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La stoffa del genio
“Le trame di Giorgione”: presentata a Castelfranco Veneto la nuova mostra-evento in programma dal 27 ottobre al 4 marzo prossimi. Un inedito e straordinario viaggio tra dipinti e tessuti. Con un pizzico, anche, di Bassano
Pubblicato il 07 apr 2017
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Giorgione era uno che di stoffa ne aveva davvero. La stoffa del genio.
Appartiene a quella categoria di maestri della pittura le cui opere vanno percepite al di là della visione dell'occhio, infondendo una sempre rinnovata commistione di enigmi, di stupore e di emozione. Ma la stoffa, nella mirabile produzione artistica della sua breve vita terrena, non è solo un concetto astratto.
È quello che potremo scoprire, a partire dal prossimo autunno, nella nuova mostra-evento che Castelfranco Veneto, dopo la mostra-boom del 2010, dedica al suo genius loci: “Le trame di Giorgione”, in programma dal 27 ottobre 2017 al 4 marzo 2018.
Giorgione, "Pala di Castelfranco" (particolare)
Un evento senza precedenti, come emerge dalla affollata conferenza stampa di presentazione convocata al Museo Casa Giorgione di Castelfranco.
Perché l'autore della “Tempesta” sarà solo lo straordinario punto di partenza di un percorso espositivo che - coinvolgendo tutta la città murata - si snoderà per la prima volta sul doppio binario della storia dell'arte e della storia del tessuto, per comporre un'originale storia del costume nella Serenissima tra il '500 e il '700, fino ad arrivare al Veneto dei giorni nostri.
Come spiega la curatrice della mostra Danila Dal Pos - la studiosa a cui si deve l'allestimento del museo giorgionesco - tutto inizia dalla “Pala di Castelfranco”, capolavoro primo di Giorgione conservato in Duomo, di cui la studiosa propone una particolare chiave di lettura. “Nella raffigurazione della “Madonna e Santi” - afferma - nulla è “solo” quello che sembra.” Oltre ad essere un'opera di devozione, commissionata dal nobile Tuzio Costanzo per la cappella di famiglia, secondo la curatrice il dipinto veicola anche un potente messaggio politico al Senato di Venezia, timoroso che Costanzo - figlio del viceré di Cipro - avesse l'intenzione di pretendere dei beni nell'isola, dominio marittimo della Serenissima. Per tranquillizzare il Senato e comunicare la volontà di restarsene a Castelfranco, Costanzo volle rappresentare la sua condizione di ricchezza, tale da rendere superflua l'aspirazione di altri possedimenti nel Mediterraneo.
E Giorgione rappresentò l'agiatezza del facoltoso committente raffigurando nella “Pala”, con assoluta precisione, cinque magnifici e diversi tessuti: dal raso del vestito e del manto della Madonna al velluto liscio che fa da sfondo ai due Santi e dalla fascia di velluto a righe al broccato del telo sullo schienale del trono.
“I tessuti - sottolinea l'architetto Dal Pos - erano lo status symbol dell'epoca.”
Da qui il binomio arte-tessitoria, che contraddistinguerà “Le trame di Giorgione”.
La nuova grande mostra castellana sarà dunque questo: una rassegna di ritratti dipinti da vari autori della Serenissima nei tre secoli considerati, affiancati dai tessuti storici raffigurati nelle opere. “È una storia del ritratto veneto - spiega ancora la curatrice - e della più importante manifattura veneta, che è quella tessile.”
La mostra è promossa dal Comune di Castelfranco Veneto con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e la collaborazione dell'Associazione Veneto Museo Sistema. Sarà realizzata grazie a una prestigiosa rete di musei che presteranno le opere e agli archivi storici Rubelli e Bevilacqua di Venezia per quanto riguarda i tessuti dell'epoca. “Abbiamo fatto rete con i musei italiani che si sono uniti assieme al Ministero per far decollare un piccolo museo di una piccola città - rimarca Danila Dal Pos -. Di solito le opere si prestano se anche tu hai qualcosa da prestare. Noi non abbiamo nulla da prestare, se non la scientificità potente del progetto.”
Lo “start” del percorso espositivo sarà quindi allestito al Museo Casa Giorgione.
Una prima sala sarà dedicata ai ritratti del '500, di Giorgione e dei suoi contemporanei ma anche degli artisti attivi nei decenni successivi alla morte di Giorgio da Castelfranco, affiancati - come in tutte le sezioni della rassegna - da preziosi esemplari di tessuti d'epoca.
Anche nel nucleo dedicato al '600 lo sfarzo dei costumi, raffigurato nei quadri, si pone come fattore di “distinzione identitaria” dei personaggi ritratti.
“Il '600 - anticipa la curatrice - sarà come una grande rivista di gossip. Si vedrà il jet set dell'epoca, che si esibisce, a partire dai vestiti, in un lusso sfrenato.”
Il '700 infine - oltre ai dipinti che annunciano anche un Tiepolo da non perdere - accenderà i riflettori sulla prestigiosa collezione tessile settecentesca del Duomo di Castelfranco assieme a capi di abbigliamento, corpetti e borsette dell'epoca provenienti da palazzo Mocenigo a Venezia. Testimonianze dell'opulenza Serenissima che fu, quando l'abito faceva veramente il monaco.
Pensate che sia finita qui? Nossignori: usciti dal Museo, si continuerà negli altri ambienti della mostra, secondo un programma standard che prevede un'intera giornata. Coinvolti i “luoghi di Giorgone” nell'antico centro cittadino.
Nel Duomo, a fianco della Casa Giorgione, si farà la visita ad alcuni quadri di grandi autori che verranno presentati in una luce del tutto diversa: in particolare Paolo Piazza e il Veronese. Dopo la pausa pranzo, per la quale saranno attive apposite convenzioni con i ristoratori di Castelfranco Veneto, i visitatori saranno accompagnati nel pomeriggio alla Torre Civica, allo Studiolo di Vicolo dei Vetri, alla Casa Costanzo e alla Casa Barbarella, attuale sede del Conservatorio.
In tutte queste sedi il pubblico sarà invitato ad ammirare gli esiti attuali della grande tradizione veneziana e veneta della tessitura, provenienti dalle manifatture più rappresentative del tessile artistico di oggi.
Al Teatro Accademico, infine, spazio al recupero del grande nome della Tessoria Asolana, con l'esposizione dei telai originali e della produzione di Carlo Scarpa.
In tutto il percorso, i visitatori potranno avvalersi di guide di eccezione. A svolgere il ruolo di accompagnatori del pubblico saranno infatti 105 studenti degli istituti superiori di Castelfranco, opportunamente formatisi allo scopo.
Altri 110 ragazzi sono stati invece selezionati per un concorso di idee finalizzato alla promozione della mostra sui social network. “Dovrà essere un mostra per tutti e per i target più diversi - sottolinea la curatrice -. I giovani e gli studenti sono il primo nucleo che comincia a parlare della città e a conoscerla.”
E c'è anche l'opzione ulteriore, in stile “marketing territoriale”.
Visitando la mostra di Castelfranco, i turisti provenienti soprattutto da fuori regione potranno pernottare negli alberghi castellani, sempre a prezzi convenzionati, per usufruire anche di una seconda giornata di programma, questa volta a Venezia. Il biglietto di “Le trame di Giorgione” darà infatti modo di proseguire la visita nei “templi” della tradizione tessile del capoluogo lagunare: l'Archivio Rubelli, la Tessitura Bevilacqua, l'atelier di Roberta Di Camerino, la collezione di Palazzo Fortuny e il Museo del Teatro e del Costume di Palazzo Mocenigo. Nella città cresciuta sull'acqua, davvero una full immersion sul tema.
Appuntamento, quindi, al prossimo 27 ottobre. Anche se la macchina organizzativa è partita ufficialmente da tempo e già da oggi scatta il conto alla rovescia operativo verso l'inaugurazione. Nel centro castellano il fermento è evidente e lo si capisce anche dalle parole delle autorità che intervengono alla presentazione: oltre a Danila Dal Pos - un autentico “rullo compressore” di passione e di entusiasmo - il sindaco di Castelfranco Veneto Stefano Marcon, il nuovo assessore comunale alla Cultura Franco Pivotti, la direttrice del Museo Nazionale Collezione Salce Marta Mazza a nome del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e don Paolo Barbisan, direttore del Museo Diocesano di Arte Sacra di Treviso.
A questo punto, scrivendo noi per Bassanonet, ci poniamo la fatidica domanda: nel grande evento di Castelfranco Veneto c'entra in qualche modo anche Bassano del Grappa?
Ecco a voi la fatidica risposta: ebbene sì, all'interno di “Le trame di Giorgione” c'è anche un pizzico della nostra città e del nostro territorio.
Innanzitutto, tra i grandi pittori veneti della sala dedicata al '500 c'è Jacopo Bassano, con un ritratto che sarà prestato dal Museo Civico di Bassano. E scusate se è poco.
Inoltre, nel percorso cittadino dedicato alle più importanti manifatture tessili venete di oggi saranno presenti, assieme ad altri, due laboratori di alta gamma come la tessitura Renata Bonfanti di Mussolente e la “fabbrica lenta” della famiglia bassanese Bonotto a Molvena.
Infine, del Comitato Scientifico della mostra - che annovera, tra gli altri, il direttore generale Musei del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali Ugo Soragni e il prof. Augusto Gentili, già docente di Storia dell'Arte Veneta e Moderna alla Sapienza di Roma e a Ca' Foscari a Venezia e uno dei massimi studiosi di Giorgione - fa parte anche la direttrice dei Musei Civici di Bassano Chiara Casarin.
Rapporti che si intessono e che si intrecciano, come una stoffa preziosa.
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