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Ghe xe Zaia
Il governatore del Veneto interviene a Romano d'Ezzelino a sostegno del candidato sindaco Massimo Ronchi. Migranti, no grazie: “Dire “no” ai falsi profughi non è una fissa leghista.” E, a margine dell'incontro, sul Ponte di Bassano...
Pubblicato il 22 mag 2017
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Carabinieri, Polizia locale, astanti in fibrillazione in attesa della guest star.
Perché tanto fermento in piazza Cadorna a Romano d'Ezzelino capoluogo?
È presto detto: perché ghe xe Zaia.
Il candidato sindaco Massimo Ronchi e il governatore Luca Zaia (foto Alessandro Tich)
Il governatore del Veneto arriva puntualissimo pochi minuti prima delle 18.30 per svolgere il suo compito elettorale: esprimere il suo sostegno al candidato sindaco Massimo Ronchi, che corre a capo della lista Lega Nord Liga Veneta-Lista Rossella Olivo, sostenuta anche da Forza Italia, espressione dell'Amministrazione comunale uscente.
L'incontro era già in programma venerdì scorso al ristorante al Pioppeto, ma è stato rinviato in data odierna per motivi non specificati. Ma a quanto pare - secondo informazioni direttamente attinte dal KGTich - lo spostamento di data è stato dovuto a un improvviso abbassamento di voce del presidente della Regione, dopo l'Adunata Nazionale degli Alpini di Treviso.
Il Zaia-show pro Massimo Ronchi si svolge in una sala del ristorante Pedrocchi, che contiene a malapena le persone intervenute. Accanto al candidato sindaco e al “governatore più amato d'Italia” si posizionano il sindaco uscente Rossella Olivo e l'europarlamentare leghista Mara Bizzotto. Quest'ultima non parlerà, lasciando il palco totalmente a Big Luca: ubi maior, Mara cessat.
“Questa Amministrazione in dieci anni ha compiuto dei fatti innegabili - esordisce Massimo Ronchi che, come noto, è assessore comunale uscente -. Abbiamo fatto molto per il territorio, messo in sicurezza le scuole grazie anche all'importante contributo della Regione. Non abbiamo mai spento l'illuminazione pubblica e presto tutti gli impianti saranno a led grazie a un ulteriore contributo regionale di 150mila euro.”
“Abbiamo collegato tutte le scuole con piste ciclabili - prosegue il candidato sindaco - e aiutato i cittadini con il Bonus Casa Sicura. Lo rifaremo anche nei prossimi anni e nel prossimo mandato aggiungeremo anche il Bonus Prima Casa per venire incontro alle spese notarili e di istruttoria di tutti i cittadini italiani, con reddito inferiore a 50mila euro, che scelgono di venire ad abitare a Romano d'Ezzelino.”
Ma è sulla sicurezza che l'intervento di Ronchi assume i toni più accesi.
“In dieci anni Romano è diventato uno dei Comuni più sicuri - afferma l'aspirante primo cittadino -. Per questo abbiamo detto ufficialmente “no” allo Sprar, per evitare l'invio a Romano di falsi profughi. Non ne abbiamo neanche uno e non ne vogliamo. Se vincessero le altre liste, che si sono già espresse favorevolmente al riguardo, di falsi profughi ne arriveranno 43.”
“La Regione è sempre stata molto vicina ai Comuni - dichiara il sindaco uscente Rossella Olivo -. La nostra Amministrazione è anche di voi cittadini, non abbiamo mai fatto nulla senza convocare i cittadini e senza informarli. Massimo lavorerà nella continuità di questa Amministrazione.”
“Qui a Romano non abbiamo dato contributi, ma fatto investimenti - sono le prime parole di Luca Zaia -. È un'Amministrazione che merita di continuare nel passaggio di testimone. Da parte nostra noi ci siamo e per i cittadini è il momento di ascoltare, sentire il programma, fare domande.”
Poi il governatore fa una virata e lancia il suo affondo sul tema che sta particolarmente caro all'uditorio. “8 immigrati su 10 non sono profughi, ma migranti. Lo dicono le statistiche internazionali - incalza il presidente della giunta regionale -. Se c'è un candidato sindaco che deve aiutare qualcuno, prima viene Romano d'Ezzelino e poi il resto del mondo.” Standing Ovation.
“Non è una fissa leghista - prosegue Zaia -. Decidere di ospitare o di non ospitare chi non è profugo non è un problema della politica, ma di che tipo di comunità vogliamo tra 5-10 anni. Noi non siamo contro chi scappa dalla fame, ma 8 immigrati su 10 non hanno questo requisito. Chiedete a quelli delle altre liste che cosa faranno al riguardo. Se arrivassero 43 immigrati a Romano, 38 di loro non hanno diritto ad essere ospitati. Non sappiamo nulla di loro, non sappiamo cosa facevano nel loro Paese. La risposta è “sì” o “no”, le varianti non ci interessano.”
“In Veneto ci sono già 517mila migranti, sono il 10% della popolazione - sottolinea il governatore -. Sono tutti integrati, studiano e lavorano. Il Veneto ha già dato. Adesso basta. Con 175mila disoccupati, prima il lavoro lo diamo a uno di Romano d'Ezzelino o a uno che arriva da fora?”
Luca Zaia parla ancora del tema della casa, della sicurezza, e nuovamente “del tema centrale del lavoro”. E ne approfitta per ricordare l'appuntamento con le urne del 22 ottobre prossimo per il Referendum consultivo sull'autonomia del Veneto.
“Un anno di battaglia con la Corte Costituzionale, ma ce l'abbiamo fatta - gongola Zaia - . Vogliamo prenderci le 22 materie di competenza delle Regioni previste dall'Articolo 116 della Costituzione, che nessuno ha ancora applicato e che il Referendum del 4 dicembre, bocciato dai veneti, voleva ridurre a 6.” “I veneti devono andare a votare - conclude -. Solo se saremo in tanti, avrò poi la forza per trattare con Roma.”
Ancora applausi e foto dai telefonini, prima della foto di gruppo coi candidati di lista presenti e soprattutto della mischia rugbistica all'esterno del locale per il rinfresco, tra calici di vino e un'altra scarica infinita di foto e di selfie col governatore.
Ma Zaia ha fretta, e la sua presenza al party dura pochi minuti.
C'è ancora il tempo per una veloce visita-bis al locale confinante, la birreria Al Leone, dove vengono spillate al momento birre per il presidente e per il suo seguito.
Anche qui continua il rito popolare delle foto-con-Zaia e dei selfie-con-Zaia: il governatore non si tira indietro e continua a stringere mani.
Tra un sorso di birra, una patatina e l'ennesima foto con sorriso abbracciato a qualcuno, trova anche il tempo di scambiare due parole con i cronisti locali.
E all'inevitabile domanda sul restauro del Ponte di Bassano, finanziato in buona parte anche dalla Regione, replica secco: “L'Italia è l'Ufficio Complicazioni Affari Semplici.” “Quello che sta succedendo per il Ponte degli Alpini è imbarazzante - aggiunge -, per quello che è un monumento di interesse mondiale, progettato dal Palladio. È come se a Roma cascasse il Colosseo.” “È come l'uomo nella giara di Pirandello - conclude -. Salviamo la vita all'uomo o spacchiamo la giara?.”
Così parlò Luca Zaia, prima di levare le tende con sollecitudine.
A cosa è dovuta tanta fretta dell'illustre ospite? Anche qui è presto detto: il suo giro elettorale non è ancora finito: lo stanno aspettando a Rosà per la cena di sezione della Lega Nord a sostegno del candidato sindaco Paolo Bordignon.
Anché lì ghe xe Zaia, e vai col liscio.
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