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La prova del 7
Ulss 7 Pedemontana: il Coordinamento Comitato Distretto 1 (ex esecutivo Conferenza dei Sindaci Ulss 3) lancia un Ordine del Giorno per la difesa della nuova Azienda Socio Sanitaria e scongiurare un futuro accorpamento in un'unica Ulss provinciale
Pubblicato il 11 lug 2017
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La prova del 7. Dallo scorso 1 gennaio l'Ulss 7 Pedemontana - sorta dalla fusione tra le ex Ulss 3 di Bassano del Grappa e 4 Alto Vicentino - è cosa fatta: ora bisogna difenderla e mantenerla. È il succo di un Ordine del Giorno che sarà sottoposto, per l'approvazione, ai consigli comunali del 28 Comuni del territorio dell'ex Ulss 3.
L'iniziativa è promossa da quello che una volta era l'esecutivo della Conferenza dei Sindaci dell'Ulss n.3 e che oggi, in nome della semplificazione, si chiama invece “Coordinamento del Comitato dei Sindaci del Distretto 1 dell'Ulss 7 Pedemontana”.
Ne fanno parte cinque primi cittadini, tre dei quali intervengono in conferenza stampa in municipio a Bassano per illustrare i contenuti del documento: Riccardo Poletto di Bassano del Grappa, Marica Dalla Valle di Marostica e Carlo Perli di Valstagna.
I sindaci di Valstagna Carlo Perli, di Bassano Riccardo Poletto e di Marostica Marica Dalla Valle in conferenza stampa (foto Alessandro Tich)
Assente ingiustificato all'incontro con i media il sindaco di Romano d'Ezzelino Simone Bontorin, subentrato nel direttivo al suo predecessore Rossella Olivo, e assente giustificata, in quanto infortunata, il sindaco di Conco Graziella Stefani.
L'Ordine del Giorno in questione è intitolato “Adesione al documento dei Comitato dei Sindaci del Distretto 1 dell'Ulss 7 Pedemontana sul processo di unificazione”.
Processo che, dopo sette abbondanti mesi, è ancora in fase di “work in progress”.
I 60 Comuni della nuova Ulss 7 istituita dalla Regione (i 28 dell'ex Ulss 3 e i 32 dell'ex Ulss 4) non sono ancora rappresentati da un'unica Conferenza dei Sindaci, in attesa di un regolamento regionale che ancora non c'è, e quindi l'esecutivo unificato con le relative cariche di vertice è a tutt'oggi inesistente.
Ma i contatti tra Bassano e Thiene, ovvero tra le due facce della stessa medaglia, proseguono e il processo di integrazione tra i due territori - non senza difficoltà, figlie degli antichi campanilismi - in ogni caso va avanti.
Nel frattempo il “governino” dei sindaci del Distretto 1 (come si chiama oggi il territorio ex Ulss 3 dell'Ulss Pedemontana, affiancato al Distretto 2 dell'Alto Vicentino) mettono le mani avanti e con un “documento politico”, come lo chiama il sindaco Poletto, si rivolgono ai 28 consigli comunali del Bassanese e dell'Altopiano per “ribadire l'importanza dell'Ulss Pedemontana e monitorare il suo patrimonio”. L'Italia infatti è il Paese del “non si sa mai” e le rimostranze di altri Comuni del Veneto - indispettiti dal “privilegio” concesso a Vicenza e a Venezia, le uniche due province che annoverano due Ulss suddivise nel territorio e non una unica Ulss provinciale - hanno spinto i rappresentanti del Comitato dei Sindaci del Distretto 1 a muoversi per tempo per evitare il rischio di futuri ripensamenti della Regione con conseguente accorpamento a Vicenza e istituzione di un'unica Azienda Socio Sanitaria Locale anche nel Vicentino.
L'Ordine del Giorno in questione prende atto che “sin dal momento in cui gli esecutivi delle precedenti Ulss 3 e 4 proposero un'alternativa all'Ulss provinciale ed in particolare proposero un'Ulss per l'area pedemontana, erano vive, come lo sono oggi, le preoccupazioni di mantenere forte il rapporto tra Azienda Socio Sanitaria e Comuni dei vari territori, con un numero di abitanti che, tenendo conto anche delle aree montane, fosse adeguato (circa 400.000)”.
“Parimenti - continua il documento - erano e sono vive le esigenze di garantire che dal punto di vista dell'erogazione dei servizi nulla cambi per i cittadini rispetto ai livelli di qualità delle Ulss precedenti, se non nella direzione del continuo miglioramento e dell'implementazione di ulteriori servizi e articolazioni degli stessi.”
“È opportuno vigilare e operare - aggiunge il testo - affinché sia sempre rispettata la pari e reciproca dignità dei vari territori con i relativi poli ospedalieri.”
L'OdG chiede pertanto ai Comuni del territorio di “svolgere un attento e continuo monitoraggio finalizzato a controllare che nelle strutture ospedaliere e territoriali della propria area siano garantiti i livelli di qualità ed eccellenza e promuovere tutte le iniziative utili allo scopo di difenderli”. Si propone inoltre di “istituire un tavolo permanente di confronto e attiva collaborazione con i rappresentanti delle associazioni impegnate sul fronte della salute”.
Sotto il profilo tecnico, si chiede alla Regione e al direttore generale dell'Ulss 7 “che sia assicurato il mantenimento delle attuali specialità e dei reparti degli ospedali” e “la puntuale sostituzione dei primari che cessano dal servizio e di tutto il personale di professione sociale e sanitaria”.
Tra le istanze dell'OdG, anche quella di “promuovere nelle sedi opportune lo sviluppo di ulteriori “attività specialistiche” tali da poter garantire all'Ulss 7 Pedemontana potere attrattivo pari a quello delle altre Ulss del Veneto”.
Con l'ulteriore richiesta di “garantire che i percorsi di riorganizzazione complessiva dei servizi” siano avviati e portati avanti “in sintonia e dialogo come le Amministrazioni comunali, rappresentanti delle istanze dei cittadini”. Valorizzando “le identità e i percorsi storici delle precedenti Ulss 3 e 4” e perseguendo “uno scambio di buone pratiche volto al miglioramento reciproco, fondato su quanto nei diversi territori dell'Ulss ha raggiunto buoni risultati.”
In conclusione, il documento afferma la necessità “che siano difese, valorizzate e condivise le eccellenze che l'Ulss 3 ha sviluppato sia in campo sociale e sia in campo sanitario e nondimeno l'integrazione sociosanitaria, che da tempo è caratterizzante e qualificante il modello del Veneto”.
“Il documento - spiega il sindaco Poletto - è stato redatto per difendere e promuovere l'opportunità costituita dall'Ulss 7, che non intendiamo sprecare, ma anche per scongiurare un accorpamento provinciale in prospettiva. Chiediamo di garantire che tutto quanto realizzato dalla ex Ulss 3 non venga svilito o cancellato e che ci sia reciprocità tra tutti i territori.” Il tutto muovendosi precauzionalmente con largo anticipo.
L'esempio del Tribunale di Bassano, sulla cui difesa e mantenimento “si sono sollevate le proteste quando ormai era troppo tardi”, è un precedente che fa tenere dritte le antenne dei primi cittadini. Intanto l'anno prossimo sarà già tempo di rinnovo per le famose schede sociosanitarie della Regione Veneto, che regolano le dotazioni ospedaliere nelle varie Aziende Ulss. Dal punto di vista delle eccellenze e dei servizi da mantenere, per l'Ulss 7 sarà la prima prova del 9.
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