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Possagno, U.S.A.
Dopo il successo di New York, si inaugura domani al Museo Gypsotheca la mostra “Canova - George Washington”. Sull'evento sarà realizzato anche un film. Il direttore Mario Guderzo: “La realtà di Possagno è internazionale”
Pubblicato il 09 nov 2018
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Ogni volta che ritorno a Possagno vengo rapito da un senso di beatitudine.
E non solo per l'armonia del paesaggio, dominato dal Tempio Canoviano, ma anche per quel clima di bellezza pervasa che questo piccolo paese della Pedemontana del Grappa riesce a coltivare, e a valorizzare, nel nome di Antonio Canova. La Gypsotheca e Museo Antonio Canova ne rappresenta il fulcro e il faro irradiatore, ma è tutta la comunità a far parte di questa diffusione di cultura nel territorio, consapevole della straordinaria eredità materiale e spirituale tramandata dal suo più grande figlio.
Ora - e non da oggi - il Museo collocato in quella che di Canova fu la bellissima casa, e che contiene la più grande raccolta monografica di statue in gesso al mondo, guarda sempre più in direzione del mondo stesso. E dopo il successo al museo Frick Collection di New York, si inaugura domani la mostra “Canova - George Washington”, che rimarrà aperta al pubblico fino al 29 aprile 2019 e che presenta l'affascinante racconto dell'opera che il più grande scultore neoclassico dedicò al primo presidente degli Stati Uniti d'America.
Foto Alessandro Tich
Curata da Mario Guderzo, storico dell'arte e direttore della Gypsotheca e Museo Antonio Canova, in collaborazione con Xavier F. Salomon, Chief Curator della Frick Collection, la mostra ripercorre la storia del capolavoro perduto, probabilmente il monumento pubblico meno conosciuto fra quelli eseguiti dal sommo scultore possagnese.
La statua in marmo fu infatti svelata al pubblico nel 1821, nella sala di rappresentanza del Campidoglio di Raleigh, nel North Carolina, e il plauso fu tale da richiamare visitatori da ogni dove. Ma soltanto un decennio più tardi un tragico incendio divampò nel palazzo del Parlamento, riducendo la statua ad un ammasso di frammenti bruciati.
Ogni scultura in marmo di Antonio Canova ha tuttavia il suo perfetto gemello: il modello preparatorio in gesso a grandezza naturale. E proprio il modello definitivo del monumento al primo presidente americano, conservato ed esposto nella Gypsotheca canoviana, è stato il pezzo forte dell'esposizione tenutasi a New York dal 23 maggio al 23 settembre scorsi. Adesso il capolavoro di gesso è ritornato a casa, ricollocato in un altro posto, al centro del grande salone principale della Gypsotheca. È consuetudine del museo possagnese, proprio in occasione delle sue frequenti e visitatissime mostre, posizionare le sculture al centro dell'attenzione in spazi diversi dalla loro collocazione consueta: segno di un'istituzione dinamica che non è mai uguale a se stessa. E attorno al Washington di Canova si sviluppa l'intrigante percorso del “work in progress” della sua realizzazione.
La statua del primo presidente U.S.A. fu commissionata nel 1816 da Thomas Jefferson, terzo presidente degli Stati Uniti. E come spiega Xavier F. Salomon alla vernice per la stampa, è il risultato di una combinazione incredibile. Jefferson infatti non aveva mai conosciuto quello che all'epoca era il più celebrato scultore europeo, che mai si recò oltreoceano, ma tutti gli esperti a cui si era rivolto per decidere a chi commissionare la statua (artisti, collezionisti, mercanti d'arte, politici che si occupavano di cultura eccetera) gli avevano fatto il nome di Canova, già famoso in America e considerato “l'artista più costoso, ma anche il più bravo”. Canova invece non aveva mai visto George Washington, che era morto nel 1799, e non aveva idea delle fattezze del suo volto.
Ma ci fu uno scultore italiano, Giuseppe Ceracchi, giramondo e filo-rivoluzionario, che aveva eseguito negli Stati Uniti uno dei due soli busti di George Washington “dal vivo”, col presidente come modello. E proprio da una copia di quel busto Canova ricopiò le fattezze del volto del presidente americano, rappresentato dalla statua nelle vesti di Cincinnato, il dittatore romano che abbandonò la politica per ritornare a fare il contadino.
Anche Washington, infatti, dopo due mandati da presidente ritornò a fare il fattore nella sua casa di campagna. E Canova lo ritrae mentre scrive il discorso di commiato dai suoi concittadini. Scultura realizzata per un compenso di 4000 zecchini d'oro, corrispondenti alla metà del budget annuale dello Stato del North Carolina dell'epoca.
Nella mostra “Canova - George Washington” si vedono insieme il modello preparatorio in gesso a grandezza naturale, quattro modellini preparatori, i relativi disegni e le incisioni di traduzione. Completano l'esposizione il busto di Washington scolpito da Ceracchi, i busti di Jefferson e di Washington realizzati dallo scultore neoclassico francese Jean-Antoine Houdon, due dipinti coi ritratti dei due presidenti americani, il ritratto di Canova dipinto nel 1815 dal pittore di corte inglese Sir Thomas Lawrence e le rappresentazioni delle prime idee di sviluppo per il monumento presidenziale che comprendevano anche l'ipotesi, poi scartata dall'autore, di una statua equestre.
“Il nostro è un museo che non è sempre il solito museo, dove c'è l'opportunità di rivedere le cose di Canova in modo sempre singolare - dichiara il direttore della Gypsotheca e Museo Antonio Canova Mario Guderzo -. Questa piccola realtà riesce ad essere l'ombelico del mondo, perché tutti hanno ormai capito che la realtà di Possagno è internazionale.”
I prestiti di opere a musei italiani e internazionali sono sempre più numerosi, presto Possagno svilupperà un' attività di scambio con Berlino, nel 2021 nuovi progetti saranno realizzati a Washington e a Chicago mentre Xavier F. Salomon annuncia che l'organizzazione statunitense non-profit Save Venice, di cui è consigliere, ha deciso di stanziare fondi per il restauro del gesso del “Dedalo e Icaro” di Possagno.
E non è tutto. ARTE.it, il più importante editore digitale italiano di arte e cultura (250mila lettori al mese), rappresentato in conferenza stampa dal co-fondatore Piero Muscarà, ha siglato un accordo di partnership con la Gypsotheca e Museo Antonio Canova per la mostra su George Washington di New York e Possagno.
Da oltre un anno la testata digitale sta seguendo da vicino questa avvincente storia e sta realizzando un film documentario in 4K HDR, intitolato “Canova's Washington. La Leggenda della Statua Perduta” che sarà distribuito nei cinema italiani dalla Nexo Digital e negli Stati Uniti nei circuito di distribuzione dei cinema d'arte del Metropolitan. Possagno, U.S.A.: poco più di duemila abitanti e oltre 50mila visitatori all'anno al Museo Gypsotheca (dato 2016), per un'espansione di cultura e di bellezza sempre più senza frontiere.
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