Pubblicità

Fondazione The Bank

Pubblicità

Fondazione The Bank

RedazioneRedazione
Bassanonet.it

Attualità

La carica dei 6000

Trasferta a Bruxelles dei portavoce di Radio Gamma 5 e LABC Laboratorio Civico. Consegnate al Parlamento Europeo, per il tramite dell'on. Andrea Zanoni, le 6000 firme raccolte contro il Traforo del Grappa della Nuova Valsugana

Pubblicato il 05-04-2014
Visto 4.346 volte

Pubblicità

Fondazione The Bank

Sono partiti di mattina presto giovedì scorso dall'aeroporto di Venezia. Destinazione: Bruxelles, dove ad attenderli c'era il deputato europeo del PD (Gruppo Alleanza Progressista Socialisti e Democratici ) Andrea Zanoni.
Luca Trevisan, portavoce di Radio Gamma 5 e Maria Pia Farronato, portavoce di LABC Laboratorio Civico di Romano d'Ezzelino, si sono quindi recati nella sede del Parlamento Europeo dove assieme a Zanoni - membro della Commissione Ambiente, Sanità Pubblica e Sicurezza Alimentare dell'Europarlamento medesimo - hanno recapitato le oltre 6000 firme raccolte “per la tutela del Monte Grappa” in relazione al progetto della superstrada a pedaggio Nuova Valsugana.
Le firme - unitamente alla petizione e a uno studio sull'importanza naturalistica e sulle criticità geologiche del Massiccio del Grappa - sono state consegnate direttamente nelle mani del funzionario della Commissione Petizioni del Parlamento Europeo Giorgio Mussa “per esprimere il “No” degli abitanti della zona tra Castelfranco Veneto e Cismon del Grappa - informa un comunicato stampa di LABC Laboratorio Civico - alla superstrada Nuova Valsugana e al Traforo del Monte Grappa.”

Da sinistra: l'eurofunzionario Giorgio Mussa, l'eurodeputato Andrea Zanoni, Luca Trevisan e Maria Pia Farronato

Sotto accusa pertanto l’opera stradale che prevede anche il traforo del Monte Grappa, in un'area soggetta a vincolo paesaggistico ai sensi D.Lgs 42/2004 - Piano di Area del Massiccio del Grappa, a vincolo idrogeologico forestale (R.D. 3267/1923 -L.R. 52/78) e alla SIC/ZPS IT 3230022 "Massiccio del Grappa" della Rete Natura 2000 tutelata dall’Unione Europea (direttiva comunitaria 92/43/CEE e D.P.R. 357/1997).
L'iniziativa a Bruxelles fa seguito al sopralluogo compiuto lo scorso 22 agosto dallo stesso eurodeputato del PD sull'area dell'imbocco del previsto Traforo, dopo il quale - come rimarcano i promotori dell'iniziativa - “l'on. Andrea Zanoni si è unito al coro delle 6000 voci per dire: “Giù le mani dal Monte Grappa”. Proteggiamo il nostro Veneto da simili inutili, costose e dannose grandi opere fatte in project financing, vogliamo grandi opere di valorizzazione per restituire al Veneto identità, storia, paesaggio e turismo.”
“Si tratta di un'opera molto invasiva che avrà delle ricadute ambientali molto importanti sull'ambiente e l'intero assetto idrologico - commenta e conferma Zanoni - Bisogna ripensare l'intera progettualità delle grandi opere e fare solo quelle di cui i cittadini hanno veramente bisogno.”
“Il futuro dei luoghi - sostiene ancora il comunicato di Laboratorio Civico LABC - sta nell’intreccio di azioni personali e civili. Per evitare la morte di un paese occorre riscoprirlo e abitarlo con intimità e memoria storica. E questo vale per i cittadini e più ancora per gli amministratori. Bisogna intrecciare in ogni scelta importante competenze locali e contributi esterni se vogliamo veramente che il paesaggio diventi il motore del nuovo sviluppo.”
“6000 “No” - ribadiscono Luca Trevisan e Maria Pia Farronato - all'ennesima grande opera inutile dannosa e costosa che si vuole imporre quando, invece, si potrebbe ricorrere a delle alternative molto più sostenibili dal punto di vista ambientale ed economico.”
I due promotori sottolineano il paradosso di un simile progetto “alla vigilia del centenario della Grande Guerra che rinverdirà di ricordi ciò che è successo sul nostro Monte Grappa con un traforo di ben 12 km, addirittura più lungo del Monte Bianco, anziché pensare a progettualità di tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico, atte a contribuire ad un rilancio concreto dell'area Pedemontana e dei luoghi della Memoria, perché finalmente consapevoli di essere custodi di un patrimonio culturale unitario che non ha eguali.”
“Non esistono due paesi uguali - concludono - e dunque le politiche devono essere fatte su misura per ogni luogo.”

Il 28 gennaio

Pubblicità

Fondazione The Bank

Più visti

1

Attualità

21-01-2026

Bassano abbraccia il sogno Olimpico

Visto 10.651 volte

2

Geopolitica

22-01-2026

Cuba, l’isola sotto pressione

Visto 9.354 volte

4

Attualità

21-01-2026

Il Sindaco Finco ringrazia la città

Visto 8.927 volte

7

Attualità

24-01-2026

Da febbraio, attesi in Libreria AperiLibro e il Club Bassanese

Visto 8.422 volte

8

Cronaca

26-01-2026

Addio a Giancarlo Andolfatto

Visto 7.266 volte

9

Attualità

25-01-2026

Film "C-14": dopo il casting, caccia alle maestranze

Visto 6.656 volte

10

Attualità

26-01-2026

Alpini, il Veneto celebra il valore delle Penne Nere

Visto 4.506 volte

4

Politica

10-01-2026

"Ambulatori post-vaccino": è guerra aperta

Visto 11.041 volte

5

Attualità

21-01-2026

Bassano abbraccia il sogno Olimpico

Visto 10.651 volte

6

Geopolitica

12-01-2026

Perché Israele ha riconosciuto il Somaliland?

Visto 9.585 volte

7

Politica

11-01-2026

Polizia Locale: «Basta fake news sulla sicurezza»

Visto 9.540 volte

10

Politica

13-01-2026

La sicurezza ostaggio dei nervi tesi

Visto 9.451 volte