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Il summit sul Ponte

Primo incontro internazionale a Bassano per il restauro del Ponte degli Alpini, con gli esperti italiani Claudio Modena e Giovanni Carbonara e il giapponese Toshikazu Hanazato

Pubblicato il 13 gen 2015
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Positivo il bilancio del primo summit bassanese tra il prof. Claudio Modena, dell’Università di Padova, il prof. Giovanni Carbonara dell’Università La Sapienza di Roma e il prof. Toshikazu Hanazato dell’Università di Tokio, a Bassano per un confronto ad alto livello relativo al progetto di restauro e consolidamento del Ponte degli Alpini.
Un incontro tecnico al mattino e un sopralluogo nel pomeriggio hanno siglato un accordo a tre destinato ad alimentare un dialogo futuro finalizzato a migliorare staticità e stato di salute del manufatto. All’incontro erano presenti anche i rappresentanti di Federlegno Claudio Giust e Marco Lucchetti e della Regione del Veneto Marino Zorzato.
“Riunire tre personalità di indiscussa professonalità, conosciute e stimate a livello internazionale - sottolinea il Sindaco Riccardo Poletto - significa proporre una interessante dialettica tra metodologie di lavoro orientale ed occidentale, dando avvio ad un confronto scientifico sul nostro Ponte destinato a fare scuola. In linea generale, il punto condiviso riguarda un approccio di metodo che consiste nel passare da grande restauri lontani tra di loro nel tempo a una continua manutenzione”.

Foto di gruppo con i tre esperti intervenuti a Bassano

“E’ importante mettere in campo le massime competenze possibili – ha spiegato Claudio Modena – perché si tratta di un oggetto unico in Italia e vogliamo dargli una valenza di esempio”.
Nell’ambito dell’incontro riservato agli addetti ai lavori, il professor Toshikazu Hanazato ha illustrato le tecniche di restauro utilizzate in Giappone per ponti lignei e pagode di grandi dimensioni, dove in linea di massima le strutture vengono smontate e ricostruite con i pezzi risanati, mentre l’architetto Giovanni Carbonara ha sottolineato l’importanza di compiere un’approfondita analisi storica e dei materiali prima di avviare a Bassano qualunque tipo di intervento, per trovare una soluzione che coniughi le esigenze sia di conservazione del manufatto sia del suo consolidamento e applicare un metodo di lavoro interdisciplinare.
“Stiamo ricostruendo l’archivio pregresso ricomponendo tutte le informazioni a nostra disposizione – ha assicurato l’assessore Roberto Campagnolo – così che in futuro nessuno si debba trovare nelle condizioni di partire da zero, ma si faccia tesoro di questa esperienza e di ciò che produrrà”.
L’Assessore Linda Munari ha sottolineato l’importanza del confronto e della proiezione che le azioni studiate e realizzate a Bassano avranno a livello internazionale, aspetto evidenziato anche da Hanazato.
Inizia ora da un lato la fase progettuale vera e propria, dall’altro la definizione dei costi e dei finanziamenti: il costo complessivo degli interventi si aggira tra i 3,5 e i 4 milioni di euro.

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