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bassanonet.it
Pubblicato il 16-07-2013 17:30
in Attualità | Visto 1.543 volte
 

Acqua, serve una “nuova cultura”

Consorzi di bonifica: a Roma l'assemblea annuale A.N.B.I. dedicata ai temi cruciali della gestione della risorsa idrica. Il presidente del Consorzio Brenta Cuman: “E' meglio investire 1 euro in prevenzione piuttosto che pagare 10 euro in danni”

Acqua, serve una “nuova cultura”

La sede del Consorzio di bonifica Brenta a Cittadella (foto: archivio Bassanonet)

Si è svolta l'11 luglio scorso a Roma l'assemblea annuale dell'A.N.B.I., Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni, che ha chiamato a raccolta i rappresentanti dei circa 150 Consorzi di bonifica ed irrigazione operanti sull’intero territorio nazionale, assieme agli esponenti delle istituzioni e delle forze politiche, delle organizzazioni professionali agricole, dei sindacati, del mondo accademico, delle associazioni ambientaliste e della società civile.
Una vera e propria convocazione degli “Stati Generali” sull'importante tema della gestione della risorsa acqua nel nostro Paese. Presenti ai lavori anche i rappresentanti del Consorzio di bonifica Brenta, che ha trasmesso al riguardo un comunicato stampa che pubblichiamo di seguito:

COMUNICATO

ASSEMBLEA A.N.B.I. 2013

Si è tenuta l’11 luglio scorso la tradizionale assemblea annuale dell’A.N.B.I., associazione nazionale dei circa 150 Consorzi di bonifica italiani.
Si tratta di un appuntamento ricco di stimoli e che consente interessanti incontri e scambi di opinione, oltre che di fare il punto della situazione sullo “stato dell’arte” nella materia della difesa idraulica e dell’irrigazione del nostro Paese.
Ha tenuto una brillante relazione il presidente Massimo Gargano, che ha rimarcato come negli ultimi decenni il territorio italiano sia stato vittima dell’uomo, che ha saputo trasformare la madre acqua in matrigna, accentuando le conseguenze di cambiamenti climatici, peraltro indotti da un supposto progresso, grazie alla confusa, spesso abusiva ed illogica cementificazione del territorio, che continua a consumare centinaia di ettari al giorno.
Di fronte a questo scenario, è necessario cambiare: serve un new deal per il territorio, di cui i Consorzi di bonifica si propongono come protagonisti moderni, nell’ottica di un nuovo modello di sviluppo.
Molti autorevoli rappresentanti istituzionali, intervenuti alla riunione, hanno dato atto ai Consorzi di essere enti di straordinaria attualità, rispondenti agli indirizzi europei più recenti; tra questi Roberto Formigoni, ex presidente della Lombardia e attuale Presidente della Commissione Agricoltura del Senato, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Legnini, il sottosegretario all’Agricoltura Castiglione, i vertici delle Organizzazioni Agricole ed il sindaco di Perugia in rappresentanza dell’ANCI, associazione nazionale dei Comuni, con la quale da anni vige una proficua collaborazione.
Tutti gli intervenuti hanno parlato dei Consorzi come esempio di efficienza, concretezza ed innovazione a servizio delle esigenze della collettività: dalla redazione del Piano per la Riduzione del Rischio Idrogeologico a quella del Piano Nazionale degli Invasi, dall’ottimizzazione dell’irrigazione con il sistema informatico Irriframe alla realizzazione del Piano Irriguo Nazionale, dagli interventi per la ricarica delle falde acquifere alla produzione di energia rinnovabile, grazie alle centrali idroelettriche.
Era presente alla riunione il presidente del Consorzio Brenta, Danilo Cuman, che ha avuto nell’occasione molti contatti che si auspica possano essere utili per riuscire ad ottenere i finanziamenti necessari per i tanti progetti che sono sul tappeto: dalla trasformazione pluvirrigua, alla bonifica idraulica.
L’ANBI, a conclusione dell’incontro, ha avanzato un vero e proprio appello, chiedendo:
- alla Società ed ai mass-media un aiuto nell’affermare una nuova cultura dell’acqua;
- alle Regioni di porre molta attenzione alle scelte che andranno a determinare con i Piani di Sviluppo Rurale 2014-2020;
- al Governo di varare il 2° Piano Irriguo Nazionale, di approvare il Disegno di Legge sul Consumo del Suolo, di procedere alle semplificazioni burocratiche, di adottare e finanziare il Piano per la Riduzione del Rischio Idrogeologico;
- alla Politica di attivare scelte che consentano ai nostri figli, e più in generale all’Italia ed all’Europa, di vivere una nuova stagione dell’essere collettività, e in questo senso un grande ruolo ce l’ha la tutela delle risorse idriche e dell’ambiente.
“Ho sposato integralmente queste rivendicazioni - afferma il presidente Cuman - che pure noi nel nostro piccolo cerchiamo di portare avanti. Certo attraversiamo un periodo difficile, ma come è emerso anche in questa occasione è meglio investire in prevenzione 1 euro piuttosto che pagare 10 euro di danni; la questione non è solo che mancano le risorse, ma che esse devono essere selezionate con criteri di priorità e di qualità, con un vero e proprio cambio di direzione e direi di strategia.” “Noi al Ministero abbiamo pronti 5 progetti esecutivi e cantierabili - conclude Cuman - oltre a dare risposte in campo idraulico porterebbero a grandi opportunità di lavoro nel territorio; se poi si sente che in altre aree i fondi europei vengono restituiti, ecco un motivo in più…”.