotti League, competizione elettorale in programma nell'ormai vicino mese di maggio, bisogna quanto prima arrivare al dunque. Una necessità che vale anche e soprattutto per la coalizione di centrodestra, cui spetta il non facile compito di armonizzare e compattare le diverse anime che gravitano al suo interno.
Le Sacre Scritture dicono che la Lega, forte del risultato delle elezioni politiche ancora dell'anno scorso, sta guidando le danze per la formazione delle liste e del programma e ha da mesi pronto il nome del candidato sindaco per l'intera compagine dei propri alleati: l'avvocato Elena Pavan. Il problema è quello di capire chi siano effettivamente gli alleati. Negli ultimi tempi si sta cementando un fronte sempre più compatto tra la Lega del segretario cittadino Roberto Gerin e due realtà locali che continuano ancora ad occuparsi di temi politici e amministrativi, per il momento, sotto forma di associazione culturale: Rinascita 2019 e Destra Brenta. Forza Italia, nella persona del consigliere comunale Mariano Scotton, pure dichiaratosi disposto a correre come candidato sindaco, al momento non fa trapelare prese di posizione, applicando un principio di prudenza simil-democristiana. La civica Bassano ConGiunta, firmataria del patto di alleanza siglato il 7 aprile dell'anno scorso, si è nel frattempo chiamata fuori. Fratelli d'Italia, il partito coordinato a Bassano dal redivivo e già forzista Simone Furlan, non appare ancora emergere all'orizzonte di possibili o presunti nuovi accordi di coalizione.
Rimane Impegno per Bassano, che si trova oggi ad assumere il ruolo di strategico ago della bilancia. Un po' per caso, vista l'evoluzione degli scenari nell'universo bassanese di centrodestra, e un po' per scelta, avendo comunque lanciato un chiaro segnale di distinzione rispetto al resto delle formazioni ufficialmente ancora alleate, chiamando a raccolta i suoi iscritti per esprimere il nome del proprio candidato sindaco.
La civica di Gianesin, Marin & C., che è la più rappresentativa nell'attuale scacchiere di minoranza del consiglio comunale ormai vicino alla scadenza, è comunque di impostazione moderata e alcuni suoi recenti “nuovi acquisti” ne fanno un contenitore politico in cui oggi trova posto anche la cosiddetta ala centrista.
Una certa insofferenza nei confronti di una coalizione troppo spostata a destra, con la Lega a comandare il gioco, è pertanto una variabile da tenere in considerazione.
Da ciò consegue il costante confronto con la base, che dopo avere eletto Roberto Marin nel ruolo di aspirante primo cittadino è stata nuovamente chiamata a raccolta in questi giorni per valutare gli sviluppi della situazione: alleanza di programma con la Lega e sostegno al suo annunciato candidato sindaco di coalizione in pectore Elena Pavan in primis.
Sugli esiti del confronto in seno alla civica le bocche restano ancora ufficialmente cucite: qualsiasi parola fatta sfuggire pubblicamente in questo momento, potrebbe avere conseguenze irrecuperabili. Perché il tempo di recupero, per quanto stretto sia, c'è ancora. Ed è il tempo che si profila per quello che dovrà essere l'incontro risolutivo a livello di coalizione. Nel quale “Impegno” dovrà decidere una volta per tutte se le proposte sui nomi e sul programma sono sufficienti a garantirne una presenza di peso nella aspirante nuova maggioranza di centrodestra della città o se invece il gioco non vale la candela. Portando la civica, in questo secondo caso, a staccarsi dall'alleanza per intraprendere una propria strada, da sola o assieme ad altri.
Amleto intanto continua a riflettere e, comunque vada e qualunque sia l'opzione decisa, c'è da pagare un pegno per Bassano: un'obbligazione morale da consegnare agli elettori, nell'una o nell'altra eventualità, a rischio anche di voltare pagina rispetto al passato.
E se magari capitasse, in caso di distacco dall'alleanza Lega-dipendente, che Impegno per Bassano aderisca alla coalizione di centrosinistra oppure, rimanendone fuori e in caso di ballottaggio, ne sostenga il candidato sindaco? Riproponendo in questo caso un mix di provenienze politiche e civiche già messo in pratica con la maggioranza Cimatti?
È un'ipotesi ardita, ma non è fantascienza.