Pubblicato il 02-06-2016 17:51
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Bassanesi tra le Culture

Da domani a domenica a Palazzo Bonaguro di scena la Festa delle Culture. Con un ricco programma di “intermediazioni” tra il mondo e la città. Tra i protagonisti della kermesse il prof. Francesco Tessarolo e il “cuoco del Papa” Sergio Dussin

Bassanesi tra le Culture

Francesco Tessarolo e Sergio Dussin, tra i nomi in cartellone alla Festa delle Culture 2016 a Bassano (fonte immagini: ilgiornaledivicenza.it e archivio Bassanonet)

Benvenuti, Bienvenidos, Welcome, Dobrodošli.
A Bassano del Grappa si alza il sipario sull'undicesima edizione della Festa delle Culture: l'incontro ravvicinato - con il sottotitolo di “InterMediAzione Culturale” - tra le culture e tradizioni dei gruppi nazionali che vivono in città e le espressioni culturali Made in Italy del nostro territorio, organizzato dall'Associazione Il Quarto Ponte - Centro interculturale e patrocinato dall'assessorato alla Persona, Famiglia e Casa del Comune.
In programma un'intensa tre giorni di appuntamenti, da domani fino a domenica 5 giugno, negli spazi di Palazzo Bonaguro in città. Con un particolare contributo, quest'anno, della controparte italiana ovvero bassanese.
Tra i protagonisti della manifestazione, ad esempio, c'è il prof. Francesco Tessarolo, già docente di Storia e Filosofia al Liceo Brocchi e ricercatore storico, che domani alle 17.30 proporrà un particolare “Incontro con la Storia” intervenendo sul tema “L'Istria contesa: vicende della frontiera orientale nel corso del Novecento”.
In scaletta, domenica alle 18, anche un faccia a faccia con Sergio Dussin, presidente del Gruppo Ristoratori Bassanesi, che partecipa alla kermesse nella sua particolare veste di “cuoco del Papa”. Prendendo spunto dal suo motto “Il dialogo tra i popoli si festeggia a tavola”, Dussin rivelerà i retroscena, le curiosità e le strette regole alimentari che sottostanno alla preparazione dei menù nella sua attività di catering in Vaticano, dove i commensali, tra cui leader politici e capi di Stato, appartengono molto spesso alle più diverse etnie e religioni.
Ma la “bassanesità” alla Festa interculturale è ancora rappresentata da altre riconosciute realtà cittadine: come il coro polifonico “Compagnia di canto”, diretto da Fabio Sbordone, che si esibirà domani alle 21 o come la Pro Bassano che sabato alle 13 proporrà un momento conviviale.
Tra gli altri esponenti del parterre dei protagonisti bassanesi: l'associazione Gessica - Formazione Danza danza con le sue esibizioni di danza orientale, il Centro Tecniche Dolci con una lezione gratuita di ginnastica dolce - metodo Feldenkrais e l'associazione Bassano Patchwork con una esposizione di opere delle proprie artiste.
E ancora - novità assoluta di quest'anno - il coinvolgimento del progetto Dance Well di Operaestate, evoluzione del progetto Dance and Health with Parkinson, con un'ora di lezione di danza in scaletta domenica alle 11. Contributi dal territorio ai quali si aggiungono la proiezione del documentario “La realtà e complessa”, lavoro della 4a classe di Grafica dell'Istituto Einaudi-Scarpa di Montebelluna; la performance del gruppo di Verona “Poeti del Mondo” e ancora la proposta di cortometraggi e la chiusura di domenica, alle 19, con la lettura teatralizzata di Andrea Tich e Michela Gatto “Pontos - Il Mare di Nessuno. Riflessione sul Mediterraneo che migra”.
Il tutto per un mix di reciproci contatti con le culture straniere che completano e arricchiscono il programma: uno scambio interculturale che vivrà come sempre il suo momento clou domenica alle 16.30 con la sfilata dei costumi popolari dei diversi Paesi, intervallati da balli e canti, e con le stoffe africane a cura dell'associazione Mar Lawoti Onlus di Bassano.
Particolarmente significativo, secondo i principi ispiratori della Festa, l'incontro-confronto letterario previsto sabato alle 16.30: una “intermediazione” tra la poesia di un veneto, Sergio Giovanni Mocellin, e i brevi racconti di un'argentina, Blanca Marina Ratner.
Da non perdere anche la mostra delle opere di Igor Gustini: quotato artista italo-croato, nato a Firenze e residente a Pola, che nel 2014 ha esposto suoi lavori nel padiglione italiano alla Biennale d'Arte di Venezia. Completa il trittico delle esposizioni una mostra fotografica dedicata al popolo Balti (Pakistan).
Qual è dunque il vero significato della kermesse a Palazzo Bonaguro e insieme il filo conduttore tra i numerosi eventi della manifestazione?
La risposta, molto probabilmente, è quella che troviamo sul volantino della Festa delle Culture 2016, dove è citata una frase del filosofo tedesco Hans-Georg Gadamer: “La cultura è l'unico bene dell'umanità che, diviso fra tutti, anziché diminuire diventa più grande”.

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