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La città accogliente
“I luoghi dell'accoglienza nella storia di Bassano”. Nel 300° anniversario della nascita del fondatore Don Pirani, la Fondazione Pirani-Cremona accende i riflettori sulla mappa urbana della solidarietà sociale
Pubblicato il 20 dic 2017
Visto 3.453 volte
“Accogliere”. Dal dizionario Treccani online: “Riferito a un luogo, a un ambiente, ricevere in sé, anche offrendo rifugio o ospitalità”.
Un verbo impegnativo, di fronte alle emergenze sociali rispetto alle quali viene declinato. Sia oggi come nel passato. Perché l'accoglienza non è solo un tetto sotto il quale dormire, ma anche e soprattutto una disposizione dell'animo umano - a seconda dell'utenza a cui le strutture dell'accoglienza si rivolgono - a prendersi carico di alcune altre e altrettanto impegnative parole: soccorso, cura, conforto, educazione, condivisione, solidarietà.
Ogni epoca ha dovuto confrontarsi con i problemi delle fasce di popolazione più svantaggiate: un tempo, ad esempio, c'erano più emergenze sanitarie, più bambini orfani e più famiglie povere, oggi invece bisogna fare i conti con lo spettro dell'emarginazione sociale, delle nuove povertà e della violenza di genere.
La sede della Fondazione Pirani Cremona in via Museo (foto: archivio Bassanonet)
Ma laddove la comunità locale ha saputo rispondere, creando luoghi in cui dare una valvola di sfogo alle richieste di aiuto e di sostegno, ecco che la città diventa anche, e stabilmente, un laboratorio civico di umanità.
È il caso di Bassano, dove nei secoli, grazie alla presenza di istituti di accoglienza di iniziativa religiosa o di disponibilità privata, il supporto sociale ai più sfortunati ha sempre rappresentato una buona pratica tramandata alle generazioni, indipendentemente dal contesto storico che ne esprimeva le necessità.
In altre parole, a Bassano si è sempre accolto a prescindere, conferendo alla parola “caritas” (“benevolenza”) un concreto e socialmente diffuso significato.
Ma si tratta di una caratteristica della nostra storia civica tanto significativa quanto oggi, in realtà, poco conosciuta. Ancora per poco, però: merito della Fondazione Pirani-Cremona, storica e benemerita istituzione cittadina, che proprio ai “luoghi dell'accoglienza nella storia di Bassano” dedicherà un focus particolare in occasione dei due anniversari confluenti nell'anno che sta per concludersi.
Nel 2017 - oltre al 267° anniversario di costituzione di quello che sarebbe diventato il futuro istituto Pirani, poi ricostituitosi in Fondazione e quindi fusosi nel 2005 con la Fondazione Cremona - ricade infatti anche il 300° anniversario della nascita di Don Giorgio Pirani, il religioso di ampie vedute che nel 1750 fondò l'allora orfanotrofio femminile e Pio Luogo delle Zitelle nel complesso dell'attuale via Museo che oggi ospita la sede della Fondazione stessa.
Un istituto che, in oltre due secoli e mezzo, ha mantenuto ed evoluto il suo ruolo di spazio dedicato alla prevenzione e alla cura del disagio sociale, trasformandosi ai tempi nostri in una fucina di progetti rivolti all'intera comunità cittadina. Progetti che sono l'espressione delle tre diverse “anime” della Fondazione: una parte educativa, una sociale e una parte che riguarda appunto l'accoglienza.
Alla prima area di intervento è stato dedicato il primo di una serie di tre appuntamenti organizzati dalla Fondazione per celebrare il doppio anniversario, svoltosi lo scorso 2 dicembre nella sede di via Museo: un seminario di studi per insegnanti, educatori e genitori sul tema “L'inglese per gioco”. Ovvero un'occasione di approfondimento sulla familiarizzazione alla seconda lingua al nido e nella scuola dell'infanzia montessoriani.
L'area sociale è stata invece al centro del secondo appuntamento del trittico di eventi, tenutosi lo scorso 14 dicembre sempre nella sede della Fondazione: la Festa di Natale con le famiglie affidatarie, promossa dall'Azienda Ulss 7 Pedemontana a sostegno della nuova campagna sull'affido e la solidarietà familiare e intervallata dalla proiezione di spezzoni del film “La mia vita da zucchina”, commentati dalla scrittrice Arianna Prevedello.
Un focus particolare sul mondo dei minori in situazione di disagio familiare o sociale a cui la Fondazione pone particolare attenzione attraverso le sue comunità educative e ai quali offre anche un'opportunità di crescita in famiglie affidatarie (anche questa un'espressione della “accoglienza”) in collaborazione col Servizio Affidi dell'Ulss.
All'accoglienza vera e propria, infine, sarà dedicato quello che si preannuncia come l'evento principale del programma dell'anniversario.
L'appuntamento è fissato per il prossimo giovedì 18 gennaio, vigilia di San Bassiano, alle ore 21 nella Sala Martinovich del Centro Giovanile.
In quella occasione il pubblico potrà appunto assistere a “I luoghi dell'accoglienza nella storia di Bassano”: una rappresentazione teatrale nella quale l'argomento sarà raccontato sul palco dall'attore Carlo Presotto, direttore artistico del Teatro Stabile di Innovazione La Piccionaia-I Carrara di Vicenza. Non un convegno dunque e non un seminario, ma una performance artistica aperta alla città per accendere i riflettori sulla mappa urbana della solidarietà sociale.
“L'intento di questo incontro - spiega la presidente della Fondazione Pirani Cremona Maria Paola Gallo - sarà quello di vedere quali sono state, dalla nascita di Bassano, le “pietre” che hanno rappresentato l'accoglienza nei secoli e cercare di capire dove è stata collocata, da quando Bassano c'è, l'accoglienza di qualunque tipo: dall'accoglienza sanitaria e quella per indigenza, per gli orfani, per la disabilità, per le donne in difficoltà. L'accoglienza si declina sempre e in ogni tempo all'interno di una società.”
“Cercheremo così - continua la presidente - di costruire un percorso che evidenzia anche alcuni luoghi della città che sono sempre rimasti luoghi di accoglienza, come i Cappuccini o il Pirani in via Museo che svolge questo ruolo dal 1750, e che continuano a tradurre le esigenze dell'accoglienza moderna ovviamente adattandola alle nostre necessità attuali.”
L'appuntamento del 18 gennaio sarà il punto di arrivo di un percorso di ricerca di sei mesi che su impulso della Fondazione ha visto coinvolti storici, docenti di religione, la parrocchia di Santa Maria in Colle, volontari e rappresentanti dello stesso mondo dell'accoglienza bassanese. Ma anche un punto di partenza verso nuove iniziative mirate alla conoscenza diffusa di questo patrimonio urbano contraddistinto dalla cultura dell'ospitalità nei confronti dei più deboli.
È infatti in fase di definizione il progetto di una nuova audioguida per le visite alla città, dove i luoghi dell'accoglienza saranno presentati dal punto di vista storico ma anche della loro funzione di punti di riferimento della solidarietà civica. Il tutto svolto lungo il filo conduttore che sarà dipanato nella serata in Sala Martinovich.
“Con Carlo Presotto - conclude la presidente Gallo - la storia della nostra città e dei luoghi che ne hanno contraddistinto la propensione all'accoglienza sarà ripercorsa secondo la formula dello “storytelling”. Un tema che ha trovato un costante riscontro nei secoli ma che è sempre attuale, a seconda nei nuovi bisogni della società. Il tapis roulant della storia va sempre avanti.”
E allora vai col tapis roulant: per mantenere in forma la memoria civica di un'eccellenza nascosta, e per questo ancora più encomiabile, della nostra città.
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