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Mai dire spray
La parete del sottopasso di via Tabacco a Bassano sarà trasformata in un grande murales. Parte il progetto di Comune e Urban Center per riqualificare i muri degradati o già imbrattati di graffiti a colpi di street art
Pubblicato il 06 nov 2018
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Anche questo articolo inizia con una domanda: è possibile fare in modo che un muro preso costantemente di mira da writers e graffitari non venga più imbrattato a colpi di bombolette di vernice spray? E a domanda rispondo: certamente. Basta ricoprire la parete con un bel murales. Tiè. Una volta che l'intera superficie è tappezzata di segni e colori, preferibilmente artistici, non resta più un centimetro quadrato a disposizione dei grafomani. Pregasi imbrattare da un'altra parte. E la città, contemporaneamente, si arricchisce di una nuova “icona” dell'immaginario urbano.
È l'idea di fondo che ha generato il RAME Project (chiamato in inglese, obviously): iniziativa, promossa dall'assessorato alla Cultura del Comune di Bassano, che “mira alla rigenerazione e allo sviluppo culturale degli spazi cittadini e delle periferie, meglio se trascurati o dimenticati dalla quotidianità”. Come? Promuovendo “interventi di arte urbana, che recuperano e rivalutano scorci cittadini con i linguaggi della cultura underground, graffiti e street art”.
“Il concetto di arte pubblica - spiega l'assessore Giovanni Cunico - è considerato dall'assessorato come un investimento che la città fa per le periferie.”
L'anonimo grigiore di alcune pareti pubbliche di Bassano, frequentemente violate dai graffiti di passaggio, sarà così trasformato in una stabile e multicolore espressione di pittura on the road, creata esclusivamente da artisti di strada professionisti del settore e riconosciuti a livello internazionale.
Il progetto del Comune - che prevede una spesa massima di 14mila euro - si avvale della collaborazione dell'Urban Center Bassano, che gestirà la fase operativa, e della direzione artistica di Andrea Crestani, ancora giovane ma già storico reduce dai fasti di Infart, la prima e finora unica manifestazione a tema dedicata alla street art in città.
Si comincia subito: vale a dire già a partire dai prossimi giorni.
E la prima superficie che sarà sottoposta al variopinto maquillage sarà la parete del sottopasso ferroviario di via Tabacco. Già: proprio la Tobacco Road de noialtri, il budello di asfalto che ciclicamente cambia senso unico di marcia dopo l'ulteriore restringimento della carreggiata a seguito della realizzazione della nuova corsia ciclo-pedonale. L'Amministrazione comunale ha individuato nel muro del sottopasso “un immobile in stato di degrado e decadenza, in quanto oggetto di continui vandalismi, per cui è necessario procedere ad un intervento di riqualificazione”. “È un muro bersagliato da sempre da scritte - afferma Cunico -. Ogni due mesi il magazzino comunale le ricopre dando una mano di grigio, ma dopo tre o quattro giorni le scritte ricompaiono.”
“Quel passaggio è molto più frequentato dopo i cambiamenti di umore della viabilità cittadina - osserva coloritamente l'assessore, che aggiunge: “Ora portiamo la cultura fuori dai musei e fuori dal centro.” A realizzare il murales della nuova via Tabacco a colori sarà nientemeno che Ericailcane. Chi era, anzi pardon chi è costui?
Trattasi, come apprendiamo da una sua breve nota biografica, di uno “street artist, illustratore, disegnatore e scultore” che “ha realizzato graffiti e installazioni in tutto il mondo” e che secondo l'Istituto di Cultura Italiana di Chicago “appartiene a quella generazione europea di nuovi artisti di strada che hanno rivoluzionato il modo di concepire lo spazio pubblico”. Ehlamadonna. Spetterà a lui dare sfogo al proprio estro artistico sui circa 300 metri quadrati (50 di lunghezza x 6 di altezza) della parete del sottopasso, dove a tratti di pennello realizzerà una delle sue caratteristiche maxi-creazioni che vedono come protagoniste figure di animali antropomorfizzati.
“Ericailcane - spiega ancora l'assessore Cunico - raffigura animali deboli, perché sopraffatti dall'uomo, come esseri forti, richiamando l'attenzione sulla voglia di rivalsa delle parti deboli della società.”
Ma il sottopasso in technicolor sarà soltanto la prima delle opere di “riqualificazione” di pareti previste dal progetto. E qui - oltre all'assunzione di tutti i costi organizzativi, logistici e di sicurezza degli interventi, coperti dal contributo comunale - entra pienamente in gioco il ruolo dell'Urban Center.
“L'Urban Center, tramite il dialogo con i residenti - dichiara Omar Peruzzo, presidente dell'associazione Urban Center Bassano -, intende promuovere la street art come alternativa al vandalismo. È un volano per stimolare la cultura del bello nella popolazione.” “Raccoglieremo informazioni su cosa pensa la gente delle opere realizzate e promuoveremo un sondaggio per decidere i nuovi ambienti su cui intervenire - prosegue Peruzzo -. L'obiettivo finale è fare di Bassano un museo all'aria aperta di arte contemporanea.” Altre quattro-cinque pareti pubbliche, individuate in accordo coi cittadini, saranno quindi trasformate in grandi quadri di pietra o di mattoni da altrettanti street artist di riconosciuta caratura che saranno prescelti dal direttore artistico Crestani con l'obiettivo di “andare oltre l'immaginario che si ha sui disegni per le strade”.
“È un modo per comunicare con i giovani, che dimostrano grande interesse per l'arte di strada”, sottolinea Cunico.
Inizia l'era dei murales anti-graffiti: mai dire spray.
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