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Sorelle d'Italia
Lorenza, Lavinia e Veronica Manfrotto. Le tre sorelle della Libreria Palazzo Roberti. Dalla loro storia, raccontata una sera a Bassano a Cristina Comencini, è scattata l'ispirazione per la scrittura della fiction “Di Padre in Figlia”
Pubblicato il 19 apr 2017
Visto 19.853 volte
Sorelle d'Italia. La loro storia familiare e imprenditoriale, liberamente riveduta e corretta da Cristina Comencini, ha infatti ispirato la vicenda raccontata dalla fiction “Di Padre in Figlia”, ambientata a Bassano del Grappa e da ieri in onda per quattro puntate su Rai 1, per il richiamo di milioni di telespettatori del Bel Paese.
Loro però non producono grappa, come i protagonisti della serie Tv, ma vendono libri e promuovono incontri letterari e rassegne culturali di prim'ordine nello scrigno di lettura e architettura di cui sono le titolari: la Libreria Palazzo Roberti in città.
Ma se adesso i teleschermi della nazione raccontano le vicissitudini della famiglia Franza, lo si deve - in origine - a Lorenza, Lavinia e Veronica Manfrotto.
Da sinistra: Lavinia, Veronica e Lorenza Manfrotto (foto Alessandro Tich)
Forse non tutti sanno che la storia televisiva - come più volte dichiarato dall'autrice Cristina Comencini, anche nei giorni scorsi alla Camera dei Deputati a Roma - ha preso liberamente spunto proprio dalle sorelle Manfrotto. Le quali nel 2013, dopo la presentazione di un libro a Palazzo Roberti, intrattenendosi a cena a casa Manfrotto con la nota regista, sceneggiatrice e scrittrice, assieme al fratello le hanno raccontato la storia del padre Lino - fondatore dell'azienda Manfrotto, leader nel settore della produzione di attrezzature fotografiche - e della Libreria gestita invece dalle tre figlie, che tra momenti di gloria ma anche fasi di difficoltà hanno portato avanti, e continuano a condurre anche oggi, la loro rinomata impresa al femminile. Un racconto che colpì la Comencini al punto da trasformarlo nell'embrione concettuale del soggetto televisivo.
La notizia, già di pubblico dominio ma non ancora completamente “assimilata” dai bassanesi, riemerge a margine della conferenza stampa di presentazione della seconda edizione della rassegna letteraria Resistere, promossa sempre dalla Libreria Palazzo Roberti, di cui ci occupiamo in un altro articolo.
“In particolare - recita un comunicato stampa predisposto per l'occasione -, si vuole sottolineare come l'idea del film e la scelta di ambientarlo a Bassano del Grappa siano maturate, come già per altri progetti di valore della città, nell'ambito dell'intensa attività della Libreria Palazzo Roberti e soprattutto nella cura da parte delle titolari con autori e personalità della cultura.”
“Alla vigilia della seconda edizione di Resistere che, su iniziativa privata, ancora una volta porterà a Bassano del Grappa prestigiosi nomi della scena nazionale arricchendo di relazioni e idee la città - conclude il comunicato -, con questa nota si vuole evidenziare l'importante contributo della Libreria Palazzo Roberti alla promozione culturale e turistica.”
“Di Padre in Figlia”, come noto, non parla di libri ma parla di grappa.
Niente cultura ma coltura, e trasformazione di vinacce. Una delle protagoniste femminili, Franca Franza (la madre, interpretata da Stefania Rocca) è addirittura analfabeta, frutto della condizione femminile del secondo Dopoguerra e degli anni '50.
Ma è comunque dai libri, e dall'insegnamento dalla sarta autodidatta ed ex prostituta Pina (interpretata da Francesca Cavallin), che impara a leggere e a scrivere.
È l'emancipazione femminile che parte dall'abc. Il filo conduttore di una storia che senza le tre sorelle d'Italia, probabilmente, non sarebbe mai esistita.
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